La Calabria, De Masi e la commissione di massimo scoperto.

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  La Calabria, De Masi e la commissione di massimo scoperto. 

Inserito il 09 giugno 2008 alle 12:59:00 da L.R. Cultura.it – Usura bancaria

Pubblichiamo integralmente la lettera pervenutaci da Nino De Masi, l'imprenditore di Gioia Tauro che si è ribellato all'usura bancaria. Dopo anni di lotte ringrazia i magistrati inquirenti, la Procura di Palmi per il coraggio e l’abnegazione, nel portare avanti una indagine unica nel suo genere in Italia, che sicuramente non generava simpatie e carriere; gli uomini di PG ed in particolare alla Guardia di Finanza, che ha lavorato alacremente Un grazie anche ai dipendenti della De Masi, alle organizzazione sindacali che non lo hanno mai abbandonato, e all' avvocato Gianfranco Saccomanno che ha sempre lavorato con grande professionalità.


Gianfranco  Saccomanno

Nei giorni precedenti, vista l’assemblea di Banca d’Italia si sè parlato di Banche e della commissione di massimo scoperto, ed in particolare :
a) Il 31 Maggio nella prima pagina del Sole 24 Ore viene pubblicato, a firma di Edoardo De Biase, il seguente articolo: Questione bancaria e “massimo scoperto”, all’interno vi è contenuto il seguente passaggio “Su questo fronte, al di là dei mutui, uno dei temi più caldi è la feudale commissione di massimo scoperto. Quella che senza preoccuparci di sembrare troppo brutali potremmo definire il simbolo di una “banca usuraia” che credevamo bandita ed estinta.

b) Il 31 Maggio durante l’Assemblea di Banca d’Italia nella sua relazione il Governatore Draghi afferma:
– a pag 18: “la correttezza nei confronti dei clienti non è solo obbligo giuridico, è anche presidio di stabilità.”
– a pag 18/19: Abbiamo già richiamato in passato l’attenzione sulla commissione di massimo scoperto, un istituto poco difendibile sul piano della trasparenza. Va sostituita, dove la natura del rapporto di credito lo richieda, con una commissione commisurata alla dimensione del fido accordato, come avviene in altri paesi. Una simile innovazione richiede un complesso di adattamento delle prassi delle banche. Essa però dovrebbe essere avviata con decisione,(pag19) proponendo il cambiamento ai nuovi clienti, anche per evitare il rischio che la questione sia risolta con gli strumenti imperativi della legge.

c) Il 1 Giugno il Sole 24 Ore con un articolo a firma di Nicola Borzi a pag 8, pubblicava “Massimo scoperto, si cambia” verrà eliminata la commissione – l’Abi: verso maggiore trasparenza. L’articolo pubblica la risposta dell’Abi, al governatore; nell’articolo viene citato il caso più clamoroso che è quello di un imprenditore di Gioia Tauro, che ha citato in giudizio le banche per usura.

Va tenuto in considerazione, per meglio capire di cosa stiamo parlando, che uno dei provvedimenti più eclatanti fatti dal governo Prodi, è stata la “liberalizzazione “ proposta dal Ministro Bersani con la “lenzuolata“ che prevedeva per legge l’eliminazione di una serie di privilegi di alcuni enti, assicurazioni banche etc., ed uno di questi provvedimenti era la commissione di massimo scoperto, che incideva maggiormente sulle tasche degli utenti. A distanza di tempo la “lenzuolata” non è stata in grado di eliminare la commissione, le Banche hanno assalito il Ministro ed il governo e della questione non se n'é più parlato. Non mi sono sorpreso di tutto ciò, in quanto uno dei più illustri economisti italiani, il prof. Mario Monti, ha definito le Banche “il governo occulto del Paese” e quindi, in quella occasione, il potere di tale lobby, governo occulto, ha prevalso sul potere del governo costituito. Amara considerazione, ma purtroppo realtà , a tutti nota, delle cose.
Leggendo gli influenti articoli dei mass media nazionali e le forti parole del Governatore Draghi, mi sembra che sia giunta l’ora della eliminazione di questa “Commissione”.

