Reggio – Omicidio Simari, ecco le motivazioni che confermarono l’ergastolo al boss Costa –

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di Angela Panzera – «Tommaso Costa ha lanciato un messaggio quando, presentandosi a volto scoperto in una piazza gremita, con la freddezza del criminale consumato, ha dato luogo ad un’esecuzione dall’elevato contenuto simbolico, sopprimendo un soggetto che aveva osato allontanarsi dalla consorteria cui era stato vicino ,dominante in quel paese, addirittura disattendendo gli avvisi espliciti rivoltogli, accostandosi e porgendo ossequio, una volta che questi era deceduto, all’appartenente ad una cosca rivale».

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Antimafia, Bindi contro Lanzetta: ‘Simbolo di lotta alle ‘ndrine? Caso Girasole insegna’

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Rosi Bindi (Pd) attacca l’ex ministro Maria Carmela Lanzetta che il 26 febbraio sarà sentita dalla Commissione parlamentare antimafia. “Dopo un’intervista che ha rilasciato nei mesi scorsi, in cui ha dichiarato di non aver mai parlato di ‘ndrangheta in relazione alle intimidazioni subite, – ha affermato la Bindi – bisogna capire se la Lanzetta è un simbolo dell’antimafia o no. L’esperienza Girasole insegna”. Il riferimento è al caso dell’ex sindaco di Isola Capo Rizzuto, Carolina Girasole, arrestata l’anno scorso nell’inchiesta contro la cosca Arena. La Bindi preferisce, inoltre, non parlare sulle motivazioni che hanno spinto la Lanzetta a non accettare, dopo le dimissioni da ministro, l’incarico di assessore regionale calabrese perché Oliverio ha nominato in giunta anche Nino De Gaetano, l’ex consigliere del Pd per il quale la squadra mobile di Reggio Calabria aveva chiesto l’arresto alla Procura nell’ambito dell’indagine “Il Padrino” contro la cosca Tegano. “Lei non si preoccupi. – risponde la presidente dell’Antimafia al cronista del ilfattoquotidiano.it – Su questo non le rispondo”. La Bindi, infine, si è soffermata anche sulle infiltrazioni negli Enti locali. “Le prefetture stanno valutando di disporre l’accesso antimafia ad alcuni Comuni e Province”  di Lucio Musolino

Roberti (Dna) sferza la Chiesa: «Contro la mafia troppi silenzi omertosi»

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«Sono convinto che la Chiesa potrebbe moltissimo contro le mafie e che grande responsabilità per i silenzi sia della Chiesa». È un j’accuse da togliere il respiro quello lanciato dal procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti, in occasione della presentazione della relazione annuale  sulle attività svolte nel 2014 dalla Dna. Parole esitante a far discutere ma anche a squarciare il velo d’ipocrisia, quando non proprio di omertà che da troppo tempo copre alcune timidezze di alcune diocesi meni confronti della criminalità organizzata, mafia e camorra in testa.

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Minacce a Libera in Calabria. La ‘ndrangheta contro Nasone: “Farai la fine del capretto a Pasqua”

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Lettera di tre pagine, in dialetto, consegnata al sindaco di Palizzi, nel reggino, che ha dato al coordinatore regionale la cittadinanza onoraria. Indagano gli inquirenti, rafforzata la sicurezza

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di GIUSEPPE BALDESSARRO

REGGIO CALABRIA -  “Porco ti scrivo per avvertirti che fai la fine del capretto a Pasqua, se ancora respiri è perché lo vogliamo noi”.  Nuove minacce di morte per il coordinatore regionale di Libera Calabria, Mimmo Nasone. Una lettera manoscritta di tre pagine indirizzata a Nasone e ai volontari dell’associazione di don Ciotti  è stata recapitata nei giorni scorsi al sindaco di Palizzi, paesino in provincia di Reggio Calabria, Walter Scerbo, che ne ha denunciato il contenuto ai carabinieri.

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