A3 LE IMPRESE CHIEDONO ESERCITO

Print Friendly

Reggio Calabria. A3, le aziende chiedono la presenza dell’Esercito 

Scritto da GIOVANNI VERDUCI –

 Il Quotidiano della Calabria 9/11/2008 

REGGIO CALABRIA – L’esercito nei cantieri. Le aziende che stanno conducendo i lavori per l’ammodernamento dell’autostrada “Salerno-Reggio Calabria” hanno parlato chiaro.

Durante l’incontro avuto con il prefetto di Reggio Calabria, Francesco Musolino, hanno avanzato questa precisa richiesta. L’associazione di imprese, che ha messo insieme i due colossi del settore Impregilo e Condotte, vuole un presidio costante dell’esercito dentro i cantieri per la realizzazione del quinto macrolotto dell’A3 (quello compreso fra gli svincoli di Scilla e di Bagnara).
La richiesta è stata avanzata ufficialmente dai responsabili della Ati, nel corso della riunione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza che si è tenuto giovedì scorso presso la Prefettura di Reggio Calabria. Una presa di posizione ferma e decisa quella assunta dai vertici di Impregilo e Condotte, maturata all’indomani dell’ennesi – mo atto criminale che si è registrato presso uno dei cantieri per l’ammoderna – mento della “Salerno-Reggio Calabria”.
Nei giorni scorsi, infatti, due persone con il volto travisato ed armati di fucile avevano minacciato alcuni dipendenti, al lavoro lungo la “Pista 21”, finendo per mandarne uno in ospedale.
Un atto grave che ha suscitato l’indignazione delle organizzazioni sindacali e della classe politica calabrese.
Domani pomeriggio, fra le altre cose, la Cgil ha organizzato un’assemblea presso il cantiere di Bagnara (aperto dalla Cossi), i cui dipendenti sono stati aggrediti, minacciati e feriti. E’ di ieri, poi, la dura presa di posizione di Francesco Maviglia, segretario responsabile della Feneal- Uil.
In controtendenza rispetto agli altri, Francesco Maviglia “suggerisce” al prefetto Musolino di promuovere un’iniziativa volta ad “assegnare nuove risorse e nuovi strumenti di prevenzione alle Istituzioni già operanti sul territorio, magari anche attraverso misure specifiche che attribuiscano più pervicaci poteri di indagine nell'attività di repressione del fenomeno mafioso”.
“Il messaggio che gli atti di intimidazione fino ad oggi registrati ai danni delle imprese – dice Maviglia – è chiaro a tutti: il territorio è sottoposto ad un insopportabile controllo malavitoso. Chi non si adegua o si ribella subisce il danneggiamento.
Ma questa volta (e purtroppo non è la prima) si è superato il limite! Questa segreteria provinciale invoca una risposta adeguata, tempestiva e risoluta a tutela dei lavoratori e delle ditte, che non possono e non devono sostenere da sole questa battaglia, che appartiene prima di tutto alle Istituzioni e poi a tutta la società civile”. “L'indolenza delle prime e l'apatia della seconda – prosegue – aumenterebbe in maniera esponenziale il senso di abbandono che, oggi, stanno patendo le imprese affidatarie e renderebbe concreto il rischio paventato dal Presidente delle Giunta Regionale, Agazio Loiero, di un abbandono in massa dei cantieri dell'A3”.
“In quest'ottica la Feneal- Uil da sempre impegnata a difendere i diritti e le condizioni di lavoro degli operai edili – dice ancora – presente con i propri iscritti sui cantieri del tratto autostradale, riconosce lo sensibilità e l'impegno fino ad oggi manifestato dall'Ufficio Territoriale del Governo, ed in particolare dal suo massimo esponente, il Prefetto Musolino, sempre disponibile al confronto con il mondo del lavoro ed aperto al dialogo con le porti sindacali, tuttavia ritiene che non si possa più assistere indolenti alle aggressioni in atto, ed allora meglio sarebbe ad avviso di questo scrivente assegnare nuove risorse e nuovi strumenti di prevenzione alle Istituzioni già operanti sul territorio, magari anche attraverso misure specifiche che attribuiscano più pervicaci poteri di indagine nell'attività di repressione del fenomeno mafioso”.
  

il pensiero di ucceo goretti

Basta parole, se vogliamo A3 e 106 esercito subito!

Maviglia ed altri, continuano a chiedere rafforzamento delle Forze dell’Ordine già presenti sul territorio e maggiori mezzi.

Posto che, il Ministero dell’interno non ha al momento né uomini né mezzi, Maviglia ed altri traggano le conclusioni e chiedano le cose possibili.

La presenza de reparti speciali dell’esercito (altro non sono che corpi di Polizia)libererebbe tanti uomini delle Forze dell’Ordine,che potrebbero essere impiegati nel contrasto alla criminalità.

Con il bla bla bla l’autostrada non si fa! La 106 non si fa!

Ma alla fine a chi dà fastidio l’esercito?

ucceo goretti