Reggio Calabria, Operazione “Entourage”, 7 gli arresti, 30 gli imprenditori interdetti

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Reggio Calabria, Operazione “Entourage”, 7 gli arresti, 30 gli imprenditori interdetti

REGGIO CALABRIA: SCOPERTO “CARTELLO” DI IMPRESE CHE CONDIZIONAVA GLI APPALTI IN CITTA’ E PROVINCIA. INDAGINI DELLA DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA, COORDINATA DALLA DDA.

 

Nella mattinata del 17 novembre 2010, personale del Centro Operativo D.I.A. di Reggio Calabria, , coadiuvato da personale della locale Questura e dei Comandi Provinciali dei Carabinieri e Guardia di Finanza, ha dato esecuzione a nr. 7 OCC in carcere, emesse dal GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria, dr.ssa K. Tassone, nei confronti di altrettante persone, a vario titolo ritenute responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione e danneggiamento aggravati dall’art. 7 L. 203/91, rapina, ricettazione e detenzione e porto illegale di armi da fuoco.

Nel medesimo contesto operativo sono in fase di esecuzione nr. 30 ordinanze di applicazione di misura cautelare interdittiva, relative al divieto temporaneo, per la durata di mesi due, di esercitare attività professionali e/o imprenditoriali nel settore dell’edilizia pubblica, a carico di altrettanti imprenditori coinvolti nelle indagini.

Gli elementi acquisiti nel corso delle indagini delegate dalla locale DDA, diretta dal dr. G. Pignatone, sono state svolte nell’ambito del p.p. n. 1738/06 rgnr/mod.21/dda (operazione ENTOURAGE), con il coordinamento dei Sost. Proc. dr. A. De Bernardo e G. Bontempo.

Le investigazioni sono state avviate nel 2005, in merito all’esistenza di un rigido sistema di controllo delle commesse pubbliche in provincia di Reggio Calabria.

Dagli anni ’90, quando la normativa sugli appalti veniva aggirata con il sistema del controllo delle buste di “offerta di gara”, poco o nulla è cambiato nelle turbative: dai caratteri dattiloscritti per le tante imprese partecipanti con la stessa macchina “Olivetti 88”, alla stessa grafia manoscritta sulle percentuali di ribasso, ai numeri progressivi sequenziali delle raccomandate spedite dallo stesso ufficio postale, oggi si è passati alla stessa impostazione di documento del file word di offerta, stampato da una sola macchina a getto d’inchiostro, utilizzando marche da bollo emesse progressivamente dalla stessa rivendita di valori bollati ed inviate con raccomandata A.R. tramite l’abbonamento dello stesso vettore “pony express”, che, nelle odierne indagini, hanno confermato la serialità delle predisposizioni delle offerte.

La ricostruzione della turbativa di numerosi appalti pubblici, in ambito cittadino e provinciale, ha evidenziato l’esistenza di affollato “cartello” di imprese, una sorta di associazione temporanea d’imprese, poliedrica e versatile, in grado anche di cedere l’appalto aggiudicato, previo pagamento della tangente “in natura”, utilizzando per altro lavoro manovalanza e macchinari della ditta favorita.

Tale cartello, avvalendosi dell’opera di personaggi conoscitori dei meccanismi della normativa in materia di pubblici incanti e dei sistemi per aggirarla, è riuscito ad ottenere le aggiudicazioni, predisponendo, a tavolino, le offerte in modo da preordinare il nome della ditta vincitrice. L’attività investigativa ha, peraltro, trovato riscontro in itinere, rinvenendo nel corso di alcune perquisizioni mirate, timbri e documenti riferibili a numerosissime imprese edili del reggino, partecipi del sistema, a conferma ulteriore dell’ipotesi investigativa iniziale.

Rilevato e cristallizzato, in modo inequivocabile, il meccanismo di turbativa e di controllo illecito nelle pubbliche commesse, il monitoraggio investigativo sugli appalti, attività di primaria e specifica competenza della Direzione Investigativa Antimafia, è proseguito, sempre su delega della locale Procura Distrettuale su un ulteriore, consistente, campione di lavori pubblici, riscontrando, ancora una volta, il medesimo modus operandi.

L’indagine ha permesso, inoltre, di far luce sulla rapina consumata in Cannavò in data 04.08.2006 in danno della ditta “SICLARI Antonino e figli”, alla quale un commando di 3 persone armate, sottraeva la somma di 75.000 euro, destinati al pagamento degli stipendi degli operai. Di tale commando faceva parte, quale basista, il CUTRI’ Antonio, oggi arrestato, già dipendente della ditta Siclari. In tale scenario emerge la figura di SICLARI Pietro, noto imprenditore reggino che, dopo aver denunziato l’accaduto alla competente Stazione Carabinieri, svolgeva personali indagini sull’accaduto, attivando le sue molteplici conoscenze con personaggi delle cosche di Cannavò, Sinopoli e Platì, sino ad ipotizzare l’eliminazione del giovane rapinatore, cosa che però non aveva luogo. La situazione trovava una sua composizione allorché, all’esito delle sue “investigazioni parallele”, il SICLARI, facendo pesare i suoi rapporti con i soggetti sopra indicati, costringeva, con modalità che non lasciavano alternative, il padre del CUTRI’, suo dipendente da lungo tempo a licenziarsi e a rinunciare alla propria liquidazione, quale parziale reintegro della somma rapinata dal figlio. Il SICLARI Pietro risponde di estorsione aggravata dall’art.7 L. 203/91, mentre il CUTRI’ Antonio risponde, in concorso con altri di rapina, ricettazione di autovettura e porto e detenzione illegale di arma da fuoco.

Le indagini hanno, inoltre, consentito di acclarare alcune condotte estorsive poste in essere nel giugno 2006 nella zona Piale di Villa S. Giovanni, in danno della ditta EDILIMPIANTI di LOMBARDO Francesco cognato dell’arrestato VOTANO Antonino, la quale ha subito una prima richiesta estorsiva tramite l’imposizione della fornitura di cemento e successivamente, per meglio chiarire i concetti, il danneggiamento di un escavatore. Rispondono di tali condotte, estorsione e danneggiamento aggravate dall’art. 7 L.203/91, BUDA Pasquale, già ristretto per altra causa e RANIERI Francesco, soggetti gravitanti nell’orbita della cosca IMERTI – CONDELLO. Tale episodio ha confermato la spartizione del territorio da parte delle consorterie locali, individuando un sistema dove la “mazzetta” alla cosca competente per territorio non solo è atto dovuto, ma prassi consolidata, da attivare anche senza la visita dell’emissario del ‘ndrina del luogo, da “omaggiare con un pensiero”.

Tra le acquisizioni investigative ottenute, di rilievo appare la conferma dell’appartenenza alla cosca LIBRI di VOTANO Antonino, SURACI Stefano Pasquale e QUATTRONE Francesco Gregorio, inteso Joli, titolare dell’omonimo ristorante in Gallina, i quali rispondono di associazione per delinquere di stampo mafioso.

A carico dei tre emerge che:

  • VOTANO Antonino, in qualità di affiliato ed esponente di spicco della cosca per aver – nel periodo di reclusione presso la casa circondariale di Reggio Calabria ove si trovava in custodia cautelare per omicidio e successivamente scontando una pena per associazione mafiosa – continuava a mantenere l’incarico mafioso già precedentemente posseduto, dettando regole all’interno del penitenziario, onde favorire il tenore di vita di altri reclusi appartenenti allo stesso sodalizio; da ultimo, in qualità di referente di rilievo nel settore edile e dei lavori pubblici, nel quale direttamente opera tramite la ditta EDILIMPIANTI, intestata al proprio cognato LOMBARDO Francesco, beneficiava dei vantaggi riconosciuti agli esponenti mafiosi competenti per territorio;
  • SURACI Stefano, in qualità di affiliato, per avere svolto l’incarico di collettore delle estorsioni per conto della cosca LIBRI, nel comprensorio di Spirito Santo, in epoca antecedente all’insediamento del nuovo sodalizio con a capo LIBRI Pasquale;
  • QUATTRONE Francesco Gregorio, in qualità di referente del locale di Gallina sotto l’egida della cosca LIBRI di Cannavò. Il QUATTRONE Francesco, in particolare, più volte si recava in Prato, quando ancora era in vita il vecchio capo LIBRI Domenico, al fine di ricevere disposizioni in ordine alla gestione del comprensorio di Gallina, nonché fornendo, all’occorrenza, supporto logistico agli altri affiliati.

Misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività professionali e/o imprenditoriali

  1. AQUINO Gianfranco nato a Marina di Gioiosa Jonica (RC) il 14.03.1967;
  2. AUTELITANO Emilio nato a Melito Porto Salvo il 17.10.1959;
  3. CAMERA Domenico nato a Reggio Calabria il 15.02.1969;
  4. CAMERA Rocco, nato a Reggio Calabria il 17.06.1961;
  5. CARIDI Carlo nato a Reggio Calabria il 05.12.1974;
  6. CARUSO Giuseppe nato a S. Ilario dello Jonio (RC) il 20.03.1951;
  7. CIRCOSTA Fabio nato a Catanzaro l’01.02.1975;
  8. DEMASI Girolamo nato a Cittanova (RC) il 05.06.1948;
  9. FAZZARI Pierino nato a Antonimina (RC) il 03.06.1966;
  10. FIGLIOMENI Girolamo nato a Siderno (RC) il 11.10.1978;
  11. FILIPPONE Antonio nato a Canolo (RC) il 04.01.1954;
  12. FRISINA Francesco nato a Melito Porto Salvo (RC) il 24.05.1985;
  13. FRISINA Giuseppe nato a Melito Porto Salvo (RC) il 14.08.1973;
  14. GULLACE Ferdinando nato a Canolo (RC) il 30.05.1943;
  15. IEROPOLI Antonio Rocco nato a Locri (RC) il 05.08.1977;
  16. ITALIANO Giasone, nato a Delianuova (RC) il 16.10.1969;
  17. LACOPO Michele nato a Locri (RC) l’11.02.1960;
  18. LOMBARDO Francesco, nato a Reggio Calabria il 06.04.1961;
  19. MARZANO Francesco nato a Siderno (RC) il 12.05.1963;
  20. MESIANO Andrea Pasquale nato a Roccaforte del Greco il 05.04.1947;
  21. MICELI Pietro nato a Condofuri (RC) il 24.03.1955;
  22. MICELI Tommaso nato a Melito Porto Salvo (RC) il 15.04.1961;
  23. NAPOLI Guido nato a Gioia Tauro (RC) il 06.08.1980;
  24. POERIO Giuseppe nato a Melito P. Salvo (RC) il 18.01.1956;
  25. SICLARI Cristofaro, nato a Reggio Calabria il 07.01.1962;
  26. STRATI Giuseppe Natale nato a Samo (RC) il 01.01.1960;
  27. TEDESCO Valter, nato a Roma il 28.04.1956;
  28. TRIMBOLI Girolamo Gesumino, nato a Melito P. Salvo (RC) il 30.05.1967;
  29. VOTANO Antonino, nato a Reggio Calabria il 18.02.1966;
  30. ZOCCOLI Emilia nata a Melito Porto Salvo (RC) il 25.03.1985;

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