‘Ndrangheta: sparano su auto, gravi donna e figlio

'Ndrangheta: sparano su auto, gravi donna e figlio

26 Maggio 2008, 13:33

NICOTERA (Vibo Valentia) – Hanno sparato colpi di fucile contro l'auto su cui viaggiavano. Una donna di 62 anni, Romana Mancuso, e il figlio 36enne, Giovanni Rizzo, sono stati feriti gravemente a Nicotera, in provincia di Vibo Valentia.

I due sono stati subito trasportati all'ospedale di Gioia Tauro e sono entrambi in prognosi riservata. La donna apparterrebbe all'omonima famiglia affiliata alla 'ndrangheta. (Agr)

IL PARTITO SOCIALISTA NELLA IONICA-COME NACQUE-Riproposizione a cura  di Ucceo Goretti

IL PARTITO SOCIALISTA NELLA IONICA-COME NACQUE-Riproposizione a cura di Ucceo Goretti

 

Ieri sera, rovistando tra le mie vecchie carte, ho trovato questo scritto sulla nascita del Partito Socialista nella zona Ionica e di cui non conosco l’autore.

Se qualcuno si riconoscesse quale autore, mi farebbe cosa grata se si mettesse in contatto con me tramite la mia e-mail ucceogoretti@alice.it

Ucceo Goretti

 


Quando si riflette su quello che rappresento la vita politica italiana nell’ultimo ventennio, ci si accorge, per quello che si verificò, che questi venti anni furono gli anni in cui all’ombra delle “seduzioni irresistibili del consumismo e del successo”,  si consumarono spesso tali e tante nefandezze politiche da determinare la frantumazione del più glorioso partito politico di questo secolo, quella del partito socialista italiano. Ma, di fronte a tali nefandezze non si può e non si deve non pensare a tutti quelli che lo onorarono con un impegno civile e democratico disinteressato, con una forte dedizione al bene comune totale.

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Bari, nel nome di Michele e Gianluca

 Bari, 15.05.2008 | di redazione

Bari, nel nome di Michele e Gianluca

L'auditorium di una scuola intitolato a Fazio e Congiusta, giovani vittime delle mafie

A scuola nel nome di Michele e Gianluca. Bari vuole ricordare il giovanissimo Fazio, ucciso a 16 anni per caso, durante uno scontro a fuoco nella zona vecchia. Bari vuole ricordare anche il giovane Congiusta, assassinato a Siderno (in provincia di Reggio Calabria). Nell’onda lunga della giornata delle vittime organizzata da Libera proprio nel capoluogo pugliese, la memoria delle vittime delle mafie rivive, per non dimenticare. E così domani mattina l’auditorium della scuola Carlo Levi sarà intitolato ai due ragazzi. Ospiti d’onore i genitori, da anni in campo per la verità e la giustizia, per i propri figli uccisi, per le altre vittime e per la rinascita antimafiosa.

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In manette Giuseppe Nirta il boss della ‘ndrangheta

 

 

Calabria Preso dai militari dell'Arma a San Luca: era a casa sua

In manette Giuseppe Nirta il boss della 'ndrangheta

SAN LUCA «Sono qui», poi un sorriso, con le mani alzate, ed i complimenti ai carabinieri. Giuseppe Nirta, 68 anni, considerato il capo dell'omonima cosca, latitante dallo scorso mese di agosto ed inserito nell'elenco dei ricercati più pericolosi d'Italia, è stato arrestato a mezzogiorno.

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Gianluca Congiusta La vicinanza  dei ragazzi di Bari nel giorno dell’anniversario

Gianluca Congiusta La vicinanza dei ragazzi di Bari nel giorno dell’anniversario

 

 

Gianluca Congiusta- La vicinanza dei ragazzi di Bari

 

 

Le emozioni dei giovani

nel giorno dell’anniversario

Bari. Nello scorso mese di marzo si tiene la giornata nazionale della memoria voluta,come ogni anno,da “Libera” l’organizzazione di don Luigi Ciotti.In quell’occasione,i ragazzi delle scuole medie pugliesi riempino un intero quaderno di frasi dedicate a Gianluca Congiusta.Oggi, proprio nel giorno del tragico anniversario,i ragazzi lo consegnano al padre, Mario.

Era il 24 maggio di tre anni fa.Gianluca fu ucciso in un agguato dalle modalità tipicamente mafiose.

" Io penso che Gianluca abbia fatto un gesto di estrema generosità, sacrificando la propria vita per salvare quella del suocero. Che grande gesto" scive Carlo Morgese della scuola media Carlo Levi.

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DELITTO CONGIUSTA-MILLE EURO PER STARE TRANQUILLI

DELITTO CONGIUSTA-MILLE EURO PER STARE TRANQUILLI

8 Venerdì 23 maggio 2008          Primo piano          il Quotidiano 

Il delitto Congiusta

 Dal carcere di Palmi il boss Tommaso Costa dava le direttive sulle attività estorsive al suo braccio destro Giuseppe Curciarello

Mille euro per stare tranquilli

Ecco come avvenne l’imposizione del pizzo ad Antonio Scarfò,futuro il suocero di Congiusta

Antonio Scarfò

 

di PINO LOMBARDO

SIDERNO – Nella lunga ed articolata corrispondenza che Tommaso Costa ha con il suo braccio destro, Giuseppe Curciarello, con i suoi familiari e con Salvatore Salerno, non fa altro che mettere in risalto il suo ruolo di capo carismatico impegnato costantemente a tenere le fila del suo clan, ad impartire ordini e dare direttive.Inoltre vi è la “di – chiarazione” di riconoscere in “Sasà” Salerno la persona al quale riconoscere “un ruolo di primo piano” e con la quale “trattare la spartizione del territorio” dal momento che è “un imprescindibile punto di riferimento (“ad ogni modo per qualsiasi cosa parla con lui”).

 

 

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DAL CARCERE COSTA TESSE LE ALLEANZE

DAL CARCERE COSTA TESSE LE ALLEANZE

Il delitto Congiusta

Le direttive dalla cella del boss di Siderno che stringe accordi con le cosche egemoni della Locride e con gli acerrimi nemici dei Salerno

Dal carcere Costa tesse le alleanze

Il patto con i Gallico di Rosarno: «Hanno ottime conoscenze per i trasferimenti dei detenuti

 

 

                     

 

 

 

 

 

 

 

 

A sinistra il boss Tommaso Costa. A destra Giuseppe Curciarello ritenuto dagli inquirenti il braccio destro del capoclan

 

di PINO LOMBARDO

SIDERNO –Giovedì 22 maggio

La capacità di Tommaso Costa di reagire ai pesanti colpi subiti dalla sua famiglia e di assumere iniziative miranti a fargli avere nuovi contatti per poter avviare nuove attività emerge dalla corrispondenza che intrattiene dal carcere con diversi detenuti provenienti da altre aree della Calabria.

 

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Interrogazione dell’On. Angela Napoli sui testimoni di giustizia

 

 

Interrogazione dell’On. Angela Napoli sui testimoni di giustizia 

Al Ministro dell’Interno
Per sapere – Premesso che:
– nella giornata del 20 maggio 2008 quattro testimoni di giustizia, Carmelina, Salvatore, Rosa e Maria Castiglione, ad unico nucleo familiare, originari di Strongoli (KR), hanno manifestato davanti la sede del Ministero dell’Interno, perché si considerano “abbandonati e penalizzati “ dallo Stato;

 

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