Roma. I moventi alternativi all’omicidio di Gianluca Congiusta sono stati totalmente esclusi dalla seconda sentenza d’appello, ma ciò non basta.

Sito Ufficiale Associazione Gianluca Congiusta onlus
Roma. I moventi alternativi all’omicidio di Gianluca Congiusta sono stati totalmente esclusi dalla seconda sentenza d’appello, ma ciò non basta.
Sono passati tredici anni da quando una lurida e viscida serpe ha ucciso Gianluca con un colpo di ” lupara”.
Che sia davvero giorno di primavera quello in cui le lacrime dei familiari delle vittime di mafie possano irrigare un nuovo futuro finalmente libero e affrancato dal potere criminale.
Dalle prime ore della mattinata è in corso, su gran parte del territorio nazionale, l’esecuzione di decine di ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Catanzaro e volte a neutralizzare una ramificata organizzazione criminale di stampo ‘ndranghetistico dai marcati profili internazionali, capace di far giungere in Italia tonnellate di marijuana dall’Albania.
di Bruno Palermo
Loro sono Domenico Gallico, boss di Palmi, e la mamma Lucia Giuseppa Morgante.
Questa la clamorosa notizia riportata dall’Ansa che pubblichiamo di seguito.
Appuntamento a Riace (RC) il 1 marzo alle ore 17,00 presso la Mediateca Comunale.
di Miriam Di Peri
“Siamo stati promotori del referendum sull’abolizione dell’ergastolo, quella dello Stato deve essere una condanna, non può essere in nessun caso una vendetta. Siamo contro la pena di morte, siamo contro l’ergastolo.
Ad affermarlo è Giuseppe Ciminnisi, responsabile nazionale dei familiari di vittime di mafia dell’associazione “I cittadini contro le mafie e la corruzione.
“Paradossalmente, mentre si svolge il processo sulla cosiddetta “Trattativa Stato-Mafia” che avrebbe dovuto portare i mafiosi ad abbandonare la strategia stragista, ottenendo in cambio un alleggerimento delle pene, compresa l’abolizione del regime di 41bis, in piena campagna elettorale Potere al Popolo chiede l’abolizione del carcere duro per i mafiosi.
Legati per la pelle. I soldi di società in odore di ‘ndrangheta prestati a imprenditori delle concerie dell’Empolese e del Pisano per ottenere in cambio interessi con tassi da usura.