MAFIA:GRATTERI A GIOVANI,ESSERE ‘NDRANGHENTISTI NON CONVIENE

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MAFIA:GRATTERI A GIOVANI,ESSERE ‘NDRANGHENTISTI NON CONVIENE


(ANSA) – PALERMO, 1 DIC – A moderare l’incontro nel corso del quale e’ stato presentato il libro ”La Malapianta” del procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, il giornalista e storico delle organizzazioni criminali Antonio Nicaso che, insieme al magistrato, ha scritto anche il libro ”La mafia spiegata ai ragazzi”. I due autori hanno incontrato a Palermo i giovani del comitato Addiopizzo e hanno ringraziato i movimenti siciliani antiracket per la lotta concreta sul territorio ”impensabile in altri paesi, e che invece andrebbe esportata come modello in tutto il mondo – ha sottolineato Nicaso – poiche’ purtroppo l’antimafia non e’ riuscita a globalizzarsi quanto la mafia”.

Ai giovani del comitato Addiopizzo jr e’ stata fatta ascoltare un’intercettazione tra un padre aderente alla ‘Ndrangheta che spiega al proprio figlio il senso di appartenenza alla criminalita’. ”Faccio il magistrato da 25 anni, ma gia’ 20 anni fa andavo nelle scuole per parlare ai ragazzi, quando non c’erano le telecamere – ha detto Gratteri rivolgendosi ai giovani – cerco di mettere il tarlo del dubbio nella loro testa. La storia giudiziaria ci ha insegnato che chi entra nelle mafie come picciotto, ‘morto di fame’ per acquisire potere e denaro, ne esce comunque morto di fame. Non e’ la convenienza economica, ma il fascino per cio’ che sta dietro queste organizzazioni occulte ad attrarre i giovani”. ”In Calabria – ha aggiunto il magistrato – ci sono molti corrieri di droga, ragazzi che portano la coca a Milano, Bologna, Torino. I primi viaggi vanno sempre bene, ma quando al decimo si viene arrestati crolla loro il mondo addosso. Se si tratta di un affiliato, il capomafia manda un avvocato che fa da cane da guardia della mafia, tranquillizza il giovane ma al contempo si assicura che non parli con nessuno. La ricchezza delle mafie e’ solo nelle mani dei capi, non conviene essere ‘ndranghetisti”’. Gratteri ha poi spiegato ai ragazzi la struttura delle famiglie mafiose calabresi, nelle quali ”avere figli diventa una forma di esternazione del potere, specie se si tratta di maschi”, mentre nel caso in cui nascano figlie femmine si favoriscono dei matrimoni per rinsaldare il potere tra le cosche. ‘Nelle zone ad alta densita’ criminale c’e’ il piu’ alto consumo di psicofarmaci – ha rivelato – le ‘vedove bianche’ della mafia si nutrono di psicofarmaci,sono sorvegliate a distanza dai boss, hanno giovani mariti in carcere, ma dalle intercettazioni abbiamo scoperto quanta violenza venga scaricata sui figli Per questo dico ai ragazzi di non farsi abbagliare, perche’ dietro una famiglia con Mercedes e gioielli c’e’ solo grande desolazione, nevrosi, tristezza”.(ANSA).