Omicidio Congiusta. Il movente potrebbe essere nell’intimidazione al suocero di Gianluca

Omicidio Congiusta. Il movente potrebbe essere nell’intimidazione al suocero di Gianluca

 

 Una fase del processo per l’omicidio dell’imprenditore di Siderno,Gianluca Congiusta,che si sta celebrando in un’aula del tribunale di Locri.

 

 Omicidio Congiusta. Il movente potrebbe essere nell’intimidazione al suocero di Gianluca

Costa e L’estorsione a Scarfò

Un messaggio chiaro che gli inquirenti hanno poi acquisito

 

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Processo Congiusta, le parti civili chiedono la condanna del clan costa

Processo Congiusta, le parti civili chiedono la condanna del clan costa

Siderno. La sentenza è fissata per il 19 giugno

Processo Congiusta, le parti civili chiedono la condanna del clan Costa

 

SIDERNO – Anche le parti civili hanno chiesto la con­danna per i 12 componenti, (gli altri due imputati, Tommaso Costa, considerato il capo del ricostituente clan nonché il mandante e l'ese­cutore "unitamente a persone in via di identificazione" dell'assassinio di Gianluca Congiusta ed il suo braccio destro, Giuseppe Curciarello, accusato solo di associa­zione di stampo mafioso, stanno affrontando il pro­cesso presso la Corte d'Assi­se di Locri col rito ordinario dove oggi vi sarà un'udien­za), la ricostituendo cosca sidernese dei "Costa".

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MAFIA:UE PRONTA A MISURE;DON CIOTTI ACCUSA INFORMAZIONE

MAFIA:UE PRONTA A MISURE;DON CIOTTI ACCUSA INFORMAZIONE

MAFIA:UE PRONTA A MISURE;DON CIOTTI ACCUSA INFORMAZIONE

 La Commissione Ue è pronta a prendere nuove misure per rafforzare la lotta alle mafie e al crimine organizzato. Parola del vicepresidente dell'esecutivo europeo e commissario alla giustizia, Jaqcues Barrot, che promette: "Entro fine anno faremo una valutazione per verificare quali interventi legislativi si rendono necessari".

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Arrestati a Reggio Emilia due affiliati alla ‘ndrangheta

Arrestati a Reggio Emilia
due affiliati alla 'ndrangheta

REGGIO EMILIA, 10 GIUGNO – Due affiliati della ‘ndrangheta calabrese arrestati a Reggio Emilia: farebbero parte della cosca Nicoscia di Isola Capo Rizzuto di Crotone. Salvatore e Antonio Capicchiano, di 30 e 32 anni, crotonesi residenti a Reggio, sono accusati di concorso in detenzione di arma clandestina e spaccio di sostanze stupefacenti.

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La Calabria, De Masi e la commissione di massimo scoperto.

La Calabria, De Masi e la commissione di massimo scoperto.

  La Calabria, De Masi e la commissione di massimo scoperto. 

Inserito il 09 giugno 2008 alle 12:59:00 da L.R. Cultura.it – Usura bancaria

Pubblichiamo integralmente la lettera pervenutaci da Nino De Masi, l'imprenditore di Gioia Tauro che si è ribellato all'usura bancaria. Dopo anni di lotte ringrazia i magistrati inquirenti, la Procura di Palmi per il coraggio e l’abnegazione, nel portare avanti una indagine unica nel suo genere in Italia, che sicuramente non generava simpatie e carriere; gli uomini di PG ed in particolare alla Guardia di Finanza, che ha lavorato alacremente Un grazie anche ai dipendenti della De Masi, alle organizzazione sindacali che non lo hanno mai abbandonato, e all' avvocato Gianfranco Saccomanno che ha sempre lavorato con grande professionalità.


Gianfranco  Saccomanno

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L’intervista all’On. Angela Napoli su Il Tempo

L’intervista all’On. Angela Napoli su Il Tempo

L’intervista all’On. Angela Napoli su Il Tempo

Lo Stato «E’ impossibile penetrare nella struttura familiare della ‘ndrangheta»

Parla Angela Napoli (Pdl) eletta in Calabria

«C’è la garanzia dell’impunità»

Leggi «In Italia sono troppo permissive»

Fabio Perugia
f.perugia@iltempo.it

Vive sotto scorta da cinque anni. Angela Napoli , deputata del Pdl eletta in Calabria, la ‘ndrangheta la combatte ogni giorno. Conosce la composizione dei clan, la psicologia dei boss. Conosce il terrore che incute nelle menti dei calabresi.

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Mimmo Carabbetta. ucciso per errore

Mimmo Carabbetta. Ucciso per errore

Nel 1988 due cose erano importanti per molti ventenni della Locride: il mestiere e la macchina.

Domenico Carabetta, giovane sidernese, il mestiere ce l’aveva: si era diplomato chef qualche anno prima all’Istituto Alberghiero di Locri. Possedeva anche una macchina. Ma la sua 112 lx verde bottiglia, acquistata poco tempo prima dal padre, era la macchina sbagliata. Questo almeno secondo la versione di due collaboratori di giustizia: Nino Gullì ucciso lo scorso 4 Maggio a Reggio Calabria e Federico Lorenzo.

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