La ‘ndrangheta a Milano: «Fate presto»

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La denuncia di Francesco Forgione in un libro Baldini-Castoldi-Dalai

 La 'ndrangheta a Milano: «Fate presto»

Il capoluogo lombardo «centro nevralgico della gestione di attività illecite». Allarme Pd: «Subito una commissione antimafia»

? L'hinterland in mano alle cosche: mappa
Prima, la commissione antimafia: «Al più presto,
perché non possiamo farci trovare scoperti su un tema così delicato». Poi, un bando per l'assegnazione dei beni confiscati alla mafia, «che a Milano sono circa 200 tra appartamenti, ville, box, per un valore complessivo di oltre 8 milioni di euro».
Il Pd torna alla carica con la richiesta di un gruppo di lavoro che faccia il punto sulle infiltrazioni mafiose in città, forte della relazione dell'ultima commissione parlamentare Antimafia, pubblicata dal suo presidente Francesco Forgione: «Le indagini attualmente più significative — scrive fra l'altro — evidenziano preoccupanti segnali della persistente presenza di organizzazioni di tipo mafioso che, soprattutto nell'area metropolitana di Milano e nelle province confinantsi, si caratterizzano più per una capillare occupazione di interi settori della vita economica e politica-istituzionale, che per la tradizionale e brutale gestione militare».
La denuncia di Forgione, il cui testo pubblicato da Baldini-Castoldi-Dalai col titolo 'Ndrangheta sarà presentato dall'autore a Milano il 17 settembre prossimo nell'ambito della Festa del Pd, è molto netta. Milano viene definita «centro nevralgico della gestione di attività illecite» ramificate «in tutto il territorio nazionale». Milano e il suo hinterland come zona operativa della cosca Morabito-Palamara-Bruzzaniti e del traffico di cocaina sotto la copertura di varie società all'Ortomercato. Lo stesso Ortomercato dove Morabito entrava e usciva in Ferrari. Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd, ricorda che la «possibile contiguità» tra la mafia e alcuni settori della città era stata ammessa anche dal vicesindaco Riccardo De Corato in una recente trasmissione tv.
De Corato si limita a confermare che effettivamente «il tema è all'ordine del giorno da anni. Noi siamo l'unico Comune che ha cercato di affrontarlo in modo concreto firmando un accordo con l'Alto commissario per la lotta alla mafia, con la Procura, la Corte d'appello e la Prefettura, per mettere a disposizione di associazioni onlus molti beni già sequestrati e sottoposti a pesanti ipoteche bancarie». Altre proprietà, però, sono ancora in attesa di una destinazione: e sono quelle per cui il Pd chiede appunto che si faccia un altro bando.
Quanto alla commissione, Forza Italia aveva espresso la propria contrarietà nello scorso giugno: contraddetta tuttavia dal sindaco Letizia Moratti in persona, arrivata a sbilanciarsi con un «perché no?». «Purché non sia una fotocopia di quella già operante a livello nazionale — sostiene il suo vice De Corato — in una commissione conoscitiva non ci vedo niente di sbagliato ». «A questo punto mi auguro — dice ora Majorino — che il centrodestra voglia seguire la via indicata dal sindaco, la cui disponibilità mi era stata personalmente confermata in luglio. Naturalmente, se il centrodestra dovesse insistere nel suo rifiuto, istituiremo una nostra task-force per studiare il fenomeno, presentare proposte e non lasciare cadere il tema».