Omicidio Congiusta- I timori dei coniugi costa per la vendetta di Tommaso

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Depositata in Appello la sentenza in cui emergerebbero le paure di Annunziata Di Consola, moglie del pentito Giuseppe che il 20 luglio dovrà testimoniare in aula. Ecco i testi dei dialoghi intercettati.

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Nella foto sopra Tommaso e Giuseppe Costa

Di Angela Panzera

Annunziata Di Cosola ha paura. Lei, moglie dell’ex boss di Siderno Giuseppe Costa, ora collaboratore di giustizia, teme che il cognato Tommaso possa essere capace di fare qualsiasi cosa e teme soprattutto per la vita di sua figlia Lucia.

Anche nella perizia depositata ieri in Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria emerge tutto il timore della donna. C’è qualcosa che non quadra ed è per questo che i pg Domenico Galletta e Antonio De Bernardo hanno chiesto e ottenuto la deposizione della donna che il 20 luglio dovrà quindi testimoniare nel processo d’appello bis per l’omicidio di Gianluca Congiusta, l’imprenditore sidernese ucciso il 24 maggio del 2005, secondo l’accusa proprio da Tommaso Costa. Stando all’ipotesi della Procura, il boss avrebbe deciso di uccidere il giovane perché era venuto a conoscenza di una lettera estorsiva fatta recapitare ad Antonio Scarfò, all’epoca suo suocero di Congiusta, proprio da Costa, che a breve sarebbe uscito dal carcere, e quindi avrebbe dovuto “riacquisire” credibilità mafiosa a Siderno, senza che però i rivali della cosca Commisso venissero a conoscenza dei suoi progetti criminali. Non è escluso inoltre, che dopo la testimonianza della Di Cosola la Procura Generