Espulso dall'ordine del capoluogo siciliano, risulta essere scritto in Calabria
Radiato a Palermo, legale a Locri
II caso dell'avvocato Salvo condannato per mafia
Di MITA BORGOGNO
LOCRI – Per dirla con Mario Puzo, l'autore del Padrino, era il "consiglieri" della mafia Memi Salvo, l'avvocato col "parrucchino", come lo chiamava qualche collega palermitano ai tempi d'oro della professione. Prima dell'arresto nel 1999 con l'accusa di concorso in associazione mafiosa. Prima dei quattro anni di carcere. Prima della radiazione dall'albo degli avvocati di Palermo. Ora, dopo aver scontato la pena ed essere stato riabilitato, l'avvocato Domenico Salvo, ha deciso di tornare ad esercitare la professione, riscrivendosi all'ordine. Ma non a Palermo, dove non ha neanche presentato domanda, ma a Locri. Almeno per come riportava la notizia il Giornale di Sicilia mercoledì scorso.


Nella notte tra il 10 e l’11 settembre di vent’anni fa, nell’ospedale di Locri, dove era stato ricoverato in condizioni disperate, dopo essere stato colto da malore nella sua casa di Siderno, moriva Luigi Malafarina: non aveva ancora 50 anni, ed era uno dei più noti cronisti italiani.

Catanzaro. “Da tempo stiamo ragionando su come migliorare la qualità della struttura associativa”. Lo dice Umberto De Rose, presidente della Confindustria calabrese, sentito dall’AGI a proposito della espulsione di novantadue associati, di cui quasi i tre quarti nel Reggino, che non avevano i requisiti richiesti dalla legge e dal codice etico nazionale di Confindustria. Espulsione avvenuta nei mesi scorsi.