La morte di Riina. L’altra Corleone che volta pagina

Il lavoro ‘pulito’ delle tre cooperative sui terreni confiscati. Da 15 anni, olio, legumi e passata di pomodoro biologici dagli 800 ettari appartenuti ai boss. Nuove generazioni in prima linea

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Antonio Maria Mira

C’è un’altra Corleone che non ha niente a che fare con Totò Riina, che non vuole avere nulla a che fare col capo di ‘cosa nostra’. Che ogni giorno si sporca le mani di terra riscattata da lavoro pulito e vero.

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E’ morto Totò Riina: il boss si è spento alle 3.37 nel reparto detenuti dell’Ospedale di Parma-Guarda il filmato

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Riina era malato da anni, ma negli ultimi tempi le sue condizioni erano peggiorate tanto da indurre i legali a chiedere un differimento di pena per motivi di salute. Istanza che il tribunale di Sorveglianza di Bologna ha respinto a luglio. Ieri, quando ormai era chiaro che le sue condizioni erano disperate, il ministro della Giustizia ha concesso ai familiari un incontro straordinario col boss –

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‘Ndrangheta, 50 arresti in Calabria. Rampolli dei clan traditi dai social: su Facebook come criminali da film

Operazione nel Reggino: quasi tutti i fermati erano tra le nuove leve che imponevano il dominio sugli appalti. Alcuni erano arrivati a fare irruzione nelle riunioni delle Giunte comunali per minacciare gli amministratori. Ostentavano il loro potere con post e foto sui social network

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di ALESSIA CANDITO
REGGIO CALABRIA – Tra Africo, Brancaleone e Bruzzano Zeffirio ogni appalto era cosa loro. E per rivendicarne l’esclusiva proprietà non hanno esitato persino a fare irruzione durante una riunione di Giunta e minacciare sindaco e vicesindaco, diffidandoli dall’assegnare ad altri appalti e lavori.

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Vibo, Prefettura e Questura chiudono l’Etoile: “Quel bar è dei Mancuso”

Secondo un’informativa redatta dalle forze dell’ordine, l’esercizio commerciale ubicato in piazza San Leoluca sarebbe di effettiva proprietà di esponenti vicini ai Mancuso

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E’ un dei bar più eleganti di Vibo Valentia, ma per gli inquirenti è sarebbe di proprietà di esponenti vicini alla criminalità organizzata e, in particolare, ai Mancuso di Limbadi. Per questo motivo, la Prefettura ha disposto, per la seconda volta nel giro di un anno, la chiusura del bar Etoile situato in piazza San Leoluca.

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‘Ndrangheta, la vita isolata del magistrato in Calabria De Raho: «Impossibile avere rapporti in questa terra»

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REGGIO CALABRIA – «Questo è un territorio nel quale non si possono avere rapporti con altre persone. Perché quello che caratterizza la ‘ndrangheta è la sua capacità di confusione, d’infiltrazione e inquinamento dei vari settori: economico, politico e sociale. Quindi bisogna vivere sempre da soli». L’immagine forte della Calabria è quella offerta dal procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho, in un’intervista a Tg2000, il telegiornale di Tv2000.

La realtà che emerge è quella di una terra difficile, in cui separare il “buono” dal “cattivo” diventa difficile, quasi impossibile. Infatti, il procuratore De Raho evidenzia questo confine molto complesso: «Non si ha mai la certezza – ha detto – di parlare con l’antimafia o con persone che hanno preso una posizione ferma contro la ‘ndrangheta. La ‘ndrangheta per essere battuta necessita di esponenti delle istituzioni che adottino anche un codice etico che riporti alla rinuncia a tutti i rapporti esterni che non siano quelli strettamente istituzionali. Prima giocavo a tennis, oggi non lo posso più fare perché anche quello determina entrare in un circolo, avere rapporti con persone. Cosa penserebbe il cittadino se mi vedesse insieme a persone che io reputo perbene, ma che invece hanno rapporti che io ignoro. Penserebbero tutti ad una Procura inaffidabile».

