Faida di San Luca, arrestato il boss Paolo Nirta

Faida di San Luca, arrestato il boss Paolo Nirta

Accusato di associazione mafiosa

Faida di San Luca, arrestato il boss Paolo Nirta

 Considerato il reggente dell'ononima cosca, il 31enne è stato catturato in una casa della cittadina aspromontana. Era ricercato nell'ambito di una delle due operazioni condotte dopo la strage di Duisburg

Reggio Calabria, 7 ago. (Adnkronos/Ign) – E' finita la latitanza di Paolo Nirta, 31 anni, considerato il reggente della cosca Nirta-Strangio di San Luca. Accusato di associazione mafiosa, era ricercato nell'ambito di una delle due operazioni condotte contro le cosche di San Luca dopo la strage di Duisburg.

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OMICIDIO CONGIUSTA L’ INDAGINE SUI COSTA PARTI DALL OPERAZIONE MITHOS

Locri Il processo in assise per l’uccisione del commerciante

Omicidio Congiusta L’indagine sui Costa partì dall’operazione“Mithos” del 2004 

Rocco Muscari per Gazzetta del Sud

Locri L’operazione “Lettera Morta” si sviluppa nel corso del 2003 partendo da un’intercettazione ambientale captata nel corso delle indagini condotte dai carabinieri di Soverato e coordinate dalla Dda di Catanzaro, conclusasi nell’operazione denominata “Mithos”, scattata a settembre del 2004, che ha portato all’arresto di novanta sodali appartenente al gruppo “Gallace-Novella” di Guardavalle.

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PROCESSO CONGIUSTA Scarfò e l’imposizione del pizzo

PROCESSO CONGIUSTA Scarfò e l’imposizione del pizzo

Locri. In aula i carabinieri di Soverato parlano della lettera estorsiva al suocero di Congiusta 

Scarfò e l’imposizione del pizzo 

Tommaso Costa

Fu la moglie di Tommaso Costa a far recapitare la missiva

 

   

Udienza a favore della Pubblica Accusa quella svoltasi ieri in Corte d’Assise a Locri, presieduta dal giudice Bruno Muscolo con a latere il togato Frabotta ed inerente la barbara uccisione del giovane imprenditore sidernese Gianluca Congiusta.

 

 

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Gianluca fu ucciso “a freddo”

Gianluca fu ucciso “a freddo”

Gianluca fu ucciso “a freddo” 

Processo per il delitto Congiusta. In aula il medico che effettuò l’autopsia 

 Probabilmente Gianluca Congiusta non percepì il pericolo nel momento in cui il killer che aveva avuto il compito di ucciderlo stava mettendo in atto il suo proposito.A questa parziale (la certezza assoluta non c’è) conclusione è arrivato l’anatomo-patologo,Massimo Rizzo che compì l’autopsia.

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PROCESSO CONGIUSTA TRE INTIMIDAZIONI AI FUTURI SUOCERI

PROCESSO CONGIUSTA TRE INTIMIDAZIONI AI FUTURI SUOCERI

Siderno. Il referto del medico legale all’udienza del processo Congiusta 

Il killer ha sparato da vicino  

Tre intimidazioni ai futuri suoceri di Gianluca 

I CONIUGI ANTONIO SCARFO' e RASO GIROLAMA

di PINO LOMBARDO per il Quotidiano

 SIDERNO – 28 luglio 2008 

La drammatica sera del 24 maggio 2005 Gianluca Congiusta fu fulminato all’istante, (non ebbe contezza di quanto stava accadendogli), da un devastantecolpo di fucile caricato a pallettoni sparatogli da distanza ravvicinata, (tra i 50 centimetri ed un metro sottolineava il perito), da un sicario che si trovava seduto su un mezzo, (moto od auto,difficile stabilirlo), ed aveva affiancato la BMW sulla quale viaggiava lo sfortunato imprenditore sidernese. 

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Le statistiche sull’attività a Montecitorio

Le statistiche sull’attività a Montecitorio

Le statistiche sull'attività a Montecitorio

La Bindi e la Napoli deputate modello


Francesco Bongarrà
ROMA

Mariella Bocciardo, Remigio Ceroni, Paola Frassinetti, Maurizio Lupi e Gaetano Nastri, tutti del PdL, e Rosy Bindi del Pd sono i sei «stakanovisti» dell'Aula di Montecitorio: hanno infatti partecipato a tutte le votazioni che si sono tenute in Assemblea dalla prima seduta della XVI legislatura alla più recente, che si è tenuta giovedì.

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RIVIVE IL QUARTO STATO DELL’ANTI NDRANGHETA

RIVIVE IL QUARTO STATO DELL’ANTI NDRANGHETA

RIVIVE IL QUARTO STATO DELL’ANTI-NDRANGHETA

“Il murales di Gioiosa Ionica, il Quarto Stato dell’anti-‘ndrangheta è il dipinto che racchiude dentro di sé tutte le storie di resistenza alle cosche, tutte le lotte per l’affermazione dei diritti civili e sociali. I volti raffigurati sono i volti di Rocco Gatto e di tutte le vittime innocenti della ‘ndrangheta, sono i volti di tutti i calabresi onesti, di chi non si rassegna allo strapotere delle cosche, ai legami perversi tra Stato e anti-stato, di chi non dimentica. Abbiamo raggiunto un risultato, è un nuovo punto di partenza”.

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