I sentieri della Memoria

Pietra Cappa
I SENTIERI DELLA MEMORIA
Una marcia in Aspromonte lungo il sentiero che porta a Pietra Cappa. Un cammino per rinnovare la memoria, ricordando Lollò Cartisano e le altre vittime innocenti delle mafie
Sito Ufficiale Associazione Gianluca Congiusta onlus

I sentieri della Memoria

Pietra Cappa

In occasione della quarta edizione della Lunga Marcia della Memoria, appuntamento annuale promosso dall’associazione per sperimentare linguaggi e pratiche per un’antimafia sociale, daSud lancia la prima edizione del “Premio Lunga marcia della memoria“. Si tratta di un concorso fotografico a tema: “L’ultima foto alle mafie“.
MILANO – «Orgogliosa testimone di giustizia».
Così si sente Denise, 19 anni, la figlia di Lea Garofalo.
Sua madre, collaboratrice di giustizia,scomparve tra il 24 ed il 25 novembre a Milano. Nel 2006, per stare vicino alla figlia, aveva abbandonato il piano di protezione, lasciando la località segreta dove viveva.
Quel pomeriggio di novembre Lea aveva appena partecipato a una riunione di famiglia per decidere dove la figlia avrebbe proseguito gli studi dopo le superiori.
Era un pretesto: l’ex compagno e padre di Denise, Carlo Cosco, affiliato alla ‘ndrangheta, aveva incaricato i suoi complici di rapirla, torturarla, ucciderla e scioglierla in 50 chili di acido, per punirla per la sua collaborazione con la giustizia.
Era latitante da due mesi Cosimo Agostino arrestato dalla polizia a Marina di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria). Cinquantotto anni, Agostino è ritenuto affiliato alla cosca Mazzaferro ed era riuscito a sfuggire all’arresto nell’operazione Circolo formato che il 3 maggio scorso ha assestato un duro colpo alla ‘ndrina della Locride rivale degli Aquino.
Tra gli altri erano finiti in manette un poliziotto di Siderno, il sindaco di Marina di Gioiosa Ionica Rocco Femia e tre assessori, uno dei quali era candidato anche al consiglio provinciale di Reggio Calabria. Gli Aquino-Coluccio e i Mazzaferro sono considerati tra i clan più ricchi della Calabria.
Era latitante da due mesi Cosimo Agostino arrestato dalla polizia a Marina di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria). Cinquantotto anni, Agostino è ritenuto affiliato alla cosca Mazzaferro ed era riuscito a sfuggire all’arresto nell’operazione Circolo formato che il 3 maggio scorso ha assestato un duro colpo alla ‘ndrina della Locride rivale degli Aquino.
Tra gli altri erano finiti in manette un poliziotto di Siderno, il sindaco di Marina di Gioiosa Ionica Rocco Femia e tre assessori, uno dei quali era candidato anche al consiglio provinciale di Reggio Calabria. Gli Aquino-Coluccio e i Mazzaferro sono considerati tra i clan più ricchi della Calabria.
L’infiltrazione nel comune – come sottolineato dal procuratore capo di Reggio Giuseppe Pignatone – aveva fatto riconquistare spazio e potere al clan Mazzaferro a scapito degli Aquino.“Questa è l’ennesima riprova di quello che diciamo da anni: c’è un’intima connessione tra ‘ndrangheta e certa politica” aveva commentato in conferenza stampa il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Nicola Gratteri.
“La ‘ndrangheta vota e fa votare. E non è né di destra né di sinistra. Mi auguro che gli arresti di oggi facciano riflettere cinque minuti i candidati a stare lontano dalla ‘ndrangheta. Anche se non è escluso che in qualche caso i giochi siano già fatti. Non so se ce la faranno a stare lontani dalla ‘ndrangheta”.





“Esiste nel nostro ordinamento una legge elettorale maggioritaria talmente sconcia che è stata battezzata ‘porcellum’” e che “è l’esempio classico di una vicenda irrazionale che sollecita un referendum abrogativo”. A proporre un’altra consultazione dopo il successo dei quesiti su acqua, nucleare e legittimo impedimento non è un comitato referendario, ma Enrico De Mita, professore emerito di Giurisprudenza presso l’Università Cattolica di Milano, che ieri ha lanciato l’appello dalla prima pagina del Sole 24 Ore. Un parere autorevole che si unisce alle voci che in Rete e nella società civile chiedono l’abrogazione della legge elettorale.



Siderno (Reggio Calabria). Un fatto epocale per l’ente oggi guidato da Riccardo Ritorto. «L’inserimento nello Statuto Comunale della Costituzione di Parte Civile nei processi di ‘ndrangheta rappresenta un momento storico per la nostra città, un’inversione di rotta rispetto al passato». Saluta con soddisfazione il provvedimento del civico consesso licenziato nella ultima riunione, il presidente dell’Associazione “Gianluca Congiusta Onlus”, Mario Congiusta. Solo 4 anni fa, nel 2007, il Comune di Siderno non ritenne opportuno costituirsi parte civile nel processo contro la cosca Costa ed il suo capoclan, imputato di associazione di stampo mafioso oltre che dell’omicidio del giovane imprenditore Gianluca Congiusta, figlio dello stesso Mario.
«In una stanza a porte chiuse – scrive oggi il padre del giovane – si decise che il sangue di Gianluca per il Comune di Siderno non era un danno». Questa la falsa motivazione, ricorda ancora papà Mario: “Non c’è legittimazione ad agire in quanto non pare che l’omicidio, seppur deprecabile ed in danno di un cittadino onesto e laborioso, abbia provocato un qualsiasi tipo di danno all’immagine dell’ente”.
Di diverso avviso fu l’Associazione dei Comuni della Locride che si costituì parte Civile insieme alla Regione Calabria, alla Provincia, a Confindustria Calabria, ad Italia dei Valori, all’Associazione “Insieme si può” ed alla famiglia Congiusta. Di diverso avviso fu anche la Corte d’Assise di Locri, che il 18 dicembre 2010, ha condannato gli imputati Costa Tommaso e Curciarello Giuseppe al pagamento dei danni in favore delle costituite parti civili, compreso il Comune di Siderno che dell’Associazione dei Comuni della Locride, ne fa parte.

“Museo delle migrazioni di Lampedusa”
La prima volta che andai al cimitero delle barche, stavo cercando, come spesso mi capitava fare , qualcosa che mi stupisse , nella spazzatura. Ho sempre avuto una curiosità nei confronti degli oggetti, ricordo i saloni dei miei nonni