‘Ndrangheta: parco eolico sequestrato, proprieta’ nascosta da intreccio societa’ estere

Catanzaro, 13 lug. – (Adnkronos) – Pensavano di nascondere la reale proprieta’ del parco eolico in un intreccio di societa’ di diritto italiano ed estero.
Sito Ufficiale Associazione Gianluca Congiusta onlus

Catanzaro, 13 lug. – (Adnkronos) – Pensavano di nascondere la reale proprieta’ del parco eolico in un intreccio di societa’ di diritto italiano ed estero.

Campo di lavoro 2011-Volontari a Siderno al monumento alle Vittime innocenti della mafia
Gaetano Liardo, liberainformazione
Piemonte, al Veneto, alla Lombardia, decine e decine di ragazzi al lavoro nei campi confiscati alla mafia e gestiti da Libera. Luoghi significativi della presenza e del radicamento delle mafie, ma anche realtà dove lo Stato, accompagnato dalla società civile, attenta, vigile e responsabile, ha dimostrato – a fatica – di sapersi riscattare. E adesso, luoghi di allegria e di liberazione. Alla faccia dei mafiosi e dei loro fuochi.

Un viaggio nella Calabria della buonavita, quella che cerca ogni giorno di sopravvivere alla malavita.

Dedicato a Gianluca Congiusta il primo Campo di Lavoro di Libera

Come ogni anno, anche questa estate, l’associazione Libera, fondata da Don Luigi Ciotti, in collaborazione con l’associazione Don Milani di Gioiosa ionica, organizza i Campi di Lavoro sui terreni confiscati alla mafia.

Paola Bottero è nata a Torino il 26 novembre 1967.
Giornalista, esperta di comunicazione pubblica e strategica, narratrice, ha scritto tre romanzi. Con ius sanguinis e bianco come la vaniglia ha restituito la memoria di vittime innocenti della ‘ndrangheta. ‘NDRANGHETOWN è un fanta-noir di impegno civile.
Piemontese di origine, romana per scelta, è calabrese d’adozione.

Alessandro Russo è nato a Reggio Calabria il 15 aprile 1968.
Giornalista, è partito dalla gavetta nel Quotidiano della Calabria, lasciando le numerose esperienze politiche maturate nei movimenti giovanili. Dopo 15 anni, a metà del 2010, si è dimesso dalla carica di caporedattore centrale del quotidiano in cui si è formato ed ha formato molti giornalisti, per riprendere le fila di un discorso interrotto: quello dell’impegno in prima linea.
Paola e Alessandro sono compagni di vita e di lotta a tutte le forme di mafia. Orwellianamente rivoluzionari [“nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario”], nel 2010 hanno fatto una scelta netta e controcorrente, chiudendo con le esperienze lavorative in corso.
Rivoluzionaria e necessaria anche la decisione di raccontare la loro Calabria “senza targa”, per cercare di capire perché sia così difficile passare il guado di un’indifferenza ormai troppo pesante.
Vivono tra Roma e Reggio Calabria.
Monsignor Francesco Montenegro vieta le esequie di Giuseppe Lo Mascolo, arrestato pochi giorni prima di morire con l’accusa di essere il boss di Cosa nostra a Siculiana: “L’unico modo per imbavagliare la mafia è rifiutare i compromessi”
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Nella chiesa del Santissimo Crocifisso di Siculiana (Agrigento) era già tutto pronto per i funerali di Giuseppe Lo Mascolo, ultrasettantenne deceduto due giorni prima a causa di un ictus. Il parroco don Leopoldo Argento però ha dovuto fermare la funzione: niente esequie per Lo Mascolo, ma soltanto una preghiera e la benedizione della salma. Il motivo? Lo Mascolo era considerato il nuovo boss mafioso di Siculiana, e l’ordine della Curia è stato netto: nessun funerale in chiesa per boss e presunti tali. Arrestato solo pochi giorni prima di morire nell’operazione della polizia “Nuova Cupola”, per gli inquirenti Lo Mascolo era infatti uno dei personaggi più importanti della cosca, secondo soltanto ad Antonino Gagliano, il presunto capo mandamento della zona.

Questa volta è stata “avvertita” Clelia Raspa, capogruppo della maggioranza che sostiene al comune il primo cittadino Maria Carmela Lanzetta. All’alba sconosciuti hanno incendiato l’auto dell’amministratrice. E’ l’ennesimo attentato nel paese della locride

Il Sindaco di Monasterace Maria Carmela Lanzetta
Torna a salire la tensione a Monasterace, piccolo comune nella Locride che prova a resistere alle minacce della criminalità organizzata. Questa volta è stata “avvertita” Clelia Raspa, capogruppo della maggioranza della lista civica “Indipendenza e Libertà” che sostiene al comune il sindaco Maria Carmela Lanzetta. Alla Raspa, medico che presta servizio nella sede Asp di Locri, è stata data alle fiamme l’auto personale, parcheggiata vicino alla sua abitazione. Alcuni ignoti hanno incendiato parzialmente la vettura all’alba, ma l’incendio è stato domato dal pronto intervento dei vigili del fuoco e quindi la macchina è stata danneggiata solo nella parte posteriore. Ora i carabinieri stanno indagando su quanto è accaduto.
Don Pino Puglisi
LA MAFIA lo voleva riportare in sagrestia, possibilmente sotto chiave. Quel prete, in prima linea contro lo strapotere delle cosche, dava fastidio. Anche più delle volanti, squinzagliate a destra e a manca a caccia dei boss in libera uscita. Don Pino Puglisi minava il futuro di Cosa nostra. Senza sosta, giorno e notte, batteva palmo a palmo i marciapiedi di Brancaccio nel tentativo di strappare i giovani alle lusinghe della malavita. Prendeva di mira il vivaio della Mafia, con la consapevolezza che, togliendo sangue fresco, persino la Cupola sarebbe andata in cancrena.

