
Delitto Congiusta, in aula il pentito Costa
05/02/2013
Sito Ufficiale Associazione Gianluca Congiusta onlus


05/02/2013


Tommaso Costa
E’ saltato il confronto in videoconferenza tra l’ex boss Peppe Costa (oggi pentito) e il fratello Tommaso, condannato all’ergastolo per l’omicidio del commerciante sidernese Gianluca Congiusta.


di Benedetta Malara – Ha iniziato a collaborare con la giustizia da pochi mesi Giuseppe Costa, originario di Siderno e fratello del più famoso Tommaso Costa, condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Gianluca Congiusta, imprenditore di Siderno ucciso nel 2005. Costa è detenuto da più di vent’anni, condannato per associazione mafiosa come appartenente all’omonima famiglia di Siderno ed omicidio, e le risposte alle domande del Procuratore Nicola Gratteri e del Sostituto Procuratore Antonio De Bernardo, fanno sì che le sue dichiarazioni siano incluse nei fascicoli dei processi per gli omicidi di Gianluca Congiusta e Pasquale Simari, in cui sono imputati, oltre al fratello, altri esponenti di ‘ndrangheta della Locride.
Depositati i verbali del pentito Costa nel processo Congiusta, in più di 1500 pagine i segreti dei clan della Locride
Il boss Arriva scortato a Siderno
Sopralluogo con gli inquirenti in città. Ha parlato dei traffici di droga della cosca
di MICHELE INSERRA
e PASQUALE VIOLI
REGGIO CALABRIA – Giuseppe Costa a Siderno per un sopralluogo con gli inquirenti.
Il collaboratore di giustizia che sta facendo tremare la Locride, e non solo, sarebbe stato nei giorni scorsi in alcune zone di Siderno per descrivere più dettagliatamente a magistrati e investigatori i luoghi di cui ha parlato nei suoi verbali.
Il processo
Giuseppe Costa

«All’interno dell’organismo criminale, mantengono importanza centrale le strutture-base dell’organizzazione, vale a dire le “locali” (e le relative famiglie che le compongono) ognuna delle quali rimane padrona a casa propria».
Inizia così la relazione su Reggio Calabria del sostituto procuratore della Dna Francesco Curcio delegato dalla Procura nazionale antimafia per il territorio della città dello Stretto.

Pubblichiamo integralmente un intervento dell’Associazione nazionale Vittime di mafia. Ecco il testo.
Familiari vittime di mafia a Crocetta: Non strumentalizzi il nostro dolore in funzione della politica

Nonostante la soddisfazione espressa per la posizione assunta dal Governatore della Sicilia in favore dell’estensione della legge 20 a tutela delle vittime della mafia anche alle vittime antecedenti al 1961, non si può evitare di notare come ancora una volta la politica tenda a dividere aumentando il divario già esistente tra vittime di mafia che leggi inique hanno trasformato in categorie di serie A e di serie B.
In tutte le Corti d’appello d’Italia cerimonia istituzionale con relazione del presidente. Allarme Reggio Calabria: “Indice densità criminale pari al 27% della popolazione”
Roma, 26 gennaio 2013 – “Nel pieno di una campagna elettorale che si preannuncia molto combattuta, non trovo nulla da eccepire sui magistrati che abbandonano la toga per candidarsi alle elezioni politiche”. Lo ha affermato Giorgio Santacroce, presidente della Corte d’appello di Roma, nella relazione sull’amministrazione della giustizia nel distretto della Capitale.


SIDERNO – I piccoli amministratori crescono bene. La cerimonia d’insediamento del neo eletto sindaco Fabio Sgambelluri e del mini Consiglio dell’istituto comprensivo “Siderno-Agnana” che è andata in scena oggi pomeriggio lascia ben sperare per il futuro di questa comunità, rimasta senza un’amministrazione di “adulti” da parecchi mesi e troppo spesso, nel suo passato recente, governata da soggetti pluriinquisiti e in taluni casi sottoposti a custodia cautelare in carcere, ai quali hanno fatto da contraltare oppositori dediti alla demagogia, all’interesse spicciolo e alle manovre di piccolo cabotaggio.

Vincenzo Femia di 67 anni era considerato il referente delle cosche di San Luca

Sembra un’esecuzione di stampo mafioso l’omicidio del 67 enne Vincenzo Femia, avvenuto la notte scorsa a Roma. Secondo gli investigatori, Vincenzo Femia da anni era uno degli esponenti di spicco e referenti della ndrangheta su Roma da vent’anni.