Maria Grazia Laganà querela il legale del mandante dell’omicidio Fortugno

Maria Grazia Laganà Fortugno querela il legale dei Marcianò Giuseppe Mammoliti: «Da lui un’escalation di attacchi inquietanti. Quando non si riesce a bloccare il cambiamento accade ciò che è accaduto a Franco»

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LOCRI In seguito a quello che definisce «un ennesimo atto diffamatorio perpetrato ai suoi danni», cioè «l’affissione di volantini recanti dichiarazioni calunniose nei suoi confronti», l’ex deputata calabrese Maria Grazia Laganà Fortugno ha inteso «querelare Giuseppe Mammoliti (riconosciuto come l’autore del manifesto) spiegando tale decisione con una dichiarazione diffusa nel pomeriggio di sabato.

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Tra i nuovi prefetti anche il superpoliziotto Giuseppe Gualtieri

Per lungo tempo impegnato nelle varie province calabresi, è stato Questore a Trapani, Potenza, Catania e Caserta. Ha partecipato alle indagini che hanno portato alla cattura di Provenzano

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ROMA Per decisone del Consiglio dei ministri è stato nominato prefetto il dirigente generale della Polizia di Stato Giuseppe Gualtieri.

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Un uomo non può perdersi

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Un uomo non può perdersi
se ha lasciato mille segni di sè,

se ha occupato uno spazio,
se lo ha attraversato, vissuto, goduto, sofferto,
se ne ha fatto parte,
se lo ha colmato in tutte le sue dimensioni, in tutte le sue forme.

Un uomo non può perdersi,
se è esistito, se ha lasciato le sue impronte,
se, anche solo per una volta o per cento o per mille,
ha avuto un pensiero e lo ha condiviso, nutrito,
fatto crescere in sè ed esternato.
Se ha amato,se si è imbattuto negli altri,
se ha condiviso le speranze,
se ha avuto idee e se ha creduto in esse.

Un uomo non può perdersi,
se ha occupato la mente e il cuore di un’amica, di un amico,
se lo ha divertito, accompagnato, aspettato, confortato.

Un uomo non può perdersi,
se ha impresso nel suo sguardo il profilo dei volti cari,
il contorno delle cose, il colore delle emozioni vive,
il ricordo della sua sposa, dei suoi figli, dei suoi nipoti.

Un uomo è oltre lo spazio che appartiene alle cose,
è nei pensieri di chi lo ama,
nei luoghi senza contorno della memoria,
ove i ricordi trattengono in sè le emozioni,
ora restituite al dolore e alla costernazione

Tutti gli spazi, svuotati del tuo sorriso, si colmeranno.
Allora ci sembrerà di imbatterci ancora nella tua figura,
di udire i tuoi passi e la tua voce
e sapremo cogliere i segni della tua memoria.

Sono capitata su questo sito senza un perché…

 

congiustagianluca_500

 

Io no so nulla di ndrangheta, mafia o quant'altro...
Ma oggi, entrando in ospedale dove lavoro, ho visto polizia, carabinieri, giornalisti...
Entrando nel mio ufficio mi hanno detto che stanotte è morto Totò Riina... era qui all'ospedale di Parma, perché detenuto al carcere di Parma...
E così, per curiosità, mi sono messa a guardare in internet notizie riguardanti il fatto stesso e poi ho cercato vittime di mafia su Google e sono capitata qui...
Un caso.
Ho letto fino in fondo la lettera riguardante il vostro caro...
Ed ho pianto dall'inizio alla fine...
Sembra un mondo parallelo...
Un universo parallelo...
E invece accade...
E' accaduto a voi...
E' accaduto a tanti...
Tante persone oneste costrette a vivere con il terrore quotidianamente...
Non so perché vi scrivo questo messaggio, non vi conosco e non sono nessuno, ma in qualche modo, da un altro universo, parallelo, voglio solo dirvi che ci sarà una preghiera in più tra le mie..
Ed è quella per Gianluca...
Occhi di un'anima buona.
Il sorriso delle anime pure.
E forse questo è il modo, da parte di una sconosciuta quale sono per voi, di dirvi che anche una preghiera, possa valere come un grido...
Io non sarò mai omertosa.
Il vostro caro Gianluca, sono certa sia Luce.
Vi abbraccio
Giovanna

 

 

Il baby “padrino” pentito della ‘ndrangheta: così cresce un figlio della malavita al Nord

A Palazzo di Giustizia la testimonianza dell’ex rampollo della dinasty della mafia calabrese Domenico Agresta nell’ultimo stralcio del processo Minotauro di ritorno dalla Cassazione

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giuseppe legato
torino

La voce riecheggia da un monitor scuro adagiato a pochi metri dalla Corte. Sbuca come un’eco lontana nei sotterranei di palazzo di giustizia. In aula, silenzio.

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Mafia, parla Gratteri: “Dopo la morte di Riina non cambia nulla, è sbagliato festeggiare”

Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro: “E’ stato importante che Riina non sia stato mandato ai domiciliari perché il senso del 41bis è impedire che il detenuto mandi messaggi di morte all’esterno. Ma non c’è mai stato un vuoto di potere”

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Stefano Pagliarini – Ancona Today
“Quella testata costerà cara a chi l’ha data e al clan del territorio perché adesso sicuramente le forze dell’ordine si concentreranno lì, la Procura locale presterà più attenzione e ci sarà un contrasto serio sul piano amministrativo partendo da quei locali pubblici dove si respira il clima di ferocia tipico della mafia e che si possono chiudere in poco tempo”.

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