
Sito Ufficiale Associazione Gianluca Congiusta onlus

Palermo, 10 novembre 2008 – "È una grande vittoria. Abbiamo vinto noi e più di noi ha vinto Giuseppe perchè al 70 per cento ha sterminato la mafia. Dobbiamo dirgli grazie tutti. È difficile essere qui ma dovevo esserci": sono le appassionate parole di Franca Castellese, mamnma del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore Mario Santo Di Matteo, sequestrato e poi ucciso e sciolto in un bagno di acido nel 1998 su mandato di Giovanni Brusca.MAFIA: ALFANO, IL 41 BIS MAI COSI' DURO ED EFFICACE
Il 41 bis "diventa una norma ancora piu' dura per chi e' accusato di associazione mafiosa". Ad esporre le novita' del carcere duro, e' stato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, oggi a Ragusa.
Reggio Calabria. A3, le aziende chiedono la presenza dell’Esercito
Scritto da GIOVANNI VERDUCI –
Il Quotidiano della Calabria 9/11/2008
REGGIO CALABRIA – L’esercito nei cantieri. Le aziende che stanno conducendo i lavori per l’ammodernamento dell’autostrada “Salerno-Reggio Calabria” hanno parlato chiaro.


(AGI) – Ragusa, 8 nov. – Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, oggi al castello di Donnafugata (Ragusa) per la festa della Polizia penitenziaria, ha parlato delle leggi antimafia e si e’ soffermato sui provvedimenti riguardanti la giustizia e la sicurezza varati dal Governo Berlusconi. Il guardasigilli ha ricordato, tra l’altro, le ultime operazioni delle forze dell’ordine e della magistratura: il sequestro di 100 milioni ai successori di un mafioso, che “non sarebbe stato possibile perche’ deceduto, malgrado le indagini abbiano evidenziato la presenza di illeciti, ma che e’ stato invece compiuto grazie al Pacchetto sicurezza.
Da: Il Sole 24 Ore di Domenica 9 Novembre 2008
Giustizia. Applicata la novità
Al boss criminale
negato il gratuito
patrocinio
Roberto Galullo
REGGIO CALABRIA – Con il danno è stata evitata anche la beffa: il 6 novembre, ma la decisione si è conosciuta solo ieri, la Corte d'assise di Locri (Reggio Calabria) ha revocato il beneficio del gratuito patrocinio a spese dello Stato al mafioso calabrese Tommaso Costa, boss dell'omonima cosca.
Non solo. Il giudice Bruno Mascolo ha anche disposto la trasmissione delle cinque pagine della sentenza all'ufficio del Gip (il Giudice per le indagini preliminari) per "il recupero delle eventuali spese anticipate dall'erario".
Processo Congiusta
Revocato il gratuito patrocinio a Costa

Il personaggio
Girolama Raso: «Chi mi dice
che ci abbia minacciato Costa?»
LOCRI Arriva in compagnia del figlio, con Mario Congiusta neppure un saluto.
Di qua lei, di là lui.
Due estranei.
Anche con Alessandra e Roberta, le sorelle di Gianluca. Nemmeno uno sguardo.
Niente.
Tutto inizia con lei e il marito che decidono di non costituirsi parte civile:
«Ce l’hanno con noi perché non ci siamo costituiti parte civile.Ma io come faccio a costituirmi parte civile? E se Tommaso Costa non c’entrasse nulla nella vicenda? E se quella lettera con su scritto Tommaso non l’avesse spedita lui?
Non sono mai venuti a minacciarci di persona, i Costa.

Processo Congiusta,la corte revoca il gratuito patrocinio a Tommaso Costa
Rocco Muscari per Gazzetta del SudLocri
Svolta normativa nel processo per l’omicidio di Gianluca Congiusta. La Corte d’assise di Locri, presiedente Bruno Muscolo, a latere Piercarlo Frabotta, ha revocato d’ufficio il gratuito patrocinio a Tommaso Costa, accusato di associazione a delinquere e di aver organizzato l’azione criminosa.
La Corte ha accolto la richiesta del pm Antonio De Bernardo, ritenendo fondato il principio della legge 125 del 24 luglio 2008 nella quale il legislatore poneva un limite al gratuito patrocinio, ovvero al pagamento da parte dello Stato delle parcelle dei legali degli imputati stabilendo l’esclusione, “a prescindere dai limiti del reddito”, di tutti gli ascritti che risultino condannati con sentenza definitiva per i reati di associazione a delinquere e per traffico di sostanze stupefacenti.

Processo Congiusta Lettera estorsiva inviata ad Antonio Scarfò
Lettera estorsiva inviata il 19 dicembre 2003 ad Antonio Scarfò e ricevuta,qualche giorno prima del Natale 2003 dalla moglie Gerolama Raso. Letta ieri in aula dal presidente e riconosciuta nei contenuti dalla signora Raso.

l'industriale antonio scarfò
Signor Scarfò sono stato delegato da Tommaso Costa a farvi un discorso per motivi che comprenderà ho preferito fare così.

Processo Congiusta. In aula la futura suocera di Gianluca.Il marito, antonio scarfò,assente
Le contraddizioni della Raso
Risposte poco chiare sulla missiva

girolama raso
Della lettera estorsiva ricevuta qualche giorno prima del Natale 2003, la signora Gerolama Raso,ne aveva parlato con Gianluca Congiusta,suo futuro genero,che si era fatto una fotocopia e con i figli e la nuora,ma non aveva detto alcunché al marito,Antonio Scarfò,vero destinatario della missiva estorsiva che, come è detto nell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Tommaso Costa, quest’ultimo, dalle carceri di Palmi dove si trovava ristretto, aveva inviato alla propria moglie affinché la spedisse per farla ricevere da Antonio Scarfò.
Questa la sostanziale novità emersa ieri dall’esame della donna condotto dal sostituto procuratore della Direzione Distrettuale reggina,Antonio De Bernardo, in Corte d’Assise di Locri,presieduta dal giudice Bruno Muscolo con a latere il togato Frabotta, nell’ambito del procedimento penale relativo il barbaro assassinio di Gianluca Congiusta e che vede alla sbarra Tommaso Costa, accusato di associazione di stampo mafioso nonché anche di aver organizzato l’assassinio del giovane,e Giuseppe Curciarello accusato solo di associazione a delinquere di stampo mafioso. Continua a leggere