
Salviamo il Murales della Memoria
da Sud
Comitato
PRO murales
Teatro Gioiosa
Il Murales oggi
01 dicembre 2007
COMUNICATO STAMPA
Il cantautore romano a Lamezia per il via alla campagna-restauro, con daSud Nino Racco, i Tetes de Bois e MovImenti.
“L’arte per ricordare Rocco Gatto”
L’impegno di Bertinotti e Silvestri
“Il murales della memoria vivrà”
Messaggio del presidente della Camera a daSud:
lavoriamo per salvare il Quarto Stato dell’anti-‘ndrangheta
L’ok della scuola “Don Minzoni” Pittari: cammino comune
con associazione e Comitato civico Centinaia firme per l’opera di Gioiosa Ionica
dal sindaco di Lamezia Giannetto Speranza
a Pietro Melia, giornalista Rai e scrittore
Grandi artisti e uomini dello Stato, politici e militanti, insieme per salvare la memoria. L’appello per il restauro del murales di Gioiosa Ionica registra adesioni importanti. C’è il presidente della Camera Fausto Bertinotti, che ha voluto rispondere pubblicamente, assicurando il massimo sforzo. Ci sono giornalisti e creativi. Ci sono gli artisti di MovImenti, a cominciare dal grande cantautore romano Daniele Silvestri, che ha prestato il suo volto per il lancio della campagna-restauro. Arte e militanza. “Non dobbiamo dimenticare uomini come Rocco Gatto, quei calabresi onesti che il murales di Gioiosa Ionica rappresenta” ha motivato Silvestri.
L’Ha voluto sottolineare anche Fausto Bertinotti. Il presidente della Camera, dopo l’incontro a Montecitorio con MovImenti (una rete di realtà nazionali e locali), ha aderito all’appello lanciato dall’associazione daSud insieme al “Comitato pro murales teatro Gioiosa”. Una campagna che la terza carica dello Stato ha paragonato alle iniziative di Danilo Dolci: “Diceva che la mafia occupa lo spazio vuoto tra lo Stato e il cittadino. È lo spazio che oggi, sviluppando con coerenza le implicazioni di quel pensiero – scrive Bertinotti nel messaggio indirizzato all’associazione daSud – occupa questo vostro percorso di recupero della memoria e di riaffermazione, attraverso il linguaggio dell’arte, delle ragioni della dignità della persona umana”.
Un percorso che ha già raccolto le adesioni di Francesco Forgione, presidente della commissione parlamentare antimafia, di Libera con don Luigi Ciotti, la direttrice dell’associazione Gabriella Stramaccioni e il presidente di Libera Informazione Roberto Morrione, ma anche del presidente della Fai Tano Grasso. Non è mancato l’impegno del sindaco di Lamezia Giannetto Speranza. Poi ancora partiti, associazioni, realtà locali e nazionali e tanti, tantissimi artisti. Impegno sentito e concreto dai Tetes de Bois con Andrea Satta in prima fila, del cantastorie Nino Racco, grande esempio di arte “contro”. E ancora i mitici “raccontastorie” Ascanio Celestini e Ulderico Pesce, l’attore Giuseppe Cederna, il regista Pasquale Scimeca. Poi Peppe Voltarelli, gli Operai della Fiat 1100 e il Teatro della Ginestra. Senza dimenticare l’affetto di Stefania Grasso, Alfredo Borrelli e Mario Congiusta, parenti di vittime di mafia. E ancora centinaia di adesioni di semplici cittadini.Un percorso, soprattutto, fatto insieme a chi quel murales l’ha realizzato nel ’78. A dirigere il comitato civico è Corrado Armocida, uno degli artisti che ha impresso il Quarto Stato dell’anti-‘ndrangheta sulle pareti esterne del Teatro di Gioiosa Ionica, nell’estate del ’78. Un murales frutto del gemellaggio con gli artisti della Cgil di Milano, del Pci cittadino, un segno di ribellione a un anno dall’omicidio di Rocco Gatto, ucciso nel ’77 per non aver pagato il pizzo e denunciato le cosche. Insieme al comitato e a daSud i familiari di Rocco, con l’impegno in prima persona di Ciccillo Gatto. E poi ci sono la scuola “Don Minzoni”, con il direttore Giovanni Pittari pronto ad aderire all’appello e a unificare il proprio progetto di educazione alla legalità al percorso di restauro. Ma anche Pietro Melia, giornalista Rai e grande conoscitore della Locride, autore del primo libro sui fatti di Gioiosa Ionica e sulla vicenda di Rocco Gatto (Cessarè, scritto da Melia e Bruno Gemelli nel ’79).
Il recupero della memoria, ma anche il rilancio dell’antimafia, attraverso l’arte e la creatività. “Vogliamo mettere insieme politica, società civile e istituzioni, artisti e scrittori, giornalisti e storici – commenta daSud – sulla questione della memoria. Il murales di Gioiosa Ionica è un simbolo. Deve essere restaurato, per dare un segnale. Il punto di partenza per un nuovo movimento anti-‘ndrangheta”. Insieme all’appello, i promotori hanno lanciato una sottoscrizione. “Il contributo economico servirà a raggiungere la somma necessaria per realizzare il restauro" dicono dal comitato civico. E ci sono già dichiarazioni di adesione e contribuzioni. Versamento record dall’onorevole Peppino Lavorato (ex Pci, ora Sd), mitico sindaco della Rosarno contro le cosche.

Il Murales com'era
daSud e Comitato pro murales teatro Gioiosa
APPELLO PER IL MURALES DI GIOIOSA IONICA
Salviamo la memoria
della lotta alla ‘ndrangheta
La lotta per la democrazia e i diritti
passa anche dalla conservazione dei simboli
1978-2008
Restauriamo il murales a trent’anni dalla sua creazione
per opera degli artisti di Gioiosa Ionica e Milano
Rocco Gatto era un uomo perbene. Era un mugnaio calabrese, testardo e comunista, con la passione degli orologi e quasi un’ossessione per l’onesta. Rocco Gatto si ribellava ai soprusi, non pagava il pizzo e denunciava i mafiosi. La ‘ndrangheta l’ha ammazzato il 12 marzo 1977.
Per ricordare il suo sacrificio gli artisti della sezione del Pci di Gioiosa Ionica insieme a quelli vicini alla Cgil di Milano hanno realizzato un murales che campeggia dall’agosto del 1978 sulla facciata del teatro in piazza Vittorio Veneto a Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria. Fu una grande impresa collettiva, politica e artistica, autoorganizzata e autofinanziata. Per tutti i martiri dall’antimafia e, come scrissero gli artisti, “per la crescita civile e democratica di Gioiosa Ionica e del Meridione”.
Sta tutto lì, immortalato in un murales che rappresenta una sorta di Quarto Stato della lotta alla ‘ndrangheta, il movimento per la democrazia.
C’è la storia di Rocco Gatto, della sua sfida alle cosche e del suo sacrificio, e c’è suo padre Pasquale, uomo vecchio stampo che odia i compromessi che
dedica tutta la sua vita alla ricerca della giustizia. C’è il primo sciopero antimafia, quello di Gioiosa del 1975, e c’è la manifestazione oceanica del 1978, ci sono le prime costituzioni di parte civile nei processi di Gioiosa e quelle ultime, in sede civile di Rosarno. C’è il capitano dei carabinieri Gennaro Niglio, un uomo dello Stato di cui ci si poteva fidare davvero. C’è don Natale Bianchi, il prete del dissenso venuto dal nord che si batte per i diritti delle donne e contro i clan, che sfida la burocrazia della chiesa e il prete in odore di mafia don Stilo. Ma idealmente, su quel murales, c’è tutto il movimento antimafia calabrese, fatto di straordinarie battaglie, di cocenti sconfitte, di affermazioni di diritti e di morti ammazzati. Ci sono tutti i caduti della politica e del movimento, gli studenti e gli amministratori scomodi, gli imprenditori e commercianti che hanno detto ‘no’ alle mazzette, i magistrati coraggiosi, i poliziotti e carabinieri onesti, le bambine e i bambini, semplici passanti e fieri oppositori delle cosche. Sono tanti, tantissimi. Decine e decine di vittime innocenti stanno nell’album di famiglia della lotta alla ‘ndrangheta. Il murales, simbolicamente, le ritrae tutte.
Dopo quasi trent’anni, il murales è ancora lì. Ma è sbiadito dal tempo, come se la memoria stesse per svanire. Stesse per chiudere per sempre quella pagina di storia. Come se il movimento antimafia stesse perdendo un pezzo di sé.
daSud e il Comitato pro murales teatro Gioiosa lanciano un appello e una sottoscrizione rivolta ai rappresentanti istituzionali, a partiti e sindacati, singoli politici, enti, alle associazioni, agli artisti, a tutti i cittadini. Serve l’aiuto di tutti, un gesto di impegno e generosità per restaurare il murales di Gioiosa e conservare questo pezzo di memoria dell’antimafia della Calabria, dell’Italia.
E’ un dovere, civile ed etico. Per Rocco Gatto, per tutti quelli che hanno combattuto la ‘ndrangheta, e hanno perso. E che l’hanno fatto per noi.
Per scaricare l’appello: www.dasud.it
Per aderire: info@dasud.it
Per contribuire: C/C Postale n. 73340903 intestato a “Comitato pro murales teatro Gioiosa”. Causale “Campagna restauro Murales”. Per bonifici: Abi 7601 Cab 16300
Il recupero della memoria, ma anche il rilancio dell’antimafia, attraverso l’arte e la creatività. “Vogliamo mettere insieme politica, società civile e istituzioni, artisti e scrittori, giornalisti e storici – commenta daSud – sulla questione della memoria. Il murales di Gioiosa Ionica è un simbolo. Deve essere restaurato, per dare un segnale. Il punto di partenza per un nuovo movimento anti-‘ndrangheta”. Insieme all’appello, i promotori hanno lanciato una sottoscrizione. “Il contributo economico servirà a raggiungere la somma necessaria per realizzare il restauro" dicono dal comitato civico. E ci sono già dichiarazioni di adesione e contribuzioni. Versamento record dall’onorevole Peppino Lavorato (ex Pci, ora Sd), mitico sindaco della Rosarno contro le cosche.
Il Murales com'era
daSud e Comitato pro murales teatro Gioiosa
APPELLO PER IL MURALES DI GIOIOSA IONICA
Salviamo la memoria
della lotta alla ‘ndrangheta
La lotta per la democrazia e i diritti
passa anche dalla conservazione dei simboli
1978-2008
Restauriamo il murales a trent’anni dalla sua creazione
per opera degli artisti di Gioiosa Ionica e Milano
Rocco Gatto era un uomo perbene. Era un mugnaio calabrese, testardo e comunista, con la passione degli orologi e quasi un’ossessione per l’onesta. Rocco Gatto si ribellava ai soprusi, non pagava il pizzo e denunciava i mafiosi. La ‘ndrangheta l’ha ammazzato il 12 marzo 1977.
Per ricordare il suo sacrificio gli artisti della sezione del Pci di Gioiosa Ionica insieme a quelli vicini alla Cgil di Milano hanno realizzato un murales che campeggia dall’agosto del 1978 sulla facciata del teatro in piazza Vittorio Veneto a Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria. Fu una grande impresa collettiva, politica e artistica, autoorganizzata e autofinanziata. Per tutti i martiri dall’antimafia e, come scrissero gli artisti, “per la crescita civile e democratica di Gioiosa Ionica e del Meridione”.
Sta tutto lì, immortalato in un murales che rappresenta una sorta di Quarto Stato della lotta alla ‘ndrangheta, il movimento per la democrazia.
C’è la storia di Rocco Gatto, della sua sfida alle cosche e del suo sacrificio, e c’è suo padre Pasquale, uomo vecchio stampo che odia i compromessi che
dedica tutta la sua vita alla ricerca della giustizia. C’è il primo sciopero antimafia, quello di Gioiosa del 1975, e c’è la manifestazione oceanica del 1978, ci sono le prime costituzioni di parte civile nei processi di Gioiosa e quelle ultime, in sede civile di Rosarno. C’è il capitano dei carabinieri Gennaro Niglio, un uomo dello Stato di cui ci si poteva fidare davvero. C’è don Natale Bianchi, il prete del dissenso venuto dal nord che si batte per i diritti delle donne e contro i clan, che sfida la burocrazia della chiesa e il prete in odore di mafia don Stilo. Ma idealmente, su quel murales, c’è tutto il movimento antimafia calabrese, fatto di straordinarie battaglie, di cocenti sconfitte, di affermazioni di diritti e di morti ammazzati. Ci sono tutti i caduti della politica e del movimento, gli studenti e gli amministratori scomodi, gli imprenditori e commercianti che hanno detto ‘no’ alle mazzette, i magistrati coraggiosi, i poliziotti e carabinieri onesti, le bambine e i bambini, semplici passanti e fieri oppositori delle cosche. Sono tanti, tantissimi. Decine e decine di vittime innocenti stanno nell’album di famiglia della lotta alla ‘ndrangheta. Il murales, simbolicamente, le ritrae tutte.
Dopo quasi trent’anni, il murales è ancora lì. Ma è sbiadito dal tempo, come se la memoria stesse per svanire. Stesse per chiudere per sempre quella pagina di storia. Come se il movimento antimafia stesse perdendo un pezzo di sé.
daSud e il Comitato pro murales teatro Gioiosa lanciano un appello e una sottoscrizione rivolta ai rappresentanti istituzionali, a partiti e sindacati, singoli politici, enti, alle associazioni, agli artisti, a tutti i cittadini. Serve l’aiuto di tutti, un gesto di impegno e generosità per restaurare il murales di Gioiosa e conservare questo pezzo di memoria dell’antimafia della Calabria, dell’Italia.
E’ un dovere, civile ed etico. Per Rocco Gatto, per tutti quelli che hanno combattuto la ‘ndrangheta, e hanno perso. E che l’hanno fatto per noi.
Per scaricare l’appello: www.dasud.it
Per aderire: info@dasud.it
Per contribuire: C/C Postale n. 73340903 intestato a “Comitato pro murales teatro Gioiosa”. Causale “Campagna restauro Murales”. Per bonifici: Abi 7601 Cab 16300
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Un furto su commissione voluto da bene informati
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