‘Ndrangheta, ucciso il “Vicerè” del clan Commisso a Siderno

Rotti anni di pax mafiosa. Ufficialmente commerciante di carne, Carmelo Muià era uno degli uomini di fiducia del “Mastro” Giuseppe Commisso, eminenza grigia della politica e dell’economia della zona

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di ALESSIA CANDITO

REGGIO CALABRIA – Lo hanno ucciso sotto casa, a pochi passi dal centro di Siderno. Quando, come di consueto, Carmelo Muià, quarantacinquenne ritenuto esponente di spicco del clan Commisso, è arrivato in sella alla bicicletta elettrica con cui generalmente si spostava, hanno iniziato a sparare. Sette colpi di pistola calibro 7.65 lo hanno raggiunto alle spalle, al torace, alla testa. Inutile la corsa in ospedale.

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‘Ndrangheta: blitz dei Ros, 169 arresti, anche tre sindaci

Maxi operazione dei carabinieri del Ros e di quelli del Comando provinciale di Crotone tra Italia e Germania contro cosca calabrese Farao-Marincola

Trento, arresto da parte dei carabinieri

Maxi operazione dei Carabinieri del Ros e di quelli del Comando provinciale di Crotone contro la ‘ndrangheta: 169 gli arresti in corso di esecuzione dalle prime ore di questa mattina in diverse regioni italiane e in Germania, al termine di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Catanzaro. Nell’operazione, denominata “Stige”, sono stati arrestati anche tre sindaci.

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‘Ndrangheta, arrestato il latitante Antonio Strangio: era in Germania, deve scontare una condanna di 19 mesi

L’uomo, ritenuto contiguo alla cosca Pelle-Vanchielli, è stato catturato a Moers, vicino a Duisburg. Deve scontare 19 mesi di carcere per intestazione fittizia di beni. Nel 2009, i carabinieri hanno accertato la sua presenza a Polsi durante il summit di ‘ndrangheta nel giorno della festa della Madonna. Verrà estradato a breve

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di Lucio Musolino | 27 dicembre 2017
Nonostante dovesse scontare “solo” 19 mesi di carcere e fosse sottoposto “solo” all’obbligo di dimora, dal 2012 si trovava in Germania per sfuggire alla condanna per intestazione fittizia di beni. Il latitante Antonio Strangio di San Luca, conosciuto con i soprannomi “TT” e “u Meccanicu”, è stato arrestato a Moers.

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Tra i nuovi prefetti anche il superpoliziotto Giuseppe Gualtieri

Per lungo tempo impegnato nelle varie province calabresi, è stato Questore a Trapani, Potenza, Catania e Caserta. Ha partecipato alle indagini che hanno portato alla cattura di Provenzano

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ROMA Per decisone del Consiglio dei ministri è stato nominato prefetto il dirigente generale della Polizia di Stato Giuseppe Gualtieri.

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Un uomo non può perdersi

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Un uomo non può perdersi
se ha lasciato mille segni di sè,

se ha occupato uno spazio,
se lo ha attraversato, vissuto, goduto, sofferto,
se ne ha fatto parte,
se lo ha colmato in tutte le sue dimensioni, in tutte le sue forme.

Un uomo non può perdersi,
se è esistito, se ha lasciato le sue impronte,
se, anche solo per una volta o per cento o per mille,
ha avuto un pensiero e lo ha condiviso, nutrito,
fatto crescere in sè ed esternato.
Se ha amato,se si è imbattuto negli altri,
se ha condiviso le speranze,
se ha avuto idee e se ha creduto in esse.

Un uomo non può perdersi,
se ha occupato la mente e il cuore di un’amica, di un amico,
se lo ha divertito, accompagnato, aspettato, confortato.

Un uomo non può perdersi,
se ha impresso nel suo sguardo il profilo dei volti cari,
il contorno delle cose, il colore delle emozioni vive,
il ricordo della sua sposa, dei suoi figli, dei suoi nipoti.

Un uomo è oltre lo spazio che appartiene alle cose,
è nei pensieri di chi lo ama,
nei luoghi senza contorno della memoria,
ove i ricordi trattengono in sè le emozioni,
ora restituite al dolore e alla costernazione

Tutti gli spazi, svuotati del tuo sorriso, si colmeranno.
Allora ci sembrerà di imbatterci ancora nella tua figura,
di udire i tuoi passi e la tua voce
e sapremo cogliere i segni della tua memoria.

Sono capitata su questo sito senza un perché…

 

congiustagianluca_500

 

Io no so nulla di ndrangheta, mafia o quant'altro...
Ma oggi, entrando in ospedale dove lavoro, ho visto polizia, carabinieri, giornalisti...
Entrando nel mio ufficio mi hanno detto che stanotte è morto Totò Riina... era qui all'ospedale di Parma, perché detenuto al carcere di Parma...
E così, per curiosità, mi sono messa a guardare in internet notizie riguardanti il fatto stesso e poi ho cercato vittime di mafia su Google e sono capitata qui...
Un caso.
Ho letto fino in fondo la lettera riguardante il vostro caro...
Ed ho pianto dall'inizio alla fine...
Sembra un mondo parallelo...
Un universo parallelo...
E invece accade...
E' accaduto a voi...
E' accaduto a tanti...
Tante persone oneste costrette a vivere con il terrore quotidianamente...
Non so perché vi scrivo questo messaggio, non vi conosco e non sono nessuno, ma in qualche modo, da un altro universo, parallelo, voglio solo dirvi che ci sarà una preghiera in più tra le mie..
Ed è quella per Gianluca...
Occhi di un'anima buona.
Il sorriso delle anime pure.
E forse questo è il modo, da parte di una sconosciuta quale sono per voi, di dirvi che anche una preghiera, possa valere come un grido...
Io non sarò mai omertosa.
Il vostro caro Gianluca, sono certa sia Luce.
Vi abbraccio
Giovanna

 

 

Il baby “padrino” pentito della ‘ndrangheta: così cresce un figlio della malavita al Nord

A Palazzo di Giustizia la testimonianza dell’ex rampollo della dinasty della mafia calabrese Domenico Agresta nell’ultimo stralcio del processo Minotauro di ritorno dalla Cassazione

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giuseppe legato
torino

La voce riecheggia da un monitor scuro adagiato a pochi metri dalla Corte. Sbuca come un’eco lontana nei sotterranei di palazzo di giustizia. In aula, silenzio.

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