Minacce a Muscolo, le ipotesi Quattro giorni fa gli ergastoli comminati ai presunti killer di Bruzzano

Locri
Vigile e preciso nelle udienze, scrupoloso nei provvedimenti e attento al buon funzionamento dell’attività della Corte. È il presidente Bruno Muscolo, titolare dell’Assise di Locri che ieri mattina è stato oggetto di una minaccia alla vita, giunta per lettera, alcuni giorni dopo aver letto il dispositivo della sentenza con la quale sono stati condannati alla pena dell’ergastolo Alessandro Rodà e Francesco Talia, ritenuti colpevoli dell’assassinio di Giuseppe Sculli, alias “u pitaci”, la sera del 16 febbraio del 2007. Un processo con tante difficoltà dibattimentali, le stesse di tanti altri altri procedimenti penali, e l’ultimo in ordine di tempo giunto a sentenza, per il quale il presidente Muscolo, in quella occasione assistito dal giudice a latere Angelo Ambrosio, si è prodigato a condurre con la massima attenzione, mantenendosi nelle forme di garanzia dovute a un’istruttoria dibattimentale, in particolare nel corso dell’escussione dei testimoni, alcuni particolarmente difficili da condurre, anche per la palese reticenza manifestata nel corso dell’esame.




CUTRO- E’ stato condannato in via definitiva a 17 anni di reclusione per associazione mafiosa nel processo Scacco Matto, è ritenuto il mandante di sette omicidi commessi negli anni di piombo ’99- 2000 nell’ambito del troncone dello stesso processo relativo ai fatti di sangue, proprio oggi dovrà comparire nel processo Herakles, in


