I sentieri della Memoria

Pietra Cappa
I SENTIERI DELLA MEMORIA
Una marcia in Aspromonte lungo il sentiero che porta a Pietra Cappa. Un cammino per rinnovare la memoria, ricordando Lollò Cartisano e le altre vittime innocenti delle mafie
Sito Ufficiale Associazione Gianluca Congiusta onlus

I sentieri della Memoria

Pietra Cappa

I sentieri della Memoria

Pietra Cappa

In occasione della quarta edizione della Lunga Marcia della Memoria, appuntamento annuale promosso dall’associazione per sperimentare linguaggi e pratiche per un’antimafia sociale, daSud lancia la prima edizione del “Premio Lunga marcia della memoria“. Si tratta di un concorso fotografico a tema: “L’ultima foto alle mafie“.
Strage Duisburg -Carcere a vita per tutti

E’ stato condannato all’ergastolo, Giovanni Strangio, ritenuto l’ideatore ed uno degli esecutori della strage di Duisburg, avvenuta il 15 agosto 2007 nella città tedesca. La sentenza è stata emessa dai giudici della Corte d’assise di Locri. Insieme a Strangio sono stati condannati al carcere a vita altri sette imputati: il filone d’inchiesta è sempre quello che riguarda i delitti commessi nel corso della faida di San Luca, culminata con l’orrore di Duisburg, quando nei pressi di un ristorante italiano furono uccise sei persone per mano della ‘ndrangheta.


Reggio Calabria, 07 lug. (TMNews) – Sette milioni di euro sono stati confiscati questa mattina dagli uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria in esecuzione di un decreto emesso emesso dal tribunale di Reggio Calabria su richiesta del procuratore distrettuale di Reggio Calabria, nei confronti di Terenzio Antonio D’aguì, 50enne, di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria), imprenditore operante nel settore produzione e fornitura calcestruzzi e inerti con una azienda ubicata a Bova Marina.
MILANO – «Orgogliosa testimone di giustizia».
Così si sente Denise, 19 anni, la figlia di Lea Garofalo.
Sua madre, collaboratrice di giustizia,scomparve tra il 24 ed il 25 novembre a Milano. Nel 2006, per stare vicino alla figlia, aveva abbandonato il piano di protezione, lasciando la località segreta dove viveva.
Quel pomeriggio di novembre Lea aveva appena partecipato a una riunione di famiglia per decidere dove la figlia avrebbe proseguito gli studi dopo le superiori.
Era un pretesto: l’ex compagno e padre di Denise, Carlo Cosco, affiliato alla ‘ndrangheta, aveva incaricato i suoi complici di rapirla, torturarla, ucciderla e scioglierla in 50 chili di acido, per punirla per la sua collaborazione con la giustizia.
Era latitante da due mesi Cosimo Agostino arrestato dalla polizia a Marina di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria). Cinquantotto anni, Agostino è ritenuto affiliato alla cosca Mazzaferro ed era riuscito a sfuggire all’arresto nell’operazione Circolo formato che il 3 maggio scorso ha assestato un duro colpo alla ‘ndrina della Locride rivale degli Aquino.
Tra gli altri erano finiti in manette un poliziotto di Siderno, il sindaco di Marina di Gioiosa Ionica Rocco Femia e tre assessori, uno dei quali era candidato anche al consiglio provinciale di Reggio Calabria. Gli Aquino-Coluccio e i Mazzaferro sono considerati tra i clan più ricchi della Calabria.
Era latitante da due mesi Cosimo Agostino arrestato dalla polizia a Marina di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria). Cinquantotto anni, Agostino è ritenuto affiliato alla cosca Mazzaferro ed era riuscito a sfuggire all’arresto nell’operazione Circolo formato che il 3 maggio scorso ha assestato un duro colpo alla ‘ndrina della Locride rivale degli Aquino.
Tra gli altri erano finiti in manette un poliziotto di Siderno, il sindaco di Marina di Gioiosa Ionica Rocco Femia e tre assessori, uno dei quali era candidato anche al consiglio provinciale di Reggio Calabria. Gli Aquino-Coluccio e i Mazzaferro sono considerati tra i clan più ricchi della Calabria.
L’infiltrazione nel comune – come sottolineato dal procuratore capo di Reggio Giuseppe Pignatone – aveva fatto riconquistare spazio e potere al clan Mazzaferro a scapito degli Aquino.“Questa è l’ennesima riprova di quello che diciamo da anni: c’è un’intima connessione tra ‘ndrangheta e certa politica” aveva commentato in conferenza stampa il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Nicola Gratteri.
“La ‘ndrangheta vota e fa votare. E non è né di destra né di sinistra. Mi auguro che gli arresti di oggi facciano riflettere cinque minuti i candidati a stare lontano dalla ‘ndrangheta. Anche se non è escluso che in qualche caso i giochi siano già fatti. Non so se ce la faranno a stare lontani dalla ‘ndrangheta”.





“Esiste nel nostro ordinamento una legge elettorale maggioritaria talmente sconcia che è stata battezzata ‘porcellum’” e che “è l’esempio classico di una vicenda irrazionale che sollecita un referendum abrogativo”. A proporre un’altra consultazione dopo il successo dei quesiti su acqua, nucleare e legittimo impedimento non è un comitato referendario, ma Enrico De Mita, professore emerito di Giurisprudenza presso l’Università Cattolica di Milano, che ieri ha lanciato l’appello dalla prima pagina del Sole 24 Ore. Un parere autorevole che si unisce alle voci che in Rete e nella società civile chiedono l’abrogazione della legge elettorale.