Mafia: don Ciotti, a Bruxelles contro la corruzione

Mafia: don Ciotti, a Bruxelles contro la corruzione

Mafia: don Ciotti, a Bruxelles contro la corruzione

 

(ANSA) – L’AQUILA, 6 DIC – ‘Saremo in massa a Bruxelles, giovedi’ e venerdi’ prossimi, per chiedere un allargamento a tutto il territorio europeo della legislazione sulla confisca dei beni alla criminalita’ organizzata’.

Lo ha annunciato don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione antimafia ‘Libera’, in Abruzzo per una serie di incontri con la popolazione.

La mobilitazione a cui partecipera’ ‘Libera’ con migliaia di giovani e’ promossa in occasione della giornata mondiale contro la corruzione.

 

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MAFIA:GRATTERI A GIOVANI,ESSERE ‘NDRANGHENTISTI NON CONVIENE

MAFIA:GRATTERI A GIOVANI,ESSERE ‘NDRANGHENTISTI NON CONVIENE


(ANSA) – PALERMO, 1 DIC – A moderare l’incontro nel corso del quale e’ stato presentato il libro ”La Malapianta” del procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, il giornalista e storico delle organizzazioni criminali Antonio Nicaso che, insieme al magistrato, ha scritto anche il libro ”La mafia spiegata ai ragazzi”. I due autori hanno incontrato a Palermo i giovani del comitato Addiopizzo e hanno ringraziato i movimenti siciliani antiracket per la lotta concreta sul territorio ”impensabile in altri paesi, e che invece andrebbe esportata come modello in tutto il mondo – ha sottolineato Nicaso – poiche’ purtroppo l’antimafia non e’ riuscita a globalizzarsi quanto la mafia”.

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Rete Antimafia di Brescia presidia Tribunale

Rete Antimafia di Brescia presidia Tribunale

PRESIDIO DAVANTI AL TRIBUNALE della RETE ANTIMAFIA DI BRESCIA

 

A Brescia si sta svolgendo in queste settimane un delicatissimo processo che vede alla sbarra ben 13 imputati. Fra questi spiccano i nomi dei tre fratelli Fortugno (Gaetano, Rocco e Marcello), affiliati, secondo l’accusa, alla potentissima cosca Piromalli-Molè di Gioia Tauro. I reati contestati vanno dall’estorsione al racket, dal traffico di armi a quello di stupefacenti, passando per furto e ricettazione. Per due dei tre fratelli il PM Savio ha chiesto l’aggravante dell’associazione mafiosa, il famoso 416bis del codice penale.

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“Tommaso Costa è l’omicida di Congiusta”

“Tommaso Costa è l’omicida di Congiusta”

Locri-Secondo il sostituto della DDA hanno reso falsa testimonianza l’ex fidanzata Katia Scarfò ed i suoceri della vittima Antonio Scarfò e Girolama Raso

«Tommaso Costa è l’omicida di Congiusta»

Le richieste del pm De Bernardo: carcere a vita per il boss sidernese, 26 anni per Giuseppe Curciarello

 

 

Rocco Muscari

Locri

“Tommaso Costa ha premeditato, organizzato ed eseguito l’omicidio di Gianluca Congiusta, nell’ambito di una strategia tesa a riaffermare il ruolo egemone del clan Costa di Siderno.

Pertanto, chiedo che l’imputato venga condannato alla pena detentiva dell’ergastolo e a diciotto mesi di isolamento diurno”.

Con questa richiesta il sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, Antonio De Bernardo, ha chiuso la requisitoria del processo per il delitto del giovane imprenditore di Siderno ucciso la sera del 24 maggio 2005.

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Quel dissidio interno vecchio quanto bugiardo: brigante o emigrante?

Quel dissidio interno vecchio quanto bugiardo: brigante o emigrante?

Quel dissidio interno vecchio quanto bugiardo: brigante o emigrante?

di Giulia Pensabene – Guardo fuori dal finestrino, la macchina va. Si parte per andare a trovare Mimmo Lucano, sindaco di Riace. Mi piace l’idea di mettermi in viaggio, sempre. Maledetta anima viaggiatrice, a volte vorrei poter dire che non è così (forse sarebbe tutto più semplice). Da un lato il mare, lo stretto e, un po’ più in la, la Sicilia. Dall’altro lato le colline, l’agave che domina il paesaggio, le stradine che dal mare salgono fino alle montagne.  In mezzo, la Salerno – Reggio Calabria.

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Gratteri ” I politici continuano a minimizzare”

Gratteri ” I politici continuano a minimizzare”

“I politici sbagliano a minimizzare”

Il procuratore reggino Gratteri: “La città deve sapere cosa sta succedendo. Una quantità enorme di esplosivo che non era certo destinata a Bologna. Un aspetto davvero inquietante”

di CARLO GULOTTA

“In Emilia-Romagna la ‘ndrangheta si è insediata almeno quindici anni fa e ha interessi forti a Reggio Emilia, Modena e Bologna. Col nostro lavoro abbiamo dimostrato che i boss di San Luca facevano arrivare decine di chili di cocaina a settimana proprio a Bologna e Modena. Ed è una presenza organizzata e particolarmente pericolosa, perché si nasconde e non mostra il suo volto violento. C’è un motivo, naturalmente: chi macina un business da 50 milioni di euro l’anno in tutto il Paese, non ha nessunissimo interesse ad attirare l’attenzione delle forze di polizia nel luogo dove fa i soldi con la cocaina e il riciclaggio di denaro sporco”. Nicola Gratteri, Procuratore aggiunto a Reggio Calabria, una vita “blindata” per le minacce dei boss che lo vorrebbero morto, segue con attenzione gli sviluppi dell’indagine che ha bloccato a Bologna l’ascesa di Nicola Acri, giovane e sanguinario leader della ‘ndrina di Rossano Calabro.

Dottor Gratteri, perché tutto quell’esplosivo in un appartamentino del Comune alle porte di Bologna?
“Questo è un aspetto davvero inquietante. Mezzo chilo di plastico, per intenderci, equivale a 100 chili di tritolo. A Bologna ne sono stati trovati tre chili. Il fatto che sia stato nascosto in un posto così “invisibile” fa parte della strategia dei clan. Ma bisogna chiedersi a cosa serviva. Non credo per azioni di fuoco a Bologna. Era destinato alla Calabria. E poteva essere usato per mettere a segno un attentato”.

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