
IPSE DIXIT
a cura di Lorenzo Frigerio
Pertini: «I corrotti ed i disonesti
sono indegni di appartenere al
popolo italiano»
Sito Ufficiale Associazione Gianluca Congiusta onlus


IPSE DIXIT
a cura di Lorenzo Frigerio
Pertini: «I corrotti ed i disonesti
sono indegni di appartenere al
popolo italiano»


Dove sta andando la Chiesa italiana? C’è un’alternativa all’opposizione inconciliabile fra anticlericali e devoti?


L’ex consigliere regionale Franco La Rupa è stato condannato a 7 anni di reclusione ed un ex assessore del Comune di Amantea, Tommaso Signorelli, a 6, dal tribunale di Paola al termine del processo di primo grado scaturito dall’operazione Nepetia contro i presunti appartenenti alla cosca di ‘ndrangheta dei Gentile di Amantea (Cosenza) che, secondo l’accusa, aveva tentato di infiltrarsi nelle istituzioni, condizionandone l’attività.

Ex sindaco di Gela, vicepresidente della commissione speciale antimafia dell’Unione Europea, Rosario Crocetta si appresta a diventare il nuovo presidente della Regione Sicilia. Una grande vittoria per il “sindaco antimafia”, come si definì lui stesso: Crocetta è infatti noto per le sue battaglie a favore della legalità e, dall’elezione a sindaco di Gela, vive sotto scorta. Sfuggito a tre attentati e nel mirino dei clan mafiosi da anni, è balzato agli onori della cronaca anche per essere stato il primo sindaco in Italia dichiaratamente gay. Una storia, quella di Crocetta, che racconta un volto della Sicilia lontano dai soliti cliché e stereotipi e che lo potrebbe portare ai vertici della politica regionale.

In attesa della mobilitazione di venerdì 9 novembre, alle ore 15, davanti al Palazzo del Consiglio regionale a Reggio Calabria, una rappresentanza delle DCR ha incontrato i giornalisti nella Sala Giunta del Comune di Catanzaro.
Si parte dall’APPELLO “LA CALABRIA CHE NON CI STA”
La Calabria che non ci sta vuole riprendersi il proprio futuro – scirocconews
La Calabria che non ci sta prende posizione, appello delle donne calabresi in rete – Catanzaro informa
Il «no a Scopelliti» delle donne calabresi – Corriere della Calabria
.Nelle carte di Reggio Calabria spunta il nome di Guaglianone
..) Si parla di aziende che passano di mano in mano, di immobiliari, autonoleggi. E di uno strano ufficio in via Durini già finito sui giornali nell’inchiesta sugli affari sporchi della Lega Nord.Il politico milanese di cui si parla nel rapporto è Pasquale Guaglianone, ma a Milano tutti lo conoscono come Lino. Un passato da ultrà di destra, grande passione per le arti marziali e per il business immobiliare.
di | 28 ottobre 2012

Le chiama riflessioni sullo scioglimento del consiglio comunale di Reggio Calabria. In realtà sono degli attacchi violenti contro il ministro Cancellieri e i commissari che hanno redatto la pesantissima relazione su Palazzo San Giorgio. L’ormai ex sindaco Demetrio Arena ha annunciato ricorso al Tar contro il provvedimento del Consiglio dei ministri che il 9 ottobre scorso ha deciso per lo scioglimento dell’amministrazione comunale di centrodestra perché contigua alla ‘ndrangheta.


di Danilo Sulis
Lunedì 29 ottobre a Palermo nell’aula bunker del carcere Pagliarelli si svolgerà la prima udienza del processo sulla trattativa Stato-Mafia istruito dalla Procura di Palermo. Contemporaneamente sit-in in tutta Italia a sostegno dei magistrati di Palermo.


Don Luigi Ciotti e Mario Congiusta
Torino, 26 ott. (Adnkronos) – Il tribunale di Torino ha ammesso stamattina la costituzione di parte civile dell’associazione Libera di don Luigi Ciotti nel processo Minotauro contro la ndrangheta in Piemonte che si sta svolgendo a Torino presso l’aula bunker le Vallette. Per l’associazione Libera, gia’ parte civile in altri processi contro i clan mafiosi e’ la prima volta al Nord Italia.


Parte dal cuore della Locride, territorio calabrese dominato dalla ‘ndrangheta, la nuova tivù tutta al femminile fondata da Raffaella Rinaldis, 38 anni, nativa di Chivasso ma calabrese di adozione, che in un solo colpo ha stabilito un doppio record: essere la prima donna in Calabria a fondare un’emittente e dirigere una redazione prevalentemente femminile.