Audizioni davanti la Commissione antimafia.

Audizioni davanti la Commissione antimafia.

 Audizioni davanti la Commissione antimafia.

‘Ndrangheta, c’è molto da fare

 

Ribadita la forza criminale della organizzazione calabrese

ROMA. “La cattura dei latitanti, in Calabria, è un problema drammatico: quasi quotidianamente si ha notizia di latitanti di mafia arrestati, mentre in questa regione permane uno zoccolo duro di grandi ricercati, decisamente preoccupante, per numero e per qualità”. A lanciare l’allarme, davanti alla Commissione antimafia, è Vincenzo Macrì, magistrato della Direzione nazionale antimafia.

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NDRANGHETA/ LAMEZIA T., CONFISCA PER UN MILIONE A BOSS IANNAZZO

NDRANGHETA/ LAMEZIA T., CONFISCA PER UN MILIONE A BOSS IANNAZZO

NDRANGHETA/ LAMEZIA T., CONFISCA PER UN MILIONE A BOSS IANNAZZO

Fra i beni colpiti due ville

Lamezia Terme (CZ), 4 dic. (Apcom) – Beni per un milione di euro sono stati sequestrati e confiscati a Domenico Iannazzo, boss dell'omonima famiglia di Lamezia Terme (CZ), dall' Ufficio Misure di Prevenzione della Polizia Anticrimine della Polizia, che ha eseguito un provvedimento emesso dal Tribunale penale di Catanzaro.

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LA CALABRIA SI PUO’ ANCORA SALVARE?

 

CALABRIA: L'ASSOCIAZIONE «I QUARTIERI» DENUNCIA: «LA CALABRIA SI PUO' ANCORA SALVARE?»
(PRIMA) CALABRIA – L’Associazione “I quartieri della Calabria” ha dichiarato: “L’opinione pubblica calabrese si chiede, dopo il duplice omicidio di Petilia Policastro, quale futuro si prospetta per il Marchesato, ma soprattutto per gli equilibri della criminalità organizzata in quei territori e più in generale in Calabria.

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Mafia, 38 arrestati nel catanese, c’è figlio Santapaola

Mafia, 38 arrestati nel catanese, c’è figlio Santapaola

Mafia, 38 arrestati nel catanese, c'è figlio Santapaola

martedì, 4 dicembre 2007 12.37  

PALERMO (Reuters) – I carabinieri hanno arrestato nel Catanese 38 presunti affiliati a Cosa Nostra, in un'operazione per la quale sono state firmate 70 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Tra gli arrestati figurano il figlio di Nitto Santapaola e tre donne parenti di altri boss. Lo dicono fonti investigative.

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MORTO IN UN CONFLITTO A FUOCO IL BOSS DI GELA EMMANUELLO

MORTO IN UN CONFLITTO A FUOCO IL BOSS DI GELA EMMANUELLO

MORTO IN UN CONFLITTO A FUOCO IL BOSS DI GELA EMMANUELLO

 

ERA UNO DEI 10 SUPERLATITANTI

Daniele Emmanuello, il latitante di mafia morto in uno conflitto a fuoco con la polizia in provincia di Enna, avrebbe compiuto 44 anni il prossimo 23 luglio, ed era inserito nella lista dei 10 ricercati piu' pericolosi del ministero degli Interni. La sua latitanza era iniziata nel 1996, dopo la cattura dei reggenti dell'epoca, ed era coincisa con la sua ascesa ai vertici di "Cosa Nostra" in provincia di Caltanissetta. Con i suoi fratelli, Nunzio, Davide e Alessandro, tutti attualmente in carcere, aveva infatti costruito uno dei clan piu' potenti e organizzati della Sicilia sud-orientale, tanto da avere rapporti diretti con i principali capimafia di Catania e Palermo.

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‘Ndrangheta, uccisi due fratelli

'Ndrangheta, uccisi due fratelli

Crotone,erano figli di un boss detenuto

Due giovani, i fratelli Luigi e Francesco Comberiati, di 24 e 29 anni, sono stati uccisi a Petilia Policastro, un centro del crotonese, a colpi di arma da fuoco. I due fratelli, sono stati assassinati da un commando composto da due persone. Le vittime erano i figli di Vincenzo Comberiati, presunto capo dell'omonima cosca di Petilia Policastro, attualmente detenuto. Continua a leggere

A LAMEZIA TERME LA NOTTE ARANCIO

A LAMEZIA TERME LA NOTTE ARANCIO

A Lamezia Terme la notte è arancio
Arte, musica e teatro per il popolo birmano

di ALESSIA MANFREDI

Sabato 1 dicembre spettacoli, mostre, concerti dedicati alla lotta pacifica contro l'oppressione, per non dimenticare
E' la prima iniziativa del genere in Europa. Il sindaco: "Un segnale forte contro ogni perdita di libertà"

ROMA – Teatro, musica, mostre e si va avanti per tutta la notte. Questa volta però il bianco non c'entra: è arancio – come il colore dei monaci buddisti – la notte che Lamezia Terme dedica l'1 dicembre alla solidarietà con il popolo birmano in lotta per diritti umani. L'iniziativa è promossa dal comune della città calabrese insieme alle associazioni nazionali Libera e Amnesty International, con altre associazioni a livello locale – Pax Christi, Avviso Pubblico e Caritas – e coinvolge molti artisti nazionali e tanti gruppi calabresi e meridionali: da Ascanio Celestini a Daniele Silvestri, dai Tete de Bois ad Andrea Rivera, da Rocco Barbaro a Ulderico Pesce, solo per nominarne alcuni.


Mario Congiusta,Peppe Voltarelli,Andrea Rivera

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COSTI POLITICA/ REGIONE CALABRIA, GDF INDAGA SUI 530 PORTABORSE

COSTI POLITICA/ REGIONE CALABRIA,
GDF INDAGA SUI 530 PORTABORSE

Vogliono sapere se lavorano e cosa fanno (Quot. Calabria)

Vibo Valentia, 21 nov. (Apcom) – Alla Regione Calabria, tra giunta e consiglio, ci sono 530 collaboratori dei politici, fra segretari, autisti,capi struttura e altri co.co.co. Un esercito di portaborse (in media ciascun consigliere e assessore regionale ne ha 8-9 a disposizione) su cui sta svolgendo indagini la Guardia di Finanza su mandato della Procura della Corte dei Conti. Ne da notizia, oggi, il Quotidiano della Calabria.

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Salviamo il Murales della Memoria

Salviamo il Murales della Memoria

      

da Sud

WWW.dasud.it-info@dasud.it                                  

 

 

Comitato                                                                                                             

PRO murales
Teatro Gioiosa

 

Il Murales oggi 

01 dicembre 2007

COMUNICATO STAMPA

Il cantautore romano a Lamezia per il via alla campagna-restauro, con daSud Nino Racco, i Tetes de Bois e MovImenti.

“L’arte per ricordare Rocco Gatto”

L’impegno di Bertinotti e Silvestri 

“Il murales della memoria vivrà”

Messaggio del presidente della Camera a daSud:

lavoriamo per salvare il Quarto Stato dell’anti-‘ndrangheta 

 L’ok della scuola “Don Minzoni” Pittari: cammino comune

con associazione e Comitato civico  Centinaia firme per l’opera di Gioiosa Ionica

dal sindaco di Lamezia Giannetto Speranza

a Pietro Melia, giornalista Rai e scrittore 

Grandi artisti e uomini dello Stato, politici e militanti, insieme per salvare la memoria. L’appello per il restauro del murales di Gioiosa Ionica registra adesioni importanti. C’è il presidente della Camera Fausto Bertinotti, che ha voluto rispondere pubblicamente, assicurando il massimo sforzo. Ci sono giornalisti e creativi. Ci sono gli artisti di MovImenti, a cominciare dal grande cantautore romano Daniele Silvestri, che ha prestato il suo volto per il lancio della campagna-restauro. Arte e militanza. “Non dobbiamo dimenticare uomini come Rocco Gatto, quei calabresi onesti che il murales di Gioiosa Ionica rappresenta” ha motivato Silvestri.

L’Ha voluto sottolineare anche Fausto Bertinotti. Il presidente della Camera, dopo l’incontro a  Montecitorio con MovImenti (una rete di realtà nazionali e locali), ha aderito all’appello lanciato dall’associazione daSud insieme al “Comitato pro murales teatro Gioiosa”. Una campagna che la terza carica dello Stato ha paragonato alle iniziative di Danilo Dolci: “Diceva che la mafia occupa lo spazio vuoto tra lo Stato e il cittadino. È lo spazio che oggi, sviluppando con coerenza le implicazioni di quel pensiero – scrive Bertinotti nel messaggio indirizzato all’associazione daSud – occupa questo vostro percorso di recupero della memoria e di riaffermazione, attraverso il linguaggio dell’arte, delle ragioni della dignità della persona umana”.

Un percorso che ha già raccolto le adesioni di Francesco Forgione, presidente della commissione parlamentare antimafia, di Libera con don Luigi Ciotti, la direttrice dell’associazione Gabriella Stramaccioni e il presidente di Libera Informazione Roberto Morrione, ma anche del presidente della Fai Tano Grasso. Non è mancato l’impegno del sindaco di Lamezia Giannetto Speranza. Poi ancora partiti, associazioni, realtà locali e nazionali e tanti, tantissimi artisti. Impegno sentito e concreto dai Tetes de Bois con Andrea Satta in prima fila, del cantastorie Nino Racco, grande esempio di arte “contro”. E ancora i mitici “raccontastorie” Ascanio Celestini e Ulderico Pesce,  l’attore Giuseppe Cederna, il regista Pasquale Scimeca. Poi Peppe Voltarelli, gli Operai della Fiat 1100 e il Teatro della Ginestra. Senza dimenticare l’affetto di Stefania Grasso, Alfredo Borrelli e Mario Congiusta, parenti di vittime di mafia. E ancora centinaia di adesioni di semplici cittadini.Un percorso, soprattutto, fatto insieme a chi quel murales l’ha realizzato nel ’78. A dirigere il comitato civico è Corrado Armocida, uno degli artisti che ha impresso il Quarto Stato dell’anti-‘ndrangheta sulle pareti esterne del Teatro di Gioiosa Ionica, nell’estate del ’78. Un murales frutto del gemellaggio con gli artisti della Cgil di Milano, del Pci cittadino, un segno di ribellione a un anno dall’omicidio di Rocco Gatto, ucciso nel ’77 per non aver pagato il pizzo e denunciato le cosche. Insieme al comitato e a daSud i familiari di Rocco, con l’impegno in prima persona di Ciccillo Gatto. E poi ci sono la scuola “Don Minzoni”, con il direttore Giovanni Pittari pronto ad aderire all’appello e a unificare il proprio progetto di educazione alla legalità al percorso di restauro. Ma anche Pietro Melia, giornalista Rai e grande conoscitore della Locride, autore del primo libro sui fatti di Gioiosa Ionica e sulla vicenda di Rocco Gatto (Cessarè, scritto da Melia e Bruno Gemelli nel ’79).

Il recupero della memoria, ma anche il rilancio dell’antimafia, attraverso l’arte e la creatività. “Vogliamo mettere insieme politica, società civile e istituzioni, artisti e scrittori, giornalisti e storici – commenta daSud – sulla questione della memoria. Il murales di Gioiosa Ionica è un simbolo. Deve essere restaurato, per dare un segnale. Il punto di partenza per un nuovo movimento anti-‘ndrangheta”. Insieme all’appello, i promotori hanno lanciato una sottoscrizione. “Il contributo economico servirà a raggiungere la somma necessaria per realizzare il restauro" dicono dal comitato civico. E ci sono già dichiarazioni di adesione e contribuzioni. Versamento record dall’onorevole Peppino Lavorato (ex Pci, ora Sd), mitico sindaco della Rosarno contro le cosche.

Il Murales com'era

daSud e Comitato pro murales teatro Gioiosa

 

APPELLO PER IL MURALES DI GIOIOSA IONICA

Salviamo la memoria

della lotta alla ‘ndrangheta

La lotta per la democrazia e i diritti

passa anche dalla conservazione dei simboli

 

1978-2008

Restauriamo il murales a trent’anni dalla sua creazione

per opera degli artisti di Gioiosa Ionica e Milano

 

 

Rocco Gatto era un uomo perbene. Era un mugnaio calabrese, testardo e comunista, con la passione degli orologi e quasi un’ossessione per l’onesta. Rocco Gatto si ribellava ai soprusi, non pagava il pizzo e denunciava i mafiosi. La ‘ndrangheta l’ha ammazzato il 12 marzo 1977.

Per ricordare il suo sacrificio gli artisti della sezione del Pci di Gioiosa Ionica insieme a quelli vicini alla Cgil di Milano hanno realizzato un murales che campeggia dall’agosto del 1978 sulla facciata del teatro in piazza Vittorio Veneto a Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria. Fu una grande impresa collettiva, politica e artistica, autoorganizzata e autofinanziata. Per tutti i martiri dall’antimafia e, come scrissero gli artisti, “per la crescita civile e democratica di Gioiosa Ionica e del Meridione”.

 

Sta tutto lì, immortalato in un murales che rappresenta una sorta di Quarto Stato della lotta alla ‘ndrangheta, il movimento per la democrazia.

C’è la storia di Rocco Gatto, della sua sfida alle cosche e del suo sacrificio, e c’è suo padre Pasquale, uomo vecchio stampo che odia i compromessi che

dedica tutta la sua vita alla ricerca della giustizia. C’è il primo sciopero antimafia, quello di Gioiosa del 1975, e c’è la manifestazione oceanica del 1978, ci sono le prime costituzioni di parte civile nei processi di Gioiosa e quelle ultime, in sede civile di Rosarno. C’è il capitano dei carabinieri Gennaro Niglio, un uomo dello Stato di cui ci si poteva fidare davvero. C’è don Natale Bianchi, il prete del dissenso venuto dal nord che si batte per i diritti delle donne e contro i clan, che sfida la burocrazia della chiesa e il prete in odore di mafia don Stilo. Ma idealmente, su quel murales, c’è tutto il movimento antimafia calabrese, fatto di straordinarie battaglie, di cocenti sconfitte, di affermazioni di diritti e di morti ammazzati. Ci sono tutti i caduti della politica e del movimento, gli studenti e gli amministratori scomodi, gli imprenditori e  commercianti che hanno detto ‘no’ alle mazzette, i magistrati coraggiosi, i poliziotti e carabinieri onesti, le bambine e i bambini, semplici passanti e fieri oppositori delle cosche. Sono tanti, tantissimi. Decine e decine di vittime innocenti stanno nell’album di famiglia della lotta alla ‘ndrangheta. Il murales, simbolicamente, le ritrae tutte.

Dopo quasi trent’anni, il murales è ancora lì. Ma è sbiadito dal tempo, come se la memoria stesse per svanire. Stesse per chiudere per sempre quella pagina di storia. Come se il movimento antimafia stesse perdendo un pezzo di sé.

daSud e il Comitato pro murales teatro Gioiosa lanciano un appello e una sottoscrizione rivolta ai rappresentanti istituzionali, a partiti e sindacati, singoli politici, enti, alle associazioni, agli artisti, a tutti i cittadini. Serve l’aiuto di tutti, un gesto di impegno e generosità per restaurare il murales di Gioiosa e conservare questo pezzo di memoria dell’antimafia della Calabria, dell’Italia.

E’ un dovere, civile ed etico. Per Rocco Gatto, per tutti quelli che hanno combattuto la ‘ndrangheta, e hanno perso. E che l’hanno fatto per noi.

 

Per scaricare l’appello: www.dasud.it

Per aderire: info@dasud.it

Per contribuire: C/C Postale n. 73340903 intestato a “Comitato pro murales teatro Gioiosa”. Causale “Campagna restauro Murales”. Per bonifici: Abi 7601 Cab 16300

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