MARIO CONGIUSTA-INDIGNAZIONE ED ESASPERAZIONE

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Mario Congiusta: ”indignazione ed esasperazione”
 
 
di Paki Violi tratto da www.larivieraonline.com
E’ tutto pronto per la “passerella” che vedrà protagonisti i ministri ed i rappresentanti istituzionali del nostro paese per la commemorazione di Francesco Fortugno ad un anno dall’ omicidio.


 
 
 La locride si prepara all’ evento, dopo un anno di assoluto silenzio telecamere e belle parole “riaccenderanno” i riflettori della politica e del cattivo gusto. Intanto i morti ammazzati continuano ad aumentare e le speranze a diminuire. Mario Congiusta, che dal maggio dello scorso anno continua la sua battaglia, non usa mezzi termini e riprendendo la richiesta del Consigliere Regionale Gallo Dionisio chiede la soppressione della Commissione Regionale Antimafia poiché ad oggi perfettamente ininfluente su decisioni e azioni sul territorio. Effettivamente qualche dubbio sulla funzionalità ed efficienza di questa commissione rimane. E’ difficile pensare ad esempio che per trattare un problema complesso e delicato come la ‘ndrangheta basti un’ ora e mezza, già perche è questo il tempo che mediamente dura una riunione dell’ Antimafia al Consiglio regionale. Lo stesso Mario Congiusta porta i più sentiti ringraziamenti al Presidente della Commissione Giuseppe Guerriero, che lo ha ricevuto ed gli ha espresso solidarietà, ma resta fermamente convinto dell’ opportunità di rimodulare le compentenze di questa Commissione o addirittura sopprimerla. Operare nella legalità e progettare soluzioni realmente funzionali è possibile come sottolinenano i giovani Rosanna Scopelliti, figlia del Giudice Antonino ucciso dalla Mafia, Anna e Peppe Fortugno, figli di Francesco Fortugno, ucciso dalla mafia, giovani cha hanno avuto la capacità di individuare in pochi punti delle soluzioni concrete per contrastare la criminalità: disegno di legge “Lazzati” per impedire ai mafiosi – che già non possono votare – di fare campagna elettorale e ai politici di cercare il loro sostegno; * revisione della legge sulla confisca dei beni di provenienza illecita e loro assegnazione, in modo da rendere praticabile e produttivo il loro uso; * lotta all’evasione totale, nella quale alligna il ricatto delle cosche sui lavoratori e si concretizza la peggiore concorrenza sleale nei confronti delle imprese regolari; * maggiore sostegno alle imprese che denunciano il “pizzo” sull’esempio di Palermo; * centralizzazione degli appalti; * diffusione nelle scuole e nella pubblica amministrazione della cultura della legalità, contro la pratica del “diritto-favore”. Proposte sottoscritte e condivise ad oggi da 1200 persone di tutta Italia attraverso i siti www.gianlucacongiusta.org e www.ammazzatecitutti.org . Le soluzioni dunque ci sono basterebbe ascoltarle. Uno dei fatti più gravi che però lo stesso Congiusta sottolinea è la totale sordità e indifferenza dei ministri. Giuliano Amato ha snobbato da oltre quattro mesi la richiesta del Presidente della Commissione Regionale Antimafia Guerriero, rappresentante dei calabresi, che gli ha sollecitato un incontro fin dal mese di giugno e lo ha invitato personalmente a verificare sul territorio la situazione disastrata della locride relativo ai fatti criminosi, il tutto naturalmente senza ottenere risposta alcuna. Clemente Mastella invitato dall’ on. Franco Laratta, rappresentante dei Calabresi in parlamento, che lo ha invitato a venire in Calabria per rendersi conto dello stato di indigenza delle procure calabresi, anche qui nessuna risposta. Noi avevamo inteso dalle parole di Prodi, che la Calabria sarebbe “figlia prediletta”, dopo un anno ci si rende conto che è una figlia non riconusciuta. Cosa che pare non sia la Lombardia, visto l’ invio immediato e assolutamente giusto di uomini e mezzi a Brescia. I nostri ministri non vengano allora a sfilare davanti alle telecamere nei prossimi giorni, ma si presentino con provvedimenti emessi e non con promesse. La situazione si è fatta grave insostenibile. La Calabria continua ad essere abbandonata nelle mani delle ‘ndranghete, i giovani hanno bisogno di fatti e soprattutto di risposte, il nostro territorio deve essere sotto il controllo attento dello Stato, cosa possibile solamente con un impegno ingente di uomini e mezzi. E’ questo il territorio di guerra in cui utilizzare i reparti speciali, non l’ Iraq. Indignazione ed esasperazione fanno rima con rivoluzione. Si paventa nell’ aria una esasperata richiesta del riconoscimento dei diritti più volte chiesti e mai concessi, violando i fondamentali dettami della Costituzione.