La morte di Riina. L’altra Corleone che volta pagina

Il lavoro ‘pulito’ delle tre cooperative sui terreni confiscati. Da 15 anni, olio, legumi e passata di pomodoro biologici dagli 800 ettari appartenuti ai boss. Nuove generazioni in prima linea

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Antonio Maria Mira

C’è un’altra Corleone che non ha niente a che fare con Totò Riina, che non vuole avere nulla a che fare col capo di ‘cosa nostra’. Che ogni giorno si sporca le mani di terra riscattata da lavoro pulito e vero.

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E’ morto Totò Riina: il boss si è spento alle 3.37 nel reparto detenuti dell’Ospedale di Parma-Guarda il filmato

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Riina era malato da anni, ma negli ultimi tempi le sue condizioni erano peggiorate tanto da indurre i legali a chiedere un differimento di pena per motivi di salute. Istanza che il tribunale di Sorveglianza di Bologna ha respinto a luglio. Ieri, quando ormai era chiaro che le sue condizioni erano disperate, il ministro della Giustizia ha concesso ai familiari un incontro straordinario col boss –

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Dai Casalesi alla ‘ndrangheta, Cafiero De Raho è il nuovo Procuratore antimafia

E’ Federico Cafiero de Raho il nuovo Procuratore Nazionale antimafia e antiterrorismo.

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Nominato il 17 ottobre nel plenum del Consiglio Superiore della Magistratura, Cafiero de Raho è attualmente Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, dopo una lunga vita professionale trascorsa presso la Procura della Repubblica di Napoli.

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‘Ndrangheta, 50 arresti in Calabria. Rampolli dei clan traditi dai social: su Facebook come criminali da film

Operazione nel Reggino: quasi tutti i fermati erano tra le nuove leve che imponevano il dominio sugli appalti. Alcuni erano arrivati a fare irruzione nelle riunioni delle Giunte comunali per minacciare gli amministratori. Ostentavano il loro potere con post e foto sui social network

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di ALESSIA CANDITO
REGGIO CALABRIA – Tra Africo, Brancaleone e Bruzzano Zeffirio ogni appalto era cosa loro. E per rivendicarne l’esclusiva proprietà non hanno esitato persino a fare irruzione durante una riunione di Giunta e minacciare sindaco e vicesindaco, diffidandoli dall’assegnare ad altri appalti e lavori.

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Vibo, Prefettura e Questura chiudono l’Etoile: “Quel bar è dei Mancuso”

Secondo un’informativa redatta dalle forze dell’ordine, l’esercizio commerciale ubicato in piazza San Leoluca sarebbe di effettiva proprietà di esponenti vicini ai Mancuso

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E’ un dei bar più eleganti di Vibo Valentia, ma per gli inquirenti è sarebbe di proprietà di esponenti vicini alla criminalità organizzata e, in particolare, ai Mancuso di Limbadi. Per questo motivo, la Prefettura ha disposto, per la seconda volta nel giro di un anno, la chiusura del bar Etoile situato in piazza San Leoluca.

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OMICIDIO CONGIUSTA | “Gianluca ucciso perchè contrario ad un’estorsione”

L’imprenditore sidernese ucciso nel 2005. L’Appello-bis ha confermato l’ergastolo per Costa. Ecco le motivazioni della sentenza

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di Ilario  Balì

Ucciso perché si oppose ad una richiesta estorsiva ai danni del suocero. Questo il succo delle motivazioni con cui i giudici della Corte d’Appello di Reggio Calabria hanno condannato all’ergastolo Tommaso Costa per l’omicidio dell’imprenditore sidernese Gianluca Congiusta, confermando la sentenza di primo grado.

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