‘NDRANGHETA: BOSS VRENNA SI PENTE; LA FAMIGLIA “E’ IMPAZZITO”

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‘NDRANGHETA: BOSS VRENNA SI PENTE; LA FAMIGLIA “E’ IMPAZZITO”

(AGI) – Crotone, 9 dic. – I figli, la moglie e, in definitiva, l’intera famiglia, si sono apertamente dissociati dalla scelta del boss Pino Vrenna, il 59enne ritenuto il capo dell’omonima cosca crotonese, di passare il fosso e collaborare con i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.
  La sua decisione sta facendo tremare i piu’ disparati ambienti cittadini, anche tra i cosiddetti colletti bianchi, e probabilmente servira’ ad accelerare e a dare corpo ad alcune indagini che erano gia’ in corso. Una notizia che il figlio del boss, Antonio Vrenna, in una lettera inviata ai giornali locali e nella quale parla anche a nome degli altri familiari, dice di aver appreso con sdegno, invitando le forze di polizia a non chiedergli di seguire il padre in una scelta che nessuno della famiglia condivide in alcun modo. Una decisione definita “assurda e incomprensibile” dallo stesso Antonio Vrenna, a detta del quale, suo padre, evidentemente, “non puo’ che essere impazzito”.

Parole dure che hanno l’obiettivo di tracciare un solco netto tra la famiglia Vrenna e il boss pentito, con il quale i suoi parenti non intendono in alcun modo essere piu’ accomunati. Tanto che ormai ne parlano come di un “ex congiunto” annunciando di aver gia’ avviato un’azione legale per il suo disconoscimento, mentre la moglie ne ha chiesto la separazione. Un messaggio oltremodo chiaro, insomma, sulla scelta di campo effettuata dai congiunti di Pino Vrenna: dopo aver rifiutato il programma di protezione previsto per i familiari dei collaboratori di giustizia, ora intendono tenere lontano da loro il marchio dell’infamia con il quale vengono bollati i pentiti. “Abbiamo appreso con estremo stupore e notevole sdegno – si legge nella lettera firmata dal figlio del boss – la decisione del nostro ex congiunto Vrenna Giuseppe detto Pino. Riteniamo che egli abbia fatto la sua scelta in perfetta autonomia, cosi’ come noi abbiamo fatto la nostra.
  Egli ha deciso di collaborare con la giustizia perche’, evidentemente, ha di che pentirsi. Noi, dal canto nostro, abbiamo declinato l’invito rivoltoci dalle Forze dell’Ordine a seguirlo in questa assurda ed incomprensibile scelta e, non avendo nulla e poi nulla di cui pentirci, riteniamo che questo signore vada lasciato solo nelle sue scelte e nelle sue determinazioni”. “Non mi resta da dire – scrive ancora Antonio Vrenna – che, a mio avviso, il Vrenna Giuseppe non puo’ che essere impazzito, ovviamente tale mia determinazione nasce dalla conoscenza perfetta di quello che era mio padre. Del resto, il Vrenna Giuseppe non avendo alcuna condanna coperta dal giudicato ed avendo una posizione processuale sostanzialmente buona, non puo’ che definirsi che pazzo.
  Comunque, quand’anche avesse riportato l’ergastolo, tale scelta non era da noi tutti ritenuta opportuna”.
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