CERTEZZA DELLA PENA PETIZIONE AL MINISTRO ALFANO FIRMA ANCHE TU

CERTEZZA DELLA PENA PETIZIONE AL MINISTRO ALFANO FIRMA ANCHE TU

Al ministro di grazia e giustizia

per la

CERTEZZA DELL’espiazione dellA PENA:

basta sconti

 

Egregio Ministro,

sono centinaia e centinaia le vittime di mafia i cui parenti ancora attendono giustizia. Migliaia e migliaia le vittime di violenza e reati contro la persona, soprattutto (ma non solo) donne e minori, anch’esse, troppo spesso, prive di un giudizio che riesca ad alleviare la pena dei familiari.

All’incertezza del giudizio si aggiunge un’incertezza ancora più insopportabile: quella dell’effettiva espiazione della pena. Oggi, grazie ad un sistema che permette “sconti” continui, durante e dopo il processo, anche quando si ha una sentenza passata in giudicato che imporrebbe la GIUSTA PENA ai condannati per reati legati alla criminalità organizzata ed a quelli contro la persona, siamo costretti a vedere a piede libero assassini, stupratori, pedofili e violenti.

Riteniamo URGENTE e NECESSARIO ristabilire DEFINITIVAMENTE la certezza dell’espiazione della pena almeno nei reati contro la persona, al fine di restituire la certezza di una giustizia, seppur parziale, non solo alle troppe vittime di violenza (sia essa mafiosa, sessuale, razziale o, comunque, contro la persona ed i diritti fondamentali alla vita e alla dignità umana), ma anche alle loro famiglie, che comunque non potranno mai essere risarcite per le lacerazioni e le perdite subite.

Siamo convinti che tale diritto fondamentale sia utile anche per restituire ai cittadini l’idea e il senso di una giustizia reale di cui purtroppo si trova sempre meno traccia nel vigente sistema giudiziario.

Per queste ragioni Le chiediamo

di emanare al più presto

un Decreto Legge o altro provvedimento urgente che riterrà opportuno

al fine di permettere a tutti i cittadini

di avere la certezza

che chi commette un reato contro la persona paghi il suo debito verso la società

 con la reale ed effettiva espiazione della pena comminata.

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Cercasi giudici per sedi disagiate, in Calabria 42 posti vacanti

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 Mancano i giudici per le sedi disagiate. Sedi che si trovano prevalentemente nel mezzogiorno, dove la criminalità organizzata persiste con i propri tentacoli. Un pericolo, la difficoltà di coprire i posti vacanti, che riemerge con più insistenza negli ultimi mesi. La difficoltà di copertura delle sedi giudiziarie pare debba permanere ancora facendo sprofondare nell’incertezza i tribunali italiani e quelli del sud in modo particolare. La gravità di questi ultimi giorni è che nell’esame per la copertura dei posti vacanti la commissione per i trasferimenti del Csm ha dovuto prendere atto della persistente difficoltà, anche se il cd “bollettone” non aveva riferimento a magistrati di prima nomina.

 

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A Riace, primo maggio di solidariet? con il sindaco Lucano

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Sì ad accoglienza, no alle Mafie

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Riace (Reggio Calabria). "Sì all’ accoglienza, no alle mafie". E’ sintetizzato nello slogan di uno striscione collocato nella piazzetta del centro storico il senso della manifestazione "Nessuno fermerà la primavera di Riace". In tanti, esponenti delle istituzioni e della politica ma molti semplici cittadini, si sono ritrovati a fianco del sindaco di questo piccolo comune della Locride diventato borgo multietnico, Domenico Lucano, all’ingresso del ristorante Taverna Donna Rosa, gestito dall’associazione "Città Futura Giuseppe Puglisi".

 

 

 

 

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