A Mario Congiusta il premio Bruno Carli di Valsusa Filmfest

A Mario Congiusta il premio Bruno Carli di Valsusa Filmfest

A Mario Congiusta verrà consegnato il Premio Bruno Carli, con la seguente motivazione: “Per aver lottato in un contesto difficile alla ricerca della verità”. Il Valsusa Filmfest intende con questo premio ricordare in un modo concreto la figura di Bruno Carli. Il premio consiste nel viaggio e nell’ospitalità (nei giorni a ridosso del 25 Aprile) di giovani esponenti di piccole realtà impegnate sul territorio italiano in difesa dei diritti e dell’ambiente, in quella che a buon titolo può essere definita Nuova Resistenza. Quest’ anno il premio è stato assegnato a Mario Congiusta.

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Piangiamo le stesse lacrime di Giovanni Maiolo

Piangiamo le stesse lacrime

È venuto a trovarmi Aiva, il mio amico del Togo. Ci siamo messi a valutare, davanti alle criminali leggi italiane sull’immigrazione, su come ricongiungerlo alla moglie, che è dovuta fuggire in Ghana. Gli occhi di Aiva sono profondi e mi fissano ansiosi mentre attende che io legga i vari articoli e glieli traduca in inglese.

Quando a Rosarno gli hanno sparato all’inguine stava solo camminando per strada, tornava dal supermercato dove aveva comprato l’unica cosa che si poteva permettere col suo lavoro di fatica gestito dai caporali, la farina. Il suo ferimento causò la rivolta di cui hanno parlato i giornali di tutto il mondo, nei giorni in cui i migranti insegnarono a noi calabresi cos’è la dignità ribellandosi al posto nostro alla ‘ndrangheta.

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Come fregare la ’ndrangheta

Come fregare la ’ndrangheta

Come fregare la ’ndrangheta

E noi che cosa possiamo fare? Quando finalmente è chiaro il rischio di essere colonizzati dalla ‘ndrangheta, scatta la domanda. Il cittadino vuole sapere quello che lui può fare mentre la politica, a Roma come a Milano, ha la testa altrove o nega l’evidenza. In realtà il cittadino può fare molte cose. Ma ora che arrivano le elezioni amministrative ha nelle sue mani una piccola grande rivoluzione. Il classico uovo di Colombo. Una ricetta diversa da quelle che normalmente vengono invocate in tempo di elezioni. Vota per il partito che non presenta persone condannate o indagate. Vota per il partito che presenta il minor numero di persone “chiacchierate”. Giusto, sacrosanto. Serve per non dare una mano ai corrotti o ai sospetti di mafia. Ma non serve per fermare la ‘ndrangheta.

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Presidio antimafia al palagiustizia di Brescia

Presidio antimafia al palagiustizia

“La mafia non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano”. Giovanni Falcone pronunciò queste parole parecchi anni fa, riferendosi probabilmente alla realtà siciliana che lui ben conosceva.
“Queste stesse parole, però, si mantengono di un’attualità disarmante, soprattutto se associate alla Lombardia dei giorni nostri”. A dirlo è la Rete Antimafia di Brescia che invita i cittadini a partecipare al presidio che si terrà venerdì mattina alle 11 di fronte al palazzo di Giustizia in occasione del processo Fortugno.

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Progetto Libera-Don Milani.Gemellaggio tra i ragazzi della locride e del Lazio

Progetto Libera-Don Milani.Gemellaggio tra i ragazzi della locride e del Lazio

Progetto Libera-Don Milani.Gemellaggio tra i ragazzi della locride e del Lazio

 

 

 

Il progetto “Libera-Don Milani”, percorso di gemellaggio sul tema della legalità tra studenti calabresi e laziali frequentanti la scuola media, si arricchisce di un nuovo, importante appuntamento. Il progetto, promosso dall’associazione Don Milani, ha visto negli anni passati la partecipazione ed il contributo di diverse realtà operanti nelle due regioni interessate, Calabria e Lazio: l’associazione Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, l’IPAB S. Caterina di Roma, il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio.