Sono felice anche se molto dubbioso per una serie di ragioni:
– la famelica “Commissione di massimo scoperto” definita il simbolo di una “banca usuraia” non è altro che un illegale, illegittimo ed immorale furto perpetrato dalle banche nei confronti dei propri clienti.
– rappresenta per i ricchissimi bilanci delle banche, dopo gli interessi, la principale voce di ricavi.
– per un territorio come il Sud, dove tutti gli indicatori danno il costo degli interessi più caro d’Italia, la commissione di massimo scoperto completa l’opera portando il costo del denaro fuori da ogni limite legale, raggiungendo, come fatto ed accertato, cifre di oltre il 50% per anno.
Di tutto questo sperabile cambiamento credo di essere un attore principale, in quanto da oltre 6 anni combatto nei tribunali su questo fronte una battaglia durissima. Per le mie denunce la Banca d’Italia ha emanato al circolare del 2/12/2005 mettendo le mani avanti sull’usura bancaria, ed a me si riferisce l’articolo del sole 24 ore sull’imprenditore di Gioia Tauro.

Alle iniziative legali da me avviate si riferisce la relazione del governatore quando dice alle banche cambiate per evitare che intervengano gli strumenti imperativi della legge.
Difatti i procedimenti penali da me iniziati – la sentenza del Tribunale di Palmi, che per la prima volta in Italia, conferma che alcune Banche hanno praticato interessi usurari – credo siano serviti a scardinare questa decennale ”appropriazione indebita” da parte degli istituti di credito.
Questa battaglie è stata da me iniziata nel 2002, isolato ed additato da tutti come il pazzo, come quell’imprenditore sull’orlo del fallimento, che disperato attacca le povere banche (non ci dimentichiamo che all’epoca non erano ancora noti gli scandali finanziari Parmalat, Cirio etc.) da solo, come Davide contro Golia, da solo come Don Chiscotte contro i mulini a vento, e sono arrivato vivo a tale risultato.
Appena la cancellazione di tale illegale imposizione sarà operativa, ne beneficeranno milioni risparmiatori, ed in particolare al sud.

Scusatemi per la mia presunzione, ma credo di avere pienamente titolo e diritto dopo tutto quello che ho passato – le angherie e soprusi subiti e le innumerevoli offese, torti ed umiliazioni ricevute – di pretendere per ora almeno il merito ed il riconoscimento politico di tale risultato.

Dalla Calabria e dal Sud è partita questa “rivoluzione” perchè dal punto di vista bancario di tale portata parliamo, per i benefici che i correntisti avranno. Di ciò oltre che alla mia forte convinzione e sicurezza dei miei diritti, e dei miei principi devo dare merito:
– ai magistrati inquirenti ed alla Procura di Palmi per il coraggio e l’abnegazione, nel portare avanti una indagine unica nel suo genere in Italia, che sicuramente non generava simpatie e carriere; agli uomini di PG ed in particolare alla Guardia di Finanza, che ha lavorato alacremente;
– ai miei dipendenti ed alle organizzazione sindacali che mi sopportato e supportato, avendo bontà loro fiducia di me; alle persone, pochissime, che mi sono state vicini ed in me hanno creduto.
-Al mio amico e poi Avvocato Gianfranco Saccomanno, per l’infinita pazienza , capacità e professionalità .
Mi auguro che chi di competenza abbia la volontà ed il desiderio di completare il lavoro sin qui svolto e, nel nome di quella che dovrebbe essere una legge uguale per tutti, si portino a compimento i procedimenti penali e civili in corso, per dare e fare giustizia in Calabria nell’interesse di tutto il Paese.

Antonino De Masi Questo articolo è tratto libero reporter.