Lo scontro infinito

Lo scontro infinito

Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Palamara risponde ai duri attacchi del premier: “Mettere in maniera così violenta in discussione una funzione dello Stato rischia veramente di sovvertire quelli che sono gli equilibri, ogni inchiesta della magistratura viene strumentalizzata”. La replica del portavoce del Pdl Capezzone: “E’ la parte politicizzata della magistratura a determinare il rischio di sovvertire l’equilibrio delle istituzioni”

Berlusconi – magistrati, dopo il comizio di ieri e il “lancio” di una commissione parlamentare d’inchiesta da parte del premier, prosegue il match a distanza. I toni aspri fanno pensare a un inizio “ufficiale” della campagna elettorale. E’ giunta oggi al premier la dura risposta dell’Associazione nazionale magistrati. “Mettere in maniera così violenta in discussione una funzione dello Stato rischia veramente di sovvertire quelli che sono gli equilibri”. È la risposta di Luca Palamara, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, agli ultimi attacchi del premier alle toghe. “Ogni inchiesta della magistratura – aggiunge Palamara intervistato da Sky Tg24 – viene strumentalizzata, si attribuisce un colore ad ogni inchiesta: non vorrei che si dimenticasse il ruolo fondamentale che la funzione giudiziaria ha in uno stato democratico”.

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“La mia generazione ha perso”

Da “La mia generazione ha perso” (2001)

“Il potere dei più buoni” (G.Gaber)

La mia vita di ogni giorno è preoccuparmi di ciò che ho intorno…
sono sensibile ed umano probabilmente sono il più buono…
ho dentro il cuore un affetto vero per i bambini del mondo intero…
ogni tragedia nazionale è il mio terreno naturale….
perché dovunque c’è sofferenza sento la voce della mia coscienza…

Penso ad un popolo multirazziale ad uno stato molto solidale…
che stanzi fondi in abbondanza perché il mio motto è l’accoglienza…
penso al problema degli albanesi, dei marocchini, dei senegalesi…
bisogna dare appartamenti ai clandestini e anche ai parenti…
e per gli zingari degli albergoni coi frigobar e le televisioni…

È il potere dei più buoni…
è il potere dei più buoni…
son già iscritto a più di mille associazioni…
è il potere dei più buoni…
ed organizzo dovunque manifestazioni…

È il potere dei più buoni…
è il potere dei più buoni…
è il potere… dei più buoni…

La mia vita di ogni giorno è preoccuparmi di ciò che ho intorno…
ho una passione travolgente per gli animali e per l’ambiente…
penso alle vipere sempre più rare ed anche al rispetto per le zanzare…
in questi tempi così immorali io penso agli habitat naturali…
penso alla cosa più importante che è abbracciare le piante…

Penso al recupero dei criminali, delle puttane e dei transessuali…
penso allo stress degli alluvionati, al tempo libero dei carcerati…
penso alle nuove povertà che danno molta visibilità…
penso che è bello sentirsi buoni usando i soldi degli italiani…

È il potere dei più buoni…
è il potere dei più buoni…
costruito sulle tragedie e sulle frustrazioni…
è il potere dei più buoni…
che un domani può venir buono per le elezioni…

È il potere dei più buoni…
è il potere dei più buoni…
è il potere… dei più buoni…

“Dimenticati.Vittime della ‘ndrangheta”. Storia di donne e uomini assassinati in Calabria

“Dimenticati.Vittime della ‘ndrangheta”. Storia di donne e uomini assassinati in Calabria

“Dimenticati.Vittime della ‘ndrangheta”. Storia di donne e uomini assassinati in Calabria

29/09/2010, 12:20 a cura di Giuseppe Corasaniti

 

 

In tutte le librerie da OTTOBRE 2010

Un mugnaio con la passione per gli orologi e un testardo assessore comunale, il bassista di un gruppo reggae e un medico con il vezzo della scrittura, un dirigente del Partito comunista che insegna Lettere e un fotografo con un passato da calciatore, un commerciante di auto che non fa lavorare nessuno in nero e un funzionario di banca che chiede garanzie quando concede i prestiti, una professoressa delle scuole medie e uno studente nigeriano che fa il parcheggiatore abusivo… in un Paese normale, queste donne e questi uomini – magistrati, attivisti politici, carabinieri, comuni cittadini e addirittura bambini – rappresenterebbero solo un ordinario spaccato di società civile.

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Riuscita la manifestazione contro la ‘ndrangheta

Riuscita la manifestazione contro la ‘ndrangheta

Riuscita la manifestazione contro la ndrangheta

28 settembre 2010

By Redazione Malitalia

(di Francesca Viscone)

Reggio Calabria. Si sono inchinati davanti alla sede de il Quotidiano della Calabria, i partigiani dell’Anpi, intonando Bella Ciao e riconoscendo così in tutti i giornalisti minacciati il nuovo simbolo della Resistenza. La manifestazione No ’ndrangheta, organizzata dal giornale per esprimere solidarietà ai magistrati che rischiano la vita, ha visto scendere in piazza migliaia di persone. Oltre quarantamila, questa la cifra ufficiale. Che qui vuol dire davvero tanto. Non solo per la tortuosità delle strade (nella città dello stretto sono arrivati autobus persino dai dintorni del Pollino) e l’assenza di autostrada degna di tale nome, ma anche per la rassegnazione e il fatalismo diffuso che spinge sempre molti a credere che le mafie siano invincibili. Chi è venuto voleva soprattutto dire che cambiare è necessario, a cominciare dalle piccole cose. Così un gruppo di ragazzi, decisi a rispondere con un gesto concreto alle minacce di un loro insegnante, convinto che «la cultura mafiosa è la nostra cultura». Così i disabili, i papà con i loro neonati, le nonne con i nipoti, i dipendenti della sanità, le scuole con le rappresentanze ufficiali, i bambini con i palloncini, i familiari delle vittime che hanno aperto il corteo. I genitori di Dodo, dieci anni, ucciso per errore a Crotone, mentre giocava a calcetto, spiegano che partecipare è ormai l’unica cosa che dà un senso alla loro vita. La nonna di Francesco Inzitari, ucciso a 18 anni con 12 colpi di pistola. E Mario Congiusta, il papà di Gianluca, che spiega a un gruppetto di studenti che il governo non può fare a parole la lotta alla mafia e poi lasciare soli gli inquirenti e le forze dell’ordine, perché la lotta la fa sì la gente, ma deve farla anche e soprattutto lo stato.

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Processo Congiusta-Oppedisano sarà sentito in aula

Processo Congiusta-Oppedisano sarà sentito in aula

Delitto Congiusta,nell’udienza dell’11 ottobre il collaboratore di giustizia fratellastro di Cordì
Oppedisano sarà sentito in aula
Respinte tutte le richiestedegli avvocati della difesa

di Pasquale Violi

Locri. Il pentito Domenico Oppedisano verrà sentito in aula il prossimo 11 ottobre.


Domenico Oppedisano

Lo ha stabilito la Corte d’Assise di Locri che ha accolto le richieste del  pubblico ministero Antonio De Bernardo. Oppedisano, fratellastro del boss  Salvatore Cordì,assassinato a Siderno il 31 maggio del 2005, ha deciso di collaborare nell’aprile del 2010, quando si presentò alla polizia di Campobasso sostenendo di avere interessanti informazioni per la Dda di Reggio Calabria.

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CINQUANTAMILA CALABRESI SUL CORSO GARIBALDI PER DIRE NO ‘NDRANGHETA

CINQUANTAMILA CALABRESI SUL CORSO GARIBALDI PER DIRE NO ‘NDRANGHETA

Una fiumana di gente, quasi seicento adesioni, in partenza da Piazzale della Libertà si è snodata nella mattinata del 25 settembre 2010, passando per il Museo Nazionale, Corso Garibaldi per concludersi in piazza Duomo. Un segno di speranza e di voglia di riscatto. Matteo Cosenza, direttore del “Quotidiano della Calabria”, che ha promosso l’iniziativa a Reggio ha detto: “Manifestazione perfettamente riuscita. C’è un pezzo di Calabria, che vuole crescere, che vuole riscattarsi, che vuole conquistare serenità, tranquillità e fiducia nel futuro. Una Calabria che ha bisogno di coraggio e forse da questa manifestazione riuscirà ad averlo” Bambini, adulti ed anziani, donne ed uomini, anche con i pattini a rotelle hanno sfilato sull’arteria principale della città della Fata Morgana. Riferimenti, E adesso ammazzateci tutti, striscioni, contro il potere della criminalità, contro la ndrangheta e contro un sistema che vuole sottomettere il senso di legalità dei calabresi, che rivendicano la voglia di riscatto; assieme a cartelli e magliette colorate contro la ‘ndrangheta. Un segnale di luce in una giornata caratterizzata dalle avvisaglie del maltempo che vuole cancellare il buio che la ‘ndrangheta rappresenta per il territorio e per i calabresi. In marcia, oltre ai rappresentanti politici, ai gonfaloni dei comuni e delle istituzioni, anche cittadini comuni e moltissimi bambini e studenti, identificabili dal simbolo antimafia della gerbera gialla, e provenienti da tutta la Calabria.

No ‘Ndrangheta: in 40mila a Reggio Cosenza: “manifestazione riuscita”

No ‘Ndrangheta: in 40mila a Reggio Cosenza: “manifestazione riuscita”

Matteo Cosenza, direttore del “Quotidiano della Calabria” che ha promosso l’iniziativa a Reggio ha detto: “manifestazione perfettamente riuscita” Aggiornamento. Cosenza: “Non disperdere patrimonio”

 

25/09/2010  Un corteo importante quello di oggi a Reggio Calabria, e il primo tra tutti ad esprimere la propria soddisfazione è il direttore del “Quotidiano della Calabria”, Matteo Cosenza: «Ho sentito dire che siamo almeno in quarantamila, ma non sono in grado di fare una stima esatta. Ritengo però che questa manifestazione sia perfettamente riuscita».
«C’è un pezzo di Calabria – ha aggiunto il direttore Cosenza – che vuole crescere, che vuole riscattarsi, che vuole conquistare serenità, tranquillità e fiducia nel futuro. Una Calabria che ha bisogno di coraggio e forse da questa manifestazione riuscirà ad averlo».

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Talpe, servizi e boss, nella Calabria dei veleni

Talpe, servizi e boss, nella Calabria dei veleni

 


Talpe, servizi e boss, nella Calabria dei veleni

di Monica Centofante – 22 settembre 2010
La Calabria che si ribella alla violenza e al malaffare e la Calabria dei veleni. Due realtà contrapposte che convivono su uno stesso territorio, paludoso come quell’amalgama di ‘Ndrangheta e “poteri altri” che si intravvedono dagli squarci aperti su indagini delicatissime.

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