‘Ndrangheta – Beni per 3 milioni di euro sequestrati alla cosca Bellocco

‘Ndrangheta – Beni per 3 milioni di euro sequestrati alla cosca Bellocco

‘Ndrangheta – Beni per 3 milioni di euro sequestrati alla cosca Bellocco

REGGIO CALABRIA – La Guardia di finanza ha sequestrato beni mobili ed immobili per tre milioni di euro riconducibili a presunti esponenti della cosca Bellocco di Rosarno della ‘ndrangheta. I beni sequestrati consistono in beni mobili, tra cui conti correnti bancari e titoli postali, ed in alcuni edifici.

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Droga – Cinque arresti in una operazione dei CC, scoperto un bunker nella locride

Droga – Cinque arresti in una operazione dei CC, scoperto un bunker nella locride

TORINO – Cinque arresti in un’operazione antidroga e la scoperta di un bunker nella Locride, probabile rifugio dei latitanti della ‘ndrangheta, e’ il bilancio delle 20 perquisizioni effettuate ieri mattina dai carabinieri del Reparto Operativo di Torino, coordinati dai pm Maurizio Laudi e Roberto Sparagna della Dda subalpina, in collaborazione con i colleghi delle province di Napoli, Reggio Calabria e Asti.

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Siderno e Locri insieme per la Giornata Mondiale del Diabete

Siderno e Locri insieme per la Giornata Mondiale del Diabete

Siderno e Locri insieme per la Giornata Mondiale del Diabete

Le città di Siderno e Locri hanno aderito alla Giornata Mondiale del Diabete.
Alessandro Figliomeni-Sindaco di Siderno e Francesco Macrì-Sindaco di Locri hanno aderito all'importante iniziativa  fortemente voluta dall’Azienda Sanitaria di Locri e  dal Comitato organizzatore composto dal Dott. Franco Mammì, direttore dell’unità operativa di Pediatria e Neonatologia dell’ospedale di Locri e da dottori Roberto Trunfio, Mariella Bruzzese,Rosanna Lia,Leo Stilo e Vincenzo Zappia.

Un segnale veramente significativo ed importante che due piccole Città come Locri e Siderno abbiano illuminato di Blu i loro Palazzi più belli,  evidenziando che la Locride è principalmente Cultura e non solo ‘ndrangheta.

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La società sparente

La società sparente

Il libro "La società sparente" non può essere presentato a San Giovanni in Fiore. Qualcuno non vuole. Strane vicende in Calabria attorno al volume

Lo scorso 26 ottobre, lo scrittore Francesco Saverio Alessio ha ricevuto presso la sua abitazione di San Giovanni in Fiore (Cs) un biglietto con scritto, in ritagli di giornale, «attento alle tue mosse, taci». Lo scrittore ha ipotizzato un collegamento con alcune sue dichiarazioni successive all’uscita del libro “La società sparente” (Neftasia editore, Pesaro, 2007), su ‘ndrangheta e politica.

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I pizzini della mafia: dopo il tribunale anche l’Ordine dei medici di Palermo

 

 I pizzini della mafia: dopo il tribunale anche l'Ordine dei medici di Palermo

 Scritto da Massimo Ciccarello, 13/11/2007

Prima il "pizzino" con la scritta inquietante "Tribunale: 20 mila euro". Adesso dalla "contabilità" trovata nel covo del capomafia Salvatore Lo Piccolo salta fuori pure l'Ordine dei medici di Palermo. Il quale, secondo quel fogliettino recuperato dalla polizia, avrebbe versato una prima rata di 10 mila euro, cui ne sarebbe dovuta seguire presto una seconda di pari importo.

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Siracusa, manette per 70 mafiosi

Siracusa, manette per 70 mafiosi

SIRACUSA (13 novembre) – L'operazione anti-mafia “Terra bruciata”, condotta dall'alba di questa mattina dai carabinieri, dalla polizia di Stato e dalla Guardia di finanza, coordinati dal dda della Procura di Catania, ha portato ad individuare 70 presunti appartenenti alla cosca siracusana Bottaro-Attanasio e a sequestrare 200 chilogrammi di droga e molte armi. Nei confronti degli indagati il giudice per le indagini preliminari ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere che ipotizza i reati di associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsione e usura.

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Mafia: due sale bingo nel mirino degli inquirenti

Mafia: due sale bingo nel mirino degli inquirenti

Mafia: due sale bingo nel mirino degli inquirenti

di Umberto Lucentini

PALERMO – Da una parte c'è la confisca di una sala bingo che la cosca di Villabate utilizzava come bancomat per pagare le spese di viaggio e di cura a Marsiglia di Bernardo Provenzano. Dall'altro lato un sequestro da 30 milioni di euro al clan avversario, quello di Nino Rotolo: case, terreni e un'altra sala bingo servita, anche in questo caso, per riciclare soldi sporchi e fare fronte alle necessità di cassa della cosca. Sono due i provvedimenti giudiziari delle ultime ore che a Palermo colpiscono i patrimoni di Cosa nostra.

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Il vescovo che voleva svuotare la ‘ndrangheta

Il vescovo che voleva svuotare la ‘ndrangheta

IL RITRATTO/ Bregantini trasferito a Campobasso

Il vescovo che voleva
svuotare la 'ndrangheta

di GIUSEPPE BALDESSARRO

REGGIO CALABRIA – "La 'ndrangheta è una società apparentemente forte, ma all'interno è fragilissima per cui la si deve svuotare agendo tra la gente in maniera da dimostrare quanto è ridicola e stupida". Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Locri , da oggi nuovo "pastore" di Campobasso, conosce bene le dinamiche del fenomeno mafioso calabrese.

Le ha imparate nei 13 anni passati nella provincia di Reggio Calabria. In uno dei territori più violenti e depressi d'Italia. Le ha studiate a fondo e capite, nella loro essenza. Comprendere e operare è stato per oltre un decennio un tutt'uno, su ogni fronte. "Facendo quello che c'era da fare e dicendo quello che c'era da dire. Quotidianamente". E più il "vescovo operaio" della Locride andava avanti, più diventava punto di riferimento di tanti, tantissimi. Per questo alla notizia del suo trasferimento in Calabria è scoppiata la rivolta. Un moto istintivo di gente comune soprattutto, a cui si sono accodati parlamentari, rappresentanti istituzionali, sindaci, intellettuali e associazioni.

Oggi, a Santa Maria del Mastro, sede della Curia vescovile di Locri-Gerace sono arrivati in tanti a salutare il prete "anti 'ndrangheta". Una raccolta di firme "per attestare la gratitudine dei calabresi" e tante lacrime di commozione. Perché ora, dice un cartello, "i locresi si sentono ancora più soli". Vorrebbero che restasse, che la decisione fosse rivista, revocata. Ma sanno che non sarà possibile e che "Bregantini quella promozione a vescovo metropolita la merita". Il religioso obbedirà al Vaticano, "anche se a volte è faticoso", e lo stesso faranno i fedeli che lo hanno ascoltato e seguito nel suo percorso ti uomo del Trentino capace di parlare al sud.

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