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Il sangue di Gianluca per il Comune non è un danno

Il sangue di Gianluca per il Comune non è un danno

 

Il sangue di Gianluca per il Comune non è un danno


di Roberta Mani

autrice con Roberto Rossi di “Avamposto, nella Calabria dei giornalisti infami”

Gianluca Congiusta trentadue anni, ucciso dalla ndrangheta il 24 maggio del 2005: una raffica di fucile a pallettoni per dimostrare chi comanda nella zona. Una storia fra clan per gli equilibri territoriali tra i Commisso e i Costa. Una storia di solitudine per questa famiglia. Una solitudine che ti colpisce ogni giorno. Arriva anche al bar con guardi veloci, furtivi e…la calabria è bella, c’è il mare, il sole, raccontate questo! Il sindaco? All’epoca era Alessandro Figliomeni. Per il comune ha deciso la non costituzione di parte civile. “Non c’è legittimazione”.

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Giacomo Sferlazzo interrompe lo sciopero della fame Giovanni maiolo continua

Ieri sera ho terminato lo sciopero della fame, sono stato poco bene e poi oggi dovevo suonare.

Con gli assalti frontali, il mio amico fraterno Piergiorgio e i ragazzi dell’Arci abbiamo fatto un Flash-mob davanti al Colosseo, una cosa simbolica, contro la guerra, per i migranti, contro le scelte del governo. Ieri io ho terminato il mio sciopero, ma oggi un mio altro amico fraterno, Giovanni Maiolo di Caulonia, ha cominciato lo sciopero, per i diritti umani universali, che in questo momento vengono calpestati in molte parti del mondo.

Poi camminavo per le strade e mi sono accorto di quanta gente usciva dalle ricevitorie del lotto, delle scommesse, il bingo. Uscivano come da moderne chiese in cui si prega il Dio del nostro tempo, il Dio denaro che è sopra ogni cosa, paga ogni cosa, vince ogni cosa. Poi vedo in tv alcune scene della mia isola, non riesco a crederci, ma collego al volo, Berlusconi santo subito, sì, è proprio la religione del nostro tempo il denaro, infatti lo acclamano, lui dichiara di voler fare guarda caso un casinò, un altro tempio del Dio di cui lui è un dei grandi sacerdoti, non si parla di scuole, non si parla di ospedali, non si parla di infrastrutture per i giovani, ma di templi per il Dio a cui tutti oggi, anche molti dei miei concittadini, si chinano.

Non importa se chi è responsabile di quello che abbiamo vissuto venga ad offenderci con la sua arroganza e le sue battutacce , tanto coi soldi si compra tutto. Allora sempre più rifletto e arrivo ad una conclusione, se essere lampedusano significa applaudire chi ci ha trascinato in una tragedia, significa essere contenti perche si attuano i respingimenti, essere contenti perche si fa un casinò io non sono lampedusano, amo profondamente Lampedusa e vorrei vederla rispettata e non trattata a pesci in faccia, ma non sono lampedusano, perché se anche tutti i migranti andassero via da Lampedusa, se si riuscisse a trovare una via di sviluppo nuova per l’isola (dopo oggi mi sembra difficile) non sarei tranquillo, credo che le immagini delle guerre, le immagini dei migranti trattati come bestie in altre zone d’Italia, non mi farebbero stare bene. Certo troverei una certa serenità che in questi mesi non ho avuto, ma non potrei dire che tutto è risolto.

Oggi i lampedusani sono profondamente divisi e allora oggi più che mai mi sento di appartenere al mondo e a quel popolo fatto di tanti Giovanni che digiunano ,di tanti Piergiorgio che suonano, di tante Alessandra che sono contente quando ride un bambino, di tanti Orlando che trovano gioia nel donare, di tante Pine che lottano e si arrabbiano per la giustizia, di tanti che camminano scalzi, un popolo che ha cittadinanza nel mondo e non ha un prezzo per la sua dignità e non si piega di fronte alla stupidità delle masse e non chiama santo un uomo che è costretto a comprare tutto, anche ciò che non si può comprare.   Lampedusa è uno stato d’animo, è una predisposizione alla bellezza, alla natura selvaggia, al suono del vento, al calore di un abbraccio, al sale del mare, è un gabbiano che vola e si perde nell’azzurro e nella gioia del dare.

Giacomo SferlazZO