Nota Stampa Congiunta

Locri, 9 ottobre 2006

NOTA STAMPA CONGIUNTA

“LOCRI UN ANNO DOPO: AMATO E MASTELLA DISPERSI”

In un anno, dopo l’omicidio del Vicepresidente Fortugno, abbiamo cercato in tutti i modi e con tutti i mezzi a nostra disposizione di non far calare il silenzio sulla Locride ed tutte le vittime innocenti cadute in questa che è diventata la guerra dei calabresi onesti contro la ‘ndrangheta. Una guerra che combattiamo da soli, famiglie vittime e coraggiosi ragazzi, una guerra che lo Stato non vuole combattere.

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La mia liberta e la mia dignita non sono merce di scambio

Libertà di manifestazione del pensiero Visita il portale diritto

La libertà di manifestazione del pensiero è una delle principali libertà fondamentali riconosciute alle persone.
Ogni tentativo che dovesse venire, chiaro o velato, atto a limitare tale libertà, sarà denunciato alla Magistratura ed all'opinione Pubblica.
Nè tantomeno potrebbero essere accettate verità preconfezionate.
Siamo sicuri che quanto sopra non succederà in un paese che si dichiara democratico.
Si ritiene comunque opportuno ribadire il concetto che i Calabresi sono Cittadini e non sudditi.
Ricordiamoci pure quanto segue:

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L’INTERROGAZIONE DELL’ON. ANGELA NAPOLI AI MINISTRI AMATO E MASTELLA

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01027
presentata da
ANGELA NAPOLI
giovedì 21 settembre 2006 nella seduta n.039
ANGELA NAPOLI. – Al Ministro della giustizia, al Ministro dell'interno. – Per sapere – premesso che:

con atto ispettivo n. 4-00829, presentato in data 2 agosto 2004, l'interrogante ha provveduto a denunziare l'insufficienza dell'attuale organico della DDA di Catanzaro, attualmente costituito da un procuratore capo, due procuratori aggiunti e solo sei sostituti, anche alla luce della competenza territoriale di quella Procura, che costituisce il distretto giudiziario più grande d'Italia;

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Graziella Campana a 17 anni vittima di mafia

GRAZIELLA CAMPAGNA, una ragazza semplice di Saponara, una famiglia numerosa la sua, dove i genitori insegnano ai figli i principi della vita civile, i valori dell’onestà. “Era una ragazza buona” dicono i familiari e tutti coloro che l’hanno conosciuta. “Una ragazza posata, riservata in società, una ragazza sincera, che parlava di tutto con la sua famiglia”. Il 12 dicembre 1985 è stata rapita e uccisa. Undici anni trascorsi senza che lo Stato le abbia riconosciuto il diritto alla verità e alla giustizia. Undici anni in cui le è stato negato il diritto alla memoria, ad essere riconosciuta vittima di un potere criminale troppo spesso sottovalutato nel messinese

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