BANDIERE ROSSE AI FUNERALI DI MODAFFERI PRIMO SINDACO A COSTITUIRSI PARTE CIVILE CONTRO MAFIOSI

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Gioiosa. Un intero paese ai funerali dell’ex sindaco Comunista

L’estremo saluto a pugni chiusi al compagno

Ciccio Modafferi

 Da Maurizio Zavaglia per il Quotidiano

GIOIOSA JONICA – Ai funerali c’erano tutti , i suoi compagni di mille battaglie che sono ancora in vita. Ma vi erano pure tanti giovani, che da Ciccio Modafferi hanno avuto insegnamenti umani, culturali e politici non indifferenti.

 

I muri del Paese tappezzati di manifesti di cordoglio: l’Amministrazione Comunale, i dipendenti ed il personale lpu/lsu, i locali circoli di tanti partiti: Socialisti Europei, Partito Democratico, Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Partito della Libertà, le federazioni provinciali del Pd, del Pdci e di Rifondazione, la lista “Gioiosa che cambia”. Tantissimi i telegrammi ed i messaggi pervenuti da tutta Italia alla famiglia (tra l’altro, il figlio Riccardo è segretario del locale circolo Pd nonché consigliere comunale, mentre  Sandro è consigliere comunale a Pisa per la Sinistra Arcobaleno). Tutti, in qualche modo, hanno voluto ricordare “Ciccio”, il comunista, il sindaco antimafia, l’uomo di cultura, il maestro elementare. Nel monumentale salone di Palazzo Amaduri, dove si è svolta una cerimonia civile, pieno all’inverosimile, tanti cittadini gioiosani, ma anche militanti della sinistra giunti da ogni dove. A tracciarne il profilo sono stati il sindaco di Gioiosa Jonica, Mario Mazza, il quale ha ripercorso la biografia di Modafferi ed ha fatto riferimento all’amicizia personale che li legava ed ai momenti amministrativi che hanno condiviso, padre Giuseppe Campisano, che ha voluto ricordare l’uomo, che per il suo modo di operare e l’essere vicino alla povera gente “è stato amico di Cristo, nonostante lui si professasse ateo”. Il sacerdote ha citato i momenti avuti di dialogo costruttivo. Peppe Bruzzese,  per lungo tempo autorevole dirigente del Pci si è soffermato, in particolare, sulla moralità di Modafferi, sull’onestà che ha caratterizzato il suo agire. Giovanni Pittari, dirigente scolastico e suo intimo amico, ha ricordato la figura di Modafferi da diverse angolature, partendo dai suoi ricordi che affondano negli anni ’60, “quando insieme percorrevamo ogni mattina a piedi quelle stradine di campagna per raggiungere la scuola dove prestavamo servizio”. Ha  esaltato la figura del militante, del combattente “per la conquista della dignità della classe operaia e dei contadini”, ma anche l’intellettuale, lo studioso, l’autore di pregevoli pubblicazioni. E poi il sindaco, “il leader dell’antimafia che ha portato il Comune di Gioiosa Jonica a costituirsi parte civile (primo in Italia) nel processo penale contro gli autori del raid mafioso che impose la chiusura del mercato domenicale, nel lontano 7 dicembre 1976”. Anche Mommo Tripodi, per cinque legislature Parlamentare della Repubblica, ha ricordato il “sindaco coraggioso e combattente contro l’illegalità e contro le organizzazioni mafiose e criminali”. Ha citato l’episodio di quando, sentiti dalla Procura della Repubblica, tre soli primi cittadini della provincia di Reggio Calabria hanno avuto il coraggio di affermare che la mafia esiste. Questi sindaci erano Arturo Zito, lo stesso Mommo Tripodi ed, appunto, Ciccio Modafferi. Al funerale erano pure presenti, tra gli altri, Enzo Infantino, Michelangelo Tripodi, Mimmo Panetta, Armando Reale, Mimmo Lucà, arrivato da Torino, dirigente nazionale del Pd e più volte deputato (“Modafferi è stato un maestro, un grande educatore, per quegli adolescenti come me che nella seconda metà degli anni ’60 erano alla ricerca delle ragioni solide della politica, intesa come servizio, come studio, come impegno per il bene comune”). Alla fine, pugni chiusi e bandiere rosse, per l’ultimo saluto verso il cimitero.