A tu per tu con il pm della Dda Antonio De Bernardo

A tu per tu con il pm della DDA Antonio De Bernardo

di Noemi Azzurra Barbuto

Sono i sostituti procuratori della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), istituita presso la Procura della Repubblica del tribunale di ventisei capoluoghi di distretto di Corte d’appello, i quali, in tutta Italia, si impegnano quotidianamente nella lotta alla criminalità organizzata.

Ecco cosa significa davvero “dedicare la propria vita al lavoro”: non si tratta soltanto delle numerose ore, sia diurne che notturne, trascorse ad indagare, ad interrogare, a studiare, a ricostruire ogni parola, ogni gesto, ogni fatto, in cerca della verità; ma anche e soprattutto della perdita, volontaria ma non per questo meno sofferta, di tante piccole libertà che noi diamo per scontate e che, in effetti, tali dovrebbero essere anche per coloro che stanno sul fronte della legalità.

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“Ricompriamo l’auto a Antonino Monteleone”- Qui il numero della Postepay

“Ricompriamo l’auto a Antonino Monteleone”- Qui il numero della Postepay

 

“Ricompriamo l’auto a Antonino Monteleone”

Nel solidarizzare con il giornalista Mario Congiusta chiede l’intervento di

tutta la società civile


“Piena solidarietà e vicinanza a Antonino Monteleone, giovane giornalista coraggioso, ed espressione di quella nuova generazione che non abbassa la testa di fronte alla feroce morsa del malaffare calabrese”. Queste le parole di Mario Congiusta, che si mette virtualmente al fianco di Antonino Monteleone, vittima di un vile attentato la scorsa notte.

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L’amaro sfogo di Roberta Congiusta

L’amaro sfogo di Roberta Congiusta

La sorella di Gianluca in aula attacca i parenti della fidanzata del fratello assassinato nel 2005

L’amaro sfogo di Roberta Congiusta

«La famiglia Scarfò in questo processo avrebbe dovuto essere al nostro fianco»

di PASQUALE VIOLI

LOCRI –“La famiglia Scarfò in questo processo sarebbe dovuta essere al nostro fianco, seduta in aula con noi, perché davanti a questa Corte si sta chiedendo giustizia anche per loro, e invece qui non c’è nessuno, sembra che alla famiglia Scarfò di sapere perché è morto Gianluca non importi nulla”.
E’ lo sfogo amaro di Roberta Congiusta, sorella di Gianluca, l’imprenditore ucciso a Siderno il 24 maggio del 2005 e che è stata la testimone chiave dell’udienza di ieri nel processo che vede imputato per omicidio Tommaso Costa.Il richiamo ai suoceri della vittima è chiaro, il suo è quasi un appello, perché Antonio Scarfò e la signora Girolama Raso, secondo la teste, non hanno detto tutta la verità.

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Processo Congiusta, tocca a Roberta

Processo Congiusta, tocca a Roberta

«Con gli Scarfò non ho più rapporti, non capisco il loro atteggiamento»

Rocco Muscari

Locri

Dopo l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare contro Tommaso Costa, ritenuto il presunto mandante ed esecutore materiale dell’omicidio di Gianluca Congiusta, avvenuta nel gennaio 2007 nell’ambito dell’operazione “Lettera Morta”, tra la famiglia della vittima e quella della fidanzata non ci sono stati più rapporti.

Il dato è emerso nel corso dell’escussione di Roberta Congiusta, sorella della vittima, davanti alla Corte d’assise di Locri. La teste, rispondendo alle domande poste dall’avvocato Maria Tripodi, nell’interesse di Costa, ha sottolineato che con la famiglia Scarfò ogni rapporto, sebbene non fosse «mai stato intimo», è completamente cessato: «Non riesco a capacitarmi i motivi – ha riferito Roberta Congiusta – anche perché loro dovevano essere qui con noi in questo processo, anche perché sono parte lesa e si sta facendo luce sulle intimidazioni che loro hanno subito nel corso degli anni».

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Distrutto dalla ‘ndrangheta e abbandonato dallo Stato

Distrutto dalla ‘ndrangheta e abbandonato dallo Stato

La svolta arriva nella notte tra il 9 e il 10 settembre del 2007, quando il suo negozio di prodotti informatici viene devastato da un’esplosione. E’ l’atto eclatante. Prima e dopo, però, la vita di Salvatore D’Amico, 39enne commerciante

di Reggio Calabria, assume, connotati inquietanti e drammatici. L’attentato dinamitardo subito dall’attività commerciale di Salvatore D’Amico è solo l’atto finale di una lunga serie di brutti ed inequivocabili segnali, minacce e danneggiamenti. Episodi che D’Amico denuncia ai Carabinieri: si va dalle cartucce di fucile e di pistola posizionate nei pressi dell’attività commerciale (sita sulla via Nazionale di Archi, ndi), al rinvenimento di una bottiglia contenente liquido presumibilmente infiammabile, fino alle minacce telefoniche tramite sms.

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Dichiarazioni di Don Luigi Ciotti sul CdM di Reggio Calabria

Dichiarazioni di Don Luigi Ciotti sul CdM di Reggio Calabria

Dichiarazioni di Don Luigi Ciotti sul CdM di Reggio Calabria
L’istituzione dell’ Agenzia Nazionale sui beni confiscati per rendere piu’ efficace, veloce ed incisiva la legge sulla confisca dei beni dalla fase del sequestro a quella della destinazione d’uso va nella direzione che Libera chiede da  anni. Un’ agenzia che deve accorciare i tempi e ridare ordine a tutta questa materia ma che deve essere accompagnata da ulteriori provvedimenti come un testo unico in materia della confisca dei beni; il rafforzamento degli strumenti per le indagini patrimoniali e non ultimo, che venga data concreta attuazione a quella norma approvata nella Finanziaria del 2006 che prevede la confisca dei beni ai corrotti ed il loro riutilizzo ai fini sociali di cui non sappiamo piu’ nulla.

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Procura di Locri, il «giocattolo rotto»

Procura di Locri, il «giocattolo rotto»

Carbone allarga le braccia: «Se tutto va bene avremo rinforzi… nel 2012»


Rocco Muscari

Locri

La Procura della Repubblica di Locri torna all’anno zero, almeno sul piano dell’organico. Un’amara constatazione dopo che in questi ultimi mesi sono stati ben cinque i sostituti procuratori che hanno lasciato l’avamposto inquirente della Procura che ha giurisdizione sulla Locride, il territorio delle consorterie criminali ‘ndraghetistiche ritenute più pericolose d’Italia.

Lo svuotamento della Procura è iniziato alcuni mesi fa con il trasferimento delle dottoresse Ilaria Auricchio e Monica Gargiulo. Si completerà a fine mese con il cambiamento di sede di Federica Fortunati, Giorgia De Ponte e Giovanna Cannarile. Rimangono in “trincea” i pubblici ministeri Rosanna Sgueglia e Federico Nesso, coordinati dal procuratore Giuseppe Carbone.

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Per non dimenticare ed affinchè non succeda più

Per non dimenticare ed affinchè non succeda più

Per non dimenticare affinchè non succeda più

“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, ‘Giorno della Memoria’, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.”

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