Noi ci saremo

No Mafia day
Domani in città è prevista una grande concentrazione di studenti, provenienti da ogni parte della Calabria, che prenderanno parte al No mafia day, una manifestazione organizzata dallo stesso comitato spontaneo di giovani che hanno già dato vita alla fiaccolata per la legalità dopo la bomba alla Procura di Reggio.
«Il comitato – spiegano Anna Leonardi e Francesca Chiappetta – si è proposto di organizzare una manifestazione apolitica e apartitica, rivolta ai cittadini calabresi e non, ed ha l’intento di rappresentare la parte pulita della Calabria, composta da un popolo che dice “No” alla mafia non solo intesa come organizzazione criminale ma anche come cultura mafiosa».


Processo Federica, La scarica elettrica non è più una certezza – I pubblici ministeri sulla base dell’istruttoria dibattimentale fin qui svolta potrebbero arrivare a modificare il capo d’imputazione – Un comune denominatore lega molte testimonianze: il black out in sala operatoria ha complicato le cose

“Ho amato tanto Gianluca, e lo amerò sempre”. Riprende con una testimonianza a sorpresa il processo per l’omicidio di Gianluca Congiusta. Ieri in aula, davanti alla Corte d’Assise, ha risposto alle domande della difesa Giuliana Trichilo, donna non ancora quarantenne che ha dichiarato di avere avuto una relazione con Gianluca Congiusta durata ben cinque anni, dal 2001 fino al giorno in cui l’imprenditore sidernese è stato assassinato. La donna, già sposata, ma separata dal marito fin dal 1996, ha raccontato di una storia comunque non facile con Gianluca Congiusta. “Ci lasciavamo, poi ci rimettevamo insieme – ha detto ieri Giuliana Trichilo – poi non ci sentivamo per parecchi giorni. Ma io volevo bene a Gianluca, era un ragazzo speciale, per bene ed educato”. Il giovane imprenditore e la donna, stando a quanto riportato ieri in aula, si sarebbero conosciuti in estate, forse nel 2001, e dopo qualche tempo avrebbero iniziato una relazione. “Solo dopo parecchio che avevamo una storia ho saputo che Luca fosse fidanzato”, ha detto la teste, che ha poi aggiunto: “eravamo due tipi riservati, io non parlavo molto delle mie cose e lui non parlava delle sue, non mi diceva niente, e io non volevo sapere nulla, il nostro era un rapporto di intimità”. 
