Clini, a Roma nuova indagine per corruzione. A Ferrara il Gip accusa: 1 mln sottratto a fondi del governo

clini-corrado-space24-258x258-kfgE--258x258@IlSole24Ore-Web

di Ivan Cimmarusti27 maggio 2014 di Ivan Cimmarusti – Il Sole 24 Ore

L’ex ministro dell’Ambiente del governo Monti, Corrado Clini e gli altri indagati «hanno messo in atto un complesso e sofisticato meccanismo, preordinato all’appropriazione di denaro pubblico, conseguendo ingenti profitti». E’ quanto emerge dalla lettura dell’ordinanza con cui il Gip di Ferrara Piera Tassoni ha disposto ieri gli arresti domiciliari per Clini e altri indagati, al centro dell’inchiesta per peculato sui finanziamenti stanziati dallo Stato italiano per la realizzazione del progetto New Eden, che si affianca ad un’altra della Procura di Roma per associazione a delinquere e corruzione.

Continua a leggere

Europee, Scopelliti resta fuori per un soffio: i suoi 42.000 voti di preferenza non bastano

Scopelliti04-300x200

Scopelliti non ce la fa: i 42.000 voti di preferenza conquistati nella circoscrizione dell’Italia meridionale non gli consentono di essere eletto al parlamento europeo. Nonostante i numeri da record del Nuovo Centro/Destra che solo in Calabria ha superato il 10%, Scopelliti rimane clamorosamente fuori a causa del basso numero di voti di lista nella circoscrizione rispetto alle altre.

Continua a leggere

Dda: “Matacena scelse Scajola per rapporti politici con cosche ‘ndrangheta”

Questa l’ipotesi della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, non condivisa però dal gip che ha rigettato per l’ex ministro la richiesta aggravante dell’avere favorito le cosche. Sequestrata in casa del politico ligure una missiva firmata dall’ex presidente libanese: “Caro Claudio, lo portiamo in Libano”. Il Questore di Imperia avvia un’indagine sull’uso improprio della scorta usata, secondo l’accusa, per favorire la latitanza

scajola-6401

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 10 maggio 2014

“Condotte dirette a interferire su funzioni sovrane quali la potestà di concedere l’estradizione“. Con queste parole i pm della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria contestano a Claudio Scajola e agli altri sette arrestati lo scorso 8 maggio insieme all’ex ministro, a Vincenzo Speziali, nipote omonimo dell’ex senatore del Pdl, la messa in atto di comportamenti volti a impedire l’estradizione dell’ex deputato condannato a cinque anni per concorso esterno in associazione mafiosa Amedeo Matacena.

Continua a leggere