“Acri e i suoi preparavano
un attentato a un magistrato”
‘Ndrangheta a Bologna, dopo l’arresto del boss di Rossano Calabro il ritrovamento di un arsenale a Castel Maggiore agita la Procura di Catanzaro: “Troppo plastico per un’estorsione in stile ‘ndrangheta”. Preso un altro fiancheggiatore
di CARLO GULOTTA
L’arsenale della ‘ndrangheta nascosto in un anonimo condominio a Castel Maggiore serviva per un attentato. E molto probabilmente l’obiettivo era un magistrato calabrese, forse uno degli uomini di legge più impegnati nella lotta contro le ‘ndrine. A sospettarlo sono gli inquirenti di Catanzaro, che sabato pomeriggio, dopo tre anni d’indagini laboriosissime, hanno arrestato in città con la collaborazione della Dda di Bologna il superboss di Rossano Calabro Nicola Acri. Ciò che preoccupa i magistrati è l’enorme quantità di esplosivo scoperto nell’appartamento dove abitava l’armiere, Giuseppe Frassino, fiancheggiatore di “Occhi di ghiaccio”. “E’ davvero molto improbabile che tutto quel plastico – riferisce a Repubblica una qualificata fonte investigativa – fosse destinato ad attentati per estorsioni in Calabria, dove tradizionalmente, per mandare un segnale a chi non paga il pizzo, è sufficiente incendiare un negozio o un’auto. Qualcosa non torna. La nostra attenzione sul caso Bologna è altissima”.







