


La vergogna fa da primadonna nelle aule dei Tribunali calabresi
La vergogna fa da primadonna nelle aule dei Tribunali calabresi
Oggi alle 0.57
dal blog di iusanguinis.net

Stamattina i quotidiani locali riportavano la cronaca dell'udienza di ieri in Corte d'Assise a Locri. 8 aprile 2009, l'ennesima puntata del processo in corso per l'assassinio di Gianluca Congiusta.

PROCESSO CONGIUSTA SCARFO’ NEGA
Scarfò nega:
mai subite minacce
Tensione durante l’udienza di ieri tra il padre di Congiusta e l’ex consuocero

Dalle deposizioni di oggi, al processo che si celebra in corte d’Assise sull’omicidio del giovane imprenditore sidernese Gianluca Congiusta, esce fuori uno spaccato di Calabria tristissimo, fatto di minacce concrete e intimidazioni continue per un affresco a tinte forti di una Locride di quotidiano squallore.

gettyimages-bocche cucite


Processo Congiusta: la lettera scarlatta
Processo Congiusta:
la lettera scarlatta

LOCRI – Si guardano negli occhi. Mario Congiusta e Antonio Scarfò sono li, in un’aula di Corte d’assise, divisi da un tavolo con sopra un monitor. Microfoni accesi. Il padre e il suocero di un giovane, Gianluca Congiusta, morto per un colpo di fucile per mano di un killer della ‘ndrangheta.

AL PROCESSO SUL DELITTO DI GIANLUCA IL CONFRONTO TRA IL PADRE DELLA VITTIMA E SCARFO’
Al processo sul delitto di Gianluca il confronto tra il padre della vittima e l’allora suocero
Congiusta- Scarfò, è scontro
In aula due ex cognati. Si attende la testimonianza della fidanzata Katia
Locri – quasi tutta la famiglia Scarfò, ieri, al banco dei testimoni, chiamati dal presidente della Corte d’Assise, il giudice Bruno Muscolo, per chiarire alcuni dati rilevati nel corso delle dichiarazioni di Mario Congiusta.
I fatti intorno ai quali dovevano rispondere erano legati alla lettera minatoria che la famiglia aveva ricevuto e che costituisce la pista dell’accusa nei confronti degli imputati.
Momenti di tensione ieri, nel corso dell'udienza per l'omicidio di Gianluca Congiusta.
PROCESSO CONGIUSTA l’imputato COSTA trasferito dall’Aquila a Spoleto
PROCESSO CONGIUSTA, l’imputato Costa trasferito a Spoleto
Notevoli ritardi nell’udienza di ieri

Locri – il terremoto sconvolge tutto, anche la giustizia in alcuni casi. Ieri, infatti, come già annunciato dalle nostre pagine, i detenuti in regime di 41 bis nel carcere dell’Aquila sono stati trasferiti per ragioni di sicurezza.

BANDIERE ROSSE AI FUNERALI DI MODAFFERI PRIMO SINDACO A COSTITUIRSI PARTE CIVILE CONTRO MAFIOSI
Gioiosa. Un intero paese ai funerali dell’ex sindaco Comunista
L’estremo saluto a pugni chiusi al compagno
Ciccio Modafferi

Da Maurizio Zavaglia per il Quotidiano
GIOIOSA JONICA – Ai funerali c’erano tutti , i suoi compagni di mille battaglie che sono ancora in vita. Ma vi erano pure tanti giovani, che da Ciccio Modafferi hanno avuto insegnamenti umani, culturali e politici non indifferenti.
Due ragazzi di Saronno raccontano le emozioni della Giornata della memoria-Filmati e foto
150 mila persone sfilano a Napoli contro le mafie. Le scuole campane alzano la voce.
Il racconto di "Schegge"
(1° puntata)
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Dio, non so bene se tu ci sei, né se mai mi aiuterai, so da quale parte stai.
21 Marzo 2009, Napoli: 150 mila persone sfilano insieme a Libera, per ricordare tutte le vittime di mafia, come accade il primo giorno di primavera da 14 anni a questa parte.
FORGIONE L’UOMO CHE NON AMA I SUPEREROI-PRESENTATO A SIDERNO ‘NDRANGHETA
| L'altro Saviano. L'uomo che non ama i supereroi |
| Scritto da Barbara Panetta |
Domenica 05 Aprile 2009 02:00
L'altro Saviano aveva titolato El Pais. Un uomo che non ama i super-uomini, i super-magistrati ed i super-giornalisti ha preteso che si sottotitolasse lui. E' Francesco Forgione, 48 anni, calabrese e presidente della Commissione Parlamentare Antimafia dal novembre 2006 allo scioglimento anticipato delle Camere del febbraio 2008. Proprio da questa esperienza nasce il libro che ieri pomeriggio ha presentato a Siderno, nella sala Calliope della libreria Mondadori. Un evento organizzato dalla Fondazione Congiusta e moderato da Raffaella Rinaldis del Quotidiano della Calabria ed a cui è intervenuto Enzo Romeo della Procura Nazionale Antimafia. Tra le decine di persone presenti, Maria Grazia Laganà-Fortugno e Stefania Grasso, moglie e figlia di due vittime della ferocia della criminalità.