Nel contrasto all’ndrangheta, ha proseguito de Raho, «non mi sento solo. Nell’ambito delle istituzioni i vertici sono rappresentati da uomini di altissimo spessore etico e di una straordinaria professionalità: il Prefetto, il Comandante provinciale dei Carabinieri, il Questore, il Comandante della Guardia di finanza. Persone con le quali si riesce a condividere un’impostazione strategica nel contrasto alla ‘ndrangheta. Una volta non c’erano denuncianti, oggi invece le vittime di estorsione a volte denunciano. E questo è un passo enorme se si tiene conto che la ‘ndrangheta controlla tutto. Nella città di Reggio Calabria anche per pitturare una parete è necessario chiamare l’impresa che è autorizzata a lavorare in quell’edificio. Oggi invece ci sono cittadini che credono che questo sistema criminale può essere cambiato e che l’azione dello Stato è costante, seria e forte. Alcune persone si presentano spontaneamente per riferire di estorsioni subìte da anni. Questa è la dimostrazione di una società che sta cambiando».

fonte: Il Quotidiano del Sud

‘Ndrangheta, disposto sequestro casa e barca dell’ex agente “Faccia da mostro”

Giuseppe Lombardo durante il convegno "Mio padre non è un eroe", organizzato dal deputato Rosanna Scopelliti in ricordo della figura del padre, il magistrato Antonino Scopelliti, in occasione della commemorazione del Giudice che viene ricordato nella sala Aldo Moro a 25 anni dalla scomparsa sala Aldo Moro, Roma, 20 gennaio 2016.  ANSA/FABIO CAMPANA

REGGIO CALABRIA – La Procura antimafia di Reggio Calabria ha disposto il sequestro probatorio della casa, della barca e del telefono cellulare di Giovanni Aiello, l’ex poliziotto della Mobile di Palermo conosciuto come “Faccia da mostro”, deceduto ieri mattina sulla spiaggia di Montauro.

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Al via oggi il campo di E!state Liberi a Gioiosa, campo di volontariato e formazione sui beni confiscati alle mafie.

Da anni l’associazione Don Milani – Onlus in collaborazione con Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, offre la possibilità a ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia di essere protagonisti del cambiamento che vorremmo vivere sui nostri territori e testimoni del riscatto sociale per il quale fortemente ci battiamo.

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Libera: “Necessaria e urgente la riforma del Codice Antimafia”

Necessario e urgente approvare in via definitiva la riforma del codice antimafia attesa ormai da tempo che consente di fare un passo in avanti notevole nella lotta alle mafie e alla corruzione.

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Chiediamo un forte senso di responsabilità per non compromettere una riforma così importante, senza restare prigionieri di tecnicismi e opportunismi. Il provvedimento contiene novità nella maggior parte condivisibili che raccolgono gran parte delle proposte avanzate da chi combatte quotidianamente la criminalità organizzata.

In particolar modo, Libera sottolinea alcuni degli aspetti positivi introdotti quali l’accelerazione del procedimento di applicazione delle misure di prevenzione personali e patrimoniali e di gestione dei beni sin dalla fase del sequestro, la trasparenza, la rotazione e le incompatibilità sulla nomina degli amministratori giudiziari, il rafforzamento di ruolo e funzioni affidati ai nuclei di supporto delle Prefetture e l’aumento di dotazione organica dell’Agenzia, nonché l’introduzione di ulteriori norme finalizzate a rendere effettivo, quando possibile, il riutilizzo sociale dei beni e a favorire la continuità produttiva delle aziende sequestrate e confiscate insieme alla tutela dei loro lavoratori.

Pur riconoscendo alcune criticità presenti nel testo, riteniamo indispensabile portare a compimento e senza arretramenti la riforma per rendere più efficace la lotta alla criminalità organizzata e mafiosa, alla criminalità economica e alla criminalità politica.

La rete nazionale di Libera, a cui aderiscono associazioni e cittadini continuerà a vigilare sull’iter legislativo in corso nella consapevolezza che la lotta la corruzione va completata a partire dall’inserimento dell’aggravante del metodo corruttivo nel reato di associazione mafiosa.

fonte: libera informazione