'Ndrangheta, in manette dodici affiliati Procura: "Decapitata l'organizzazione"

‘Ndrangheta, in manette dodici affiliati Procura: “Decapitata l’organizzazione”

‘Ndrangheta, in manette dodici affiliati
Procura: “Decapitata l’organizzazione”

carabinieri del Ros hanno scoperto l’esistenza e le attività dei “locali” liguri (cellule operative distaccate della ‘ndrangheta) di Genova, Lavagna, Ventimiglia e Sarzana che operavano in Liguria sotto il coordinamento criminale del capolocale di Genova Domenico Gangemi. Il capo della Procura Vincenzo Scolastico: “Abbiamo dimostrato che la ‘ndrangheta era molto forte anche nella nostra regione”

'Ndrangheta, in manette dodici affiliati Procura: "Decapitata l'organizzazione"

 

 

 

 

 

 

 

Domenico Gangemi

Blitz contro la ‘ndrangheta in Liguria: arrestati dodici affiliati all’organizzazione criminale a Genova, Imperia e La Spezia. Il capo della Procura Vincenzo Scolastico: “Abbiamo dimostrato che la ‘ndrangheta era molto forte anche in Liguria e possiamo affermare con altrettanta forza che la ‘ndrangheta in Liguria è stata decapitata”. Sono stati infatti arrestati 3 esponenti di spicco a Genova, uno a Lavanga, quattro a Ventimiglia e infine uno a Sarzana.

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Monasterace, incendiata la farmacia del sindaco Maria Carmela Lanzetta

Monasterace, incendiata la farmacia del sindaco Maria Carmela Lanzetta

Monasterace, incendiata la farmacia del sindaco Maria Carmela Lanzetta

Monasterace (Reggio Calabria) 26 giugno 2011 – Persone non identificate hanno incendiato la notte scorsa a Monasterace, nella locride, la farmacia di proprieta’ del sindaco Maria Carmela Lanzetta. L’incendio ha provocato ingenti danni all’esercizio che sorge al piano terra dello stabile che affaccia sulla strada statale 106 dove il sindaco vive con la sua famiglia ed e’ stato spento dopo due ore di lavoro dei vigili del fuoco. Secondo una prima ricostruzione i malviventi, dopo avere rotto i vetri di una finestra posta lateralmente all’ingresso, hanno versato del liquido infiammabile e dando fuoco con una pezza imbevuta. Le fiamme si sono propagate distruggendo molta della merce all’interno del locale. Fortunatamente le fiamme non hanno raggiunto le bombole di ossigeno. Nessun danno e’ stato arrecato alle strutture dell’edificio.

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Armi da guerra e droga, in carcere due muratori della Locride

Armi da guerra e droga, in carcere due muratori della Locride

Reggio Calabria, 25 giugno 2011 –

Due muratori di Siderno sono stati arrestati dai carabinieri per detenzione illegale di armi clandestina, anche da guerra, e per coltivazione di canapa indiana.

In carcere sono finiti i fratelli Salvatore e Cosimo Sansalone, di 54 e 49 anni, entrambi gia’ noti alle forze dell’ordine.

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‘NDRANGHETA:DON CIOTTI,ROGO ULIVI NON FERMERA’AZZURRI CALCIO

‘NDRANGHETA:DON CIOTTI,ROGO ULIVI NON FERMERA’AZZURRI CALCIO

(ANSA) – GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA), 22 GIU –

”Non so se l’incendio possa essere legato all’arrivo della Nazionale di calcio e comunque non lo posso escludere, ma se dovesse essere cosi’ posso dire che il direttore generale della Figc, non appena ha saputo dell’atto intimidatorio alla coop Valle del Marro, mi ha telefonato per esprimere solidarieta’ ma anche per accelerare l’arrivo della Nazionale di Cesare Prandelli nella Piana”.

 

 

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L’associazione daSud promuove la fotografia contro le mafie

L’associazione daSud promuove la fotografia contro le mafie

Nasce dall’associazione giovanile daSud un concorso fotografico per raccontare la lotta alle mafie attraverso immagini e scatti inediti. Dal fumetto Lollò Cartisano, “l’ultima foto alla ‘ndrangheta” (Round Robin Editore) è tratta l’idea della rassegna chiamata “L’ultima foto alle mafie”. Agostino Cartisano era un fotografo ucciso in Calabria nel 1993 per mano della ‘ndrangheta. Vissuto a Bovalino (Reggio Calabria), egli visse il periodo dei sequestri (18 in pochi anni) delle cosche della Locride, e il 22 luglio 1993 fu aggredito e portato via. Il movimento “Bovalino libera” organizzato in primis dalla figlia di Lollò condusse a un risveglio delle coscienze e al pagamento di un riscatto di 200 milioni di lire, ma la cosca dei Cartisano con un colpo alla testa uccise il fotografo e seppellì il corpo ai piedi di Pietra Cappa.

 

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Perché è la gente che fa la storia

Perché è la gente che fa la storia

di Massimiliano Perna – ilmegafono.org

Nonostante la sconfitta, non c’è segno di resa, non ci sono spugne che cadono per decretare la fine. Sono andati ko ma continuano ad occupare il ring, ad imprecare, insultare il popolo, negare l’esito di una grande mobilitazione di massa

Le schiene dritte e gli occhi aperti, in mano un foglio di carta con tanti timbri, addosso quella sensazione di entusiasmo che forse in tanti avevamo dimenticato. Votare, scegliere, decidere laddove altri tentennano o vanno in direzione opposta al futuro dell’intera popolazione e delle generazioni che verranno. Il trionfo della democrazia, la conferma che è ancora salda, nonostante tutto, e che forse si parla di regime con troppa facilità. Sì, perché talvolta diventa un alibi per non mobilitarsi, per non impegnarsi. Invece non c’è alcun regime, ci sono dei tentativi, ma non scalfiscono le strade ancora aperte e larghe della democrazia. Basta solo popolarle, ricominciare ad affollarle. Le amministrative prima e il referendum poi hanno dato una dura lezione a chi si ostina ad affondare le flaccide terga nelle poltrone dai manici dorati, rimanendo sordo all’urlo di cambiamento che, pacificamente, si sta levando in tutta Italia. “Andiamo avanti”, rispondono. Come se niente fosse, dimenticando che il nucleare era uno dei punti principali del programma di governo e che gli elettori lo hanno inesorabilmente bocciato. Fingendo di ignorare che il 95% degli italiani ha proclamato l’abrogazione del legittimo impedimento, ossia la legge ad personam con cui il Caimano ha cercato di salvarsi dai processi.

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“Museo delle migrazioni di Lampedusa”

“Museo delle migrazioni di Lampedusa”

“Museo delle migrazioni di Lampedusa”

Sulle opere con gli oggetti dei migranti e il museo delle migrazioni di Lampedusa.

La prima volta che andai al cimitero delle barche, stavo cercando, come spesso mi capitava fare , qualcosa che mi stupisse , nella spazzatura. Ho sempre avuto una curiosità nei confronti degli oggetti, ricordo i saloni dei miei nonni
pieni di cose nelle credenze, tutti avevano una storia, si trascinavano dietro un ricordo, molti non erano belli, ma esercitavano su di me un fascino particolare, ed erano li da sempre, ogni tanto se ne aggiungeva qualcuno, altri addirittura erano stati del padre o di qualche zio dei miei nonni, tutti erano esposti con molta cura e a me sembravano tutte cose di molto valore.

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‘Ndrangheta a Torino, 180 arresti

‘Ndrangheta a Torino, 180 arresti

‘Ndrangheta a Torino, 180 arresti
Svelati i legami tra cosche e politici

Sequestrati beni per 70 milioni: enormi patrimoni accumulati  da persone prive di reddito.
Nelle maglie degli inquirenti  noti amministratori locali, tra  cui Nevio Coral. Piero Grasso:
«Cresce la presenza al Nord»

LODOVICO POLETTO

TORINO
Centottanta ordinanze di custodia cautelare in carcere, di cui 143 già eseguite. Beni sequestrati per oltre 70 milioni di euro. E un meccanismo di connivenze e scambi tra ‘ndrangheta e politica. Arriva dalla Procura di Torino l’ultima stangata alle infiltrazioni mafiose nei comuni del Torinese. Un’operazione, durata tutta la notte, che ha interssato Torino e provincia, altre zone del Piemonte, la Lombardia, la Liguria e la Calabria. Un blitz che è il frutto di quattro anni di indagini, pedinamenti e intercettazioni.

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L’ecomafia non conosce crisi

L’ecomafia non conosce crisi

IL DOSSIER

L’ecomafia non conosce crisi
Il record di reati è in Campania

Presentato il Rapporto Legambiente. Nel 2010 le organizzazioni criminali hanno incassato 19,3 miliardi di euro. Fra i traffici più vistosi i rifiuti, l’abusivismo edilizio, le frodi alimentari e i furti di opere d’arte. Campania sempre in testa alla classifica dell’illegalità ambientale seguita da Calabria, Sicilia e Puglia. Ma crescono gli illeciti anche in Lombardia

di MONICA RUBINO

ROMA – Come un virus, con diverse modalità di trasmissione e una micidiale capacità di contagio. Avvelena l’ambiente, inquina l’economia, mette in pericolo la salute delle persone, uccide in maniera brutale. Può nascere in provincia di Caserta o di Reggio Calabria, riprodursi a Milano, entrare in simbiosi con altre cellule a Berlino e Amsterdam, saldare il suo Dna con ceppi lontani, fino a Hong Kong. Nell’Italia che fa fatica a uscire dalla crisi c’è un’organizzazione che gode di ottima salute. E’ l’ecomafia, che non manca di liquidità perché nessuno si può rifiutare di pagare. Non ha bilanci in sofferenza perché, se nel 2010 gli incassi sono stati di poco inferiori rispetto all’anno precedente (19,3 miliardi di euro contro i 20,5 del 2009), è pur sempre in attivo. E’ il ritratto che emerge da “Ecomafia 2011”, il rapporto curato da Legambiente 1 per i tipi di Edizioni Ambiente e presentato oggi a Roma nella sede del Cnel.

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Asti, tra accoglienza e rifiuto dei profughi

Asti, tra accoglienza e rifiuto dei profughi

IL CASO

Asti, tra accoglienza e rifiuto dei profughi
“Il referendum? Una cosa folle e ridicola”

In un piccolo paese metà della popolazione si solleva e chiede una consultazione popolare contro l’accoglienza a tre famiglie di stranieri. Il sindaco: “E’ inaccettabile decidere di non ospitare chi ha chiesto asilo politico”. Intanto 11 famiglie africane residenti nell’Astigiano chiedono di accogliere dei somali arrivati a Lampedusa

di RAFFAELLA COSENTINO

ASTI – I piemontesi di Settime D’Asti, un borgo in collina di 600 anime, non vogliono fare come i calabresi di Riace, il paesino della locride noto in tutto il mondo per  aver dato ai rifugiati le case lasciate vuote dagli emigranti.

Settime si è spaccata in due su un progetto del Sistema di protezione per richiedenti asilo (Sprar) voluto dal sindaco Guido Rosina che prevede di dare alloggio e lavoro a tre famiglie di profughi, 15 persone in tutto. In  272 si sono schierati contro, firmando una petizione e chiedendo un referendum, appoggiati da tre consiglieri comunali su 12.

 

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