Le mani di Reggio su l’Aquila

Le mani di Reggio su l’Aquila

Il controllo dell’economia dei Borghetto-Zindato-Caridi esteso dalla città dello Stretto all’Abruzzo
Le mani di Reggio sull’Aquila

Scacco alle cosche che fiutarono l’affare-ricostruzione all’Aquila

Dopo il sisma appalti ghiotti
Santo Caridi fiutò l’affare dei lavori per il terremoto e agganciò un imprenditore edile all’Aquila


di MICHELE INSERRA

REGGIO CALABRIA -Il terremoto in Abruzzo dell’aprile 2009 era visto come una sorta di provvidenza dalle cosche reggine.

La tragedia che viveva la popolazione aveva fatto emergere il fiuto per l’affare.
La scossa principale, di 5,8 gradi della scala Richter, si era registrata attorno alle 3,30. L’epicentro era stato individuato a una decina di chilometri dall’Aquila. Il sisma era stato avvertito in tutto il centro- sud d’Italia, dalla Romagna a Napoli. Oltre ai morti e ai dispersi, i feriti furono circa 1.500 e almeno 70mila gli sfollati, intere famiglie costrette ad allontanarsi dalle proprie abitazioni.

Una prima stima parlò di 10-15 mila edifici danneggiati con pesanti danni al patrimonio storico e artistico della regione.
Numeri impressionanti che hanno fatto gola alle cosche reggine.

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Corruzione, Italia al 67° posto Meglio di noi anche il Ruanda

Corruzione, Italia al 67° posto Meglio di noi anche il Ruanda

Corruzione, Italia al 67° posto Meglio di noi anche il Ruanda

Il Belpaese perde posizioni nella classifica stilata ogni anno dall’ong Transparency International. Nel 2009 era 63/ma, nel 2008 55/ma. In testa a pari merito Danimarca, Nuova Zelanda e Singapore

Peggio di così ci fu solo il dato del 1997, quando il punteggio era pari a 5,03.  Nella classifica mondiale della “percezione della corruzione” stilata dal network globale “Transparency International” e diffusa ieri a Berlino, l’Italia – con il suo 3,9 – ricopre il 67esimo posto, collocandosi tra il Ruanda (4 punti) e la Georgia (3,8). Gli Stati più virtuosi tra i 178 esaminati risultano essere, ex aequo, Danimarca, Nuova Zelanda e Singapore, con il 9,3 di punteggio; la maglia nera spetta invece alla Somalia, con un punteggio pari a 1,1.

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Il comitato Impastato: «La parola è l’arma migliore contro la mafia»

 

Il comitato Impastato:
«La parola è l’arma migliore contro la mafia»

 

Sullo striscione, la scritta «La parola è l’arma più potente contro le mafie». A portarlo sono i membri del «Comitato antimafia Peppino Impastato», in presidio di prima mattina fuori dal Palagiustizia, a margine dell’udienza del processo per mafia in corso alla prima sezione collegiale del tribunale ordinario, proprio per riportare all’attenzione pubblica la presenza della criminalità organizzata a Brescia.

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Arresti a Reggio Calabria, fra i 34 anche il direttore sportivo e l’allenatore della Valle Grecanica

Arresti a Reggio Calabria, fra i 34 anche il direttore sportivo e l’allenatore della Valle Grecanica

 

‘NDRANGHETA: ARRESTI REGGIO; RICOSTRUITI DUE ANNI ESTORSIONI – REGGIO CALABRIA, 29 ottobre 2010 – Due anni di estorsioni e danneggiamenti compiuti a Reggio Calabria sono stati ricostruiti dalla polizia di Stato che stamani ha compiuto una operazione contro alcune cosche della città.

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‘Cent’anni di storia”: dure condanne per le infiltrazioni nel porto di Gioia Tauro. Colpita la ‘ndrangheta dei colletti bianchi

”Cent’anni di storia”: dure condanne per le infiltrazioni nel porto di Gioia Tauro. Colpita la ‘ndrangheta dei colletti bianchi

di Claudio Cordova – Il pubblico ministero Roberto Di Palma mette a segno un altro “colpo” ottenendo, nell’ambito del delicato processo “Cent’anni di storia”, la condanna di undici individui, che, a vario titolo, sarebbero legati alla criminalità organizzata della Piana. Il Tribunale di Palmi, infatti, ha condannato Giuseppe Alvaro a 12 anni di reclusione e Antonio e Natale Alvaro a 9 anni ciascuno. Pietro D’Ardes, gestore della società cooperativa “Lavoro” di Roma a 11 anni di reclusione; condanna a 9 anni e 6 mesi anche per l’avvocato Giuseppe Mancini che avrebbe coadiuvato D’Ardes e poi Gianluigi Caruso, a 5 anni. Condannato a 4 anni e 8 mesi anche Giuseppe Arena, che sarebbe stato il braccio operativo della cosca Molè. A tal proposito sono durissime le condanne che il Tribunale ha inflitto a Girolamo Molè (classe ’61) e Domenico Molè, condannati rispettivamente a 17 e 16 anni di reclusione; un altro Girolamo Molè (classe ’63) è stato condannato a 5 anni e 6 mesi di reclusione. Altra durissima condanna, a 15 anni di reclusione, per Giuseppe Piromalli, detto “facciazza”. Assolti, invece Lorenzo Domenico Arcidiaco, Marco Fantone e Vincenzo Priolo, nonché l’ex sindaco di Gioia Tauro, Giorgio Dal Torrione, che, in passato, ha conosciuto anche il carcere.

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Mafia/ La nipote Messina difende lo zio: è una persona bellissima

Mafia/ La nipote Messina difende lo zio: è una persona bellissima

La giovane ha pubblicato alcuni post su Facebook

A tre giorni dalla cattura a Favara del superlatitante agrigentino Gerlandino Messina, la nipote del boss, figlia di una sorella, prende le difese dello zio intervenendo in un forum avviato su una bacheca di Facebook. La ragazza, che trova sostegno anche nei commenti lasciati dal fidanzato, scrive di essere “fiera d’essere nipote” di Gerlandino Messina, definendo il parente una “persona bellissima”. Le parole della giovane hanno suscitato le risposte indignate degli altri cibernauti, che hanno ricordato l’uccisione, da parte del capomafia di Porto Empedocle, del maresciallo Giuliano Guazzelli nell’aprile del ’92; e la morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio di un collaboratore di giustizia, rapito da Messina nel ’93, e sciolto nell’acido da Giovanni Brusca dopo 779 giorni di prigionia.

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‘ndrangheta, una Cadillac e una Triumph fra i beni sequestrati all’ex manager Asl

‘ndrangheta, una Cadillac e una Triumph fra i beni sequestrati all’ex manager Asl

‘ndrangheta, una Cadillac e una Triumph
fra i beni sequestrati all’ex manager Asl

Operazione della Dia a carico dell’ex direttore generale dell’azienda sanitaria pavese Chiriaco
Nel mirino anche quote societarie, conti correnti, immobili. Giorni fa un nuovo ordine di arresto

Quote societarie, conti correnti, immobili, lotti di terreno edificabili, due prestigiose autovetture (una Cadillac e una Triumph), per un valore complessivo di circa un milione di euro, tutti riconducibili all’ex direttore della Asl pavese Carlo Chiriaco sono stati sequestrati dagli agenti della Direzione investigativa antimafia (Dia) di Milano. Il provvedimento “preventivo d’urgenza” è stato disposto dalla Procura milanese.

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Desio, ‘ndrangheta ancora attiva

Desio, ‘ndrangheta ancora attiva

Desio, ‘ndrangheta ancora attiva
In carcere la fidanzata del boss

Desio – Nuovi sviluppi dell’inchiesta anti ‘ndrangheta “Infinito” , dopo gli arresti della scorsa estate che hanno portato, tra l’altro, alla scoperta di “locali” anche in Brianza (Desio, Seregno, Limbiate, Solaro). Sono 21 le ordinanze di custodia cautelare in carcere effettuate in questi giorni dai carabinieri in tutta la Lombardia, su ordinanza del gip di Milano Andrea Ghinetti. Non risultano politici coinvolti.

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A Teano i temi di solidarietà, pace, parità, memoria, scuola pubblica

A Teano i temi di solidarietà, pace, parità, memoria, scuola pubblica

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L’altra Italia c’è già

E ha la camicia rossa


di DANILO CHIRICO TEANO (CASERTA)- L’altra Italia c’è già. E oggi a Teano indossa la camicia rossa di Garibaldi.

Soprattutto dimostra con grande semplicità e la giusta ambizione che vuole diventare l’Italia, per così dire, ufficiale.
Perché già oggi opera concretamente sui territori, stravolge i dogmi della politica, concepisce l’amministrazione come strumento per valorizzare la vita delle persone, difendere il territorio, promuovere occasioni di lavoro buono.
«Stiamo assistendo a un piccolo miracolo», esulta Tonino Perna, il docente all’Università di Messina presidente del comitato promotore di un meeting che per quattro giorni mette a confronto amministratori, esponenti di associazioni e movimenti, intellettuali, cittadini.

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