Il sindaco santista fuori di sé per le cronache di Calabria ORA



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No alla costituzione di “parte civile” Processo Congiusta
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Alessandro Figliomeni SIDERNO – Uno dei tanti episodi ripresi dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia, nel copro del dispositivo di fermo, per tracciare la figura di Alessandro Figliomeni è quello riferito alla mancata costituzione di parte civile dell’amministrazione comunale di Siderno al processo per l’omicidio di Gianluca Congiusta: il giovane imprenditore sidernese, ucciso nel 2005, per il cui omicidio è attesa la sentenza di primo grado dei giudici di Locri.
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Calabria: 5 avvisi di garanzia per voto di scambio e concorso esterno

A cinque politici – due ex consiglieri regionali della Calabria, un sindaco, un ex assessore ed un ex consigliere comunali – e’ stato notificato un avviso di garanzia emesso dalla Dda di Reggio Calabria, con l’accusa, a vario titolo, di voto di scambio, concorso esterno in associazione mafiosa e associazione mafiosa.

Alessandro Figliomeni: il sindaco ”santista” legato alla cosca Commisso

Alessandro Figliomeni nella sede della free-press “La Riviera”
di Claudio Cordova –
“All’interno della cosca Commisso, faceva parte del sodalizio, insieme al fratello Antonio cl. 49 detto “il topo”, quale elemento in posizione apicale e con la carica di “santista”, contribuiva a dirigere e coordinare il sodalizio, prendendo le decisioni più rilevanti, impartendo ruoli e disposizioni agli altri associati; curava i rapporti con gli altri elementi di spicco della cosca Commisso (in particolare, con Commisso Giuseppe cl. 47 e con Commisso Antonio cl. 25), nonché con gli esponenti dell’articolazione torinese della ‘ndrangheta di Siderno (in particolare, con Catalano Giuseppe e Cataldo Carmelo)”.

Operazione ”Bene Comune”: Polizia, Carabinieri e Procura di Reggio mandano al tappeto i Commisso
di Francesco Creazzo –
Prima il portafoglio, adesso il cuore. La procura di Reggio Calabria e la forze dell’ordine mandano al tappeto la cosca Commisso con l’uno-due micidiale degli ultimi mesi: prima un sequestro di beni per più di 200 milioni di euro di valore totale, e l’arresto di Giuseppe Commiso, capocosca, ora la decapitazione: 53 arresti condotti nella notte da polizia e carabinieri spazzano via una delle consorterie ‘’più potenti al mondo’’ come l’ha definita il procuratore aggiunto Nicola Gratteri nel corso della conferenza stampa di questa mattina.

”Mi aspetto di presentare entro il 2011, una proposta per rafforzare il quadro legale europeo per la confisca dei beni criminali”.
Con queste parole la Commissaria europea per la Giustizia, Cecilia Malmstrom, ha annunciato l’intenzione della Ue di preparare una direttiva per coordinare a livello europeo il meccanismo di sequestro dei beni mafiosi.
La commissaria lo ha annunciato in un videomessaggio presentato durante la conferenza sulla lotta alla criminalita’ organizzata e alla corruzione organizzata al Parlamento europeo da Flare (Freedom Legality And Rights in Europe, emanazione internazionale dell’associazione Libera di Don Ciotti).

Un’alleanza tra mafia e ‘ndrangheta per il traffico di droga in nord Italia. E’ quanto scoperto da un’indagine che sta portando la Squadra mobile di Milano e la Guardia di Finanza di Milano e Bologna a eseguire 49 ordinanze di custodia cautelare.
Sempre più spesso le mafie si associano, fatto salvo l’orto di casa, per portare a termine affari di grande portata. Altrettanto vasta è l’operazione di contrasto alla criminalità in corso in varie province d’Italia, e che ha già portato al sequestro di beni per ben 50 milioni di euro.
(AGI) – Crotone, 9 dic. – I figli, la moglie e, in definitiva, l’intera famiglia, si sono apertamente dissociati dalla scelta del boss Pino Vrenna, il 59enne ritenuto il capo dell’omonima cosca crotonese, di passare il fosso e collaborare con i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.
La sua decisione sta facendo tremare i piu’ disparati ambienti cittadini, anche tra i cosiddetti colletti bianchi, e probabilmente servira’ ad accelerare e a dare corpo ad alcune indagini che erano gia’ in corso. Una notizia che il figlio del boss, Antonio Vrenna, in una lettera inviata ai giornali locali e nella quale parla anche a nome degli altri familiari, dice di aver appreso con sdegno, invitando le forze di polizia a non chiedergli di seguire il padre in una scelta che nessuno della famiglia condivide in alcun modo. Una decisione definita “assurda e incomprensibile” dallo stesso Antonio Vrenna, a detta del quale, suo padre, evidentemente, “non puo’ che essere impazzito”.
Locri Famiglia,Enti e Associazioni
Omicidio Congiusta le parti civili puntano sulla “logica” mafiosa
Rocco Muscari
Locri
“La causale dell’omicidio di Gianluca Congiusta è univoca, esclusiva e proporzionata alla mentalità mafiosa dell’imputato, Tommaso Costa, nei confronti del quale chiediamo sia affermata la responsabilità penale, per come richiesto dal pubblico ministero, e quella civile del pagamento dei danni arrecati alle persone offese”.
È quanto ha affermato l’avvocato Giuseppe Sgambellone concludendo la discussione davanti alla Corte d’assise di Locri nell’interesse di Mario e Donatella Congiusta, genitori del giovane imprenditore sidernese, costituitesi parte civile insieme alle figlie Roberta e Alessandra, alla Confindustria Calabria, all’Associazione dei Comuni della Locride, al partito Italia dei Valori, alla Provincia di Reggio Calabria, all’associazione “Insieme Si Può” e alla Regione Calabria.
L’avvocato Sgambellone ha rilevato che Tommaso Costa, ritenuto l’organizzatore e l’esecutore materiale del delitto commesso la sera del 24 maggio 2005, ha manifestato già nelle lettere inviate quando era detenuto nel carcere di Palmi l’intenzione di perseguire l’obiettivo di occupare una posizione di rilievo nel contesto delle organizzazioni criminali di Siderno, attraverso un piano strategico determinato all’occupazione di spazi in favore dell’omonima consorteria ‘ndranghetistica, tessendo alleanze e puntando a riprendere un ruolo attivo anche nel controllo del territorio.
Il processo per la morte di Gianluca Congiusta è alla stretta finale. La prossima settimana le ultime udienze
Parti civili: condannare Costa
«La riferibilità dell’omicidio è precisa e le lettere ne sono la prova»
di GIOVANNI VERDUCI