Gianluca fu ucciso “a freddo”

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Gianluca fu ucciso “a freddo” 

Processo per il delitto Congiusta. In aula il medico che effettuò l’autopsia 

 Probabilmente Gianluca Congiusta non percepì il pericolo nel momento in cui il killer che aveva avuto il compito di ucciderlo stava mettendo in atto il suo proposito.A questa parziale (la certezza assoluta non c’è) conclusione è arrivato l’anatomo-patologo,Massimo Rizzo che compì l’autopsia.

Il dottor Rizzo è stato ieri ascoltato come teste indicato dal pubblico ministero Antonio De Bernardo dalla corte d’assise,presieduta da Bruno Muscolo. Il professionista ha spiegato che Congiusta che era alla guida di una BMW,intento a rientrare a casa,non scorse il mezzo che affiancò la sua macchina.

Al momento dell’esplosione del colpo di fucile caricato a pallettoni il giovane commerciante,dunque,non ebbe nemmeno il tempo di mettere in atto alcun tentativo per salvarsi dalla morte violenta. 

In questa ricostruzione c’è una piccola traccia di consolazione per i familiari del giovane imprenditore assassinato: Gianluca, del cui assassino risponde Tommaso Costa,non dovrebbe aver sofferto. Almeno questo. 

Dopo il medico, di scena il maresciallo Antonio Avena della compagnia dei Carabinieri di Locri. L’investigatore ha risposto su alcune denunce presentate dai futuri suoceri di Gianluca Congiusta, in relazione ad alcune intimidazioni subite, con evidenti finalità estorsive. 

E sulla stessa materia ha risposto il maresciallo Luigi Zeccardo,Comandante della stazione Carabinieri di Siderno. La cronaca ha poi registrato la richiesta (accolta) dell’avvocato maria tripodi, dell’acquisizione delle denunce presentate da Gianluca Congiusta in ordine ad alcuni furti di telefonini(le denunce risalgono al 7 giugno,al 25 agosto ed al 31 agosto del 2001).

Un’altra denuncia su un furto di una vecchia cinquecento sarà presentata e molto probabilmente accolta alla prossima udienza.Da parte del PM non c’è stata opposizione ma solo la sottolineatura dell’inutilità degli atti. 

Infine dai banchi della difesa la richiesta di rimandare a settembre,dopo la pausa estiva,la prossima udienza.Richiesta respinta dal Presidente della corte,Bruno Muscolo,che ha ritenuto assolutamente necessario lo svolgimento dell’udienza prevista per dopodomani.

In lista quattro  testi indicati dall’accusa.L’esame più lungo si preannuncia quello del Capitano dei Carabinieri Tocci,comandante della compagnia di Soverato.

Tocci è colui che ha indagato molto sulla cosca costa di Siderno,da sempre accusata di avere referenti di alto livello nella cittadina ionica.Il suo esame non partirà probabilmente da questo punto ma da molto prima.

E’ ipotizzabile che i racconti (pare che il suo lavoro sia contenuto in oltre 4 mila pagine) dell’ufficiale dell’Arma meritino una rigorosa ricostruzione.

 ENZO ROMEO

e.romeo@calabriaora.it