Mafia: due sale bingo nel mirino degli inquirenti

Mafia: due sale bingo nel mirino degli inquirenti

Mafia: due sale bingo nel mirino degli inquirenti

di Umberto Lucentini

PALERMO – Da una parte c'è la confisca di una sala bingo che la cosca di Villabate utilizzava come bancomat per pagare le spese di viaggio e di cura a Marsiglia di Bernardo Provenzano. Dall'altro lato un sequestro da 30 milioni di euro al clan avversario, quello di Nino Rotolo: case, terreni e un'altra sala bingo servita, anche in questo caso, per riciclare soldi sporchi e fare fronte alle necessità di cassa della cosca. Sono due i provvedimenti giudiziari delle ultime ore che a Palermo colpiscono i patrimoni di Cosa nostra.

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Il vescovo che voleva svuotare la ‘ndrangheta

Il vescovo che voleva svuotare la ‘ndrangheta

IL RITRATTO/ Bregantini trasferito a Campobasso

Il vescovo che voleva
svuotare la 'ndrangheta

di GIUSEPPE BALDESSARRO

REGGIO CALABRIA – "La 'ndrangheta è una società apparentemente forte, ma all'interno è fragilissima per cui la si deve svuotare agendo tra la gente in maniera da dimostrare quanto è ridicola e stupida". Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Locri , da oggi nuovo "pastore" di Campobasso, conosce bene le dinamiche del fenomeno mafioso calabrese.

Le ha imparate nei 13 anni passati nella provincia di Reggio Calabria. In uno dei territori più violenti e depressi d'Italia. Le ha studiate a fondo e capite, nella loro essenza. Comprendere e operare è stato per oltre un decennio un tutt'uno, su ogni fronte. "Facendo quello che c'era da fare e dicendo quello che c'era da dire. Quotidianamente". E più il "vescovo operaio" della Locride andava avanti, più diventava punto di riferimento di tanti, tantissimi. Per questo alla notizia del suo trasferimento in Calabria è scoppiata la rivolta. Un moto istintivo di gente comune soprattutto, a cui si sono accodati parlamentari, rappresentanti istituzionali, sindaci, intellettuali e associazioni.

Oggi, a Santa Maria del Mastro, sede della Curia vescovile di Locri-Gerace sono arrivati in tanti a salutare il prete "anti 'ndrangheta". Una raccolta di firme "per attestare la gratitudine dei calabresi" e tante lacrime di commozione. Perché ora, dice un cartello, "i locresi si sentono ancora più soli". Vorrebbero che restasse, che la decisione fosse rivista, revocata. Ma sanno che non sarà possibile e che "Bregantini quella promozione a vescovo metropolita la merita". Il religioso obbedirà al Vaticano, "anche se a volte è faticoso", e lo stesso faranno i fedeli che lo hanno ascoltato e seguito nel suo percorso ti uomo del Trentino capace di parlare al sud.

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Applausi per magistrati e polizia, fischi per la mafia

Applausi per magistrati e polizia, fischi per la mafia

Applausi per magistrati e polizia, fischi per la mafia

Spettacolo al teatro Biondo del capoluogo siciliano dove è stata presentata l'associazione antiracket "Libero futuro" intitolata a Libero Grassi. Fischi per i boss di Cosa nostra, applausi scoscianti per magistrati e forze di polizia

Palermo, 10 novembre 2007 – Almeno oggi Palermo è questa: fischi ai boss e applausi scroscianti a magistrati e forze di polizia. È lo straordinario spettacolo – bis compresi – cui si è potuto assistere nell'affollatissimo Teatro Biondo, dove, davanti a un migliaio di persone, tra imprenditori, magistrati, forze dell'ordine, giovani e comuni cittadini, è stata presentata la prima associazione antiracket palermitana "Libero futuro", intitolata a Libero Grassi, fortemente voluta dai ragazzi di Addiopizzo, e alla quale hanno già aderito quaranta imprese. Continua a leggere

Mafia:la figlia di un commerciante chiede aiuto

Mafia:la figlia di un commerciante chiede aiuto

Abbiamo sempre pagato pizzo, non ce la facciamo piu'(ANSA) – PALERMO, 10 NOV – 'Abbiamo sempre pagato il pizzo, aiutateci, non ce la facciamo piu', scrive la figlia di un commerciante in una lettera anonima. La lettera e' stata lasciata sul palco del teatro Biondo di Palermo, dove si stava presentando l'associazione antiracket 'Libero futuro'. 'Chiedo il vostro aiuto – scrive la ragazza – Abbiamo paura di rimanere  (ANSA) – PALERMO, 10 NOV – 'Abbiamo sempre pagato il pizzo, aiutateci, non ce la facciamo piu', scrive la figlia di un commerciante in una lettera anonima. La lettera e' stata lasciata sul palco del teatro Biondo di Palermo, dove si stava presentando l'associazione antiracket 'Libero futuro'. 'Chiedo il vostro aiuto – scrive la ragazza – Abbiamo paura di rimanere soli. Urlate per me che qualcosa puo' cambiare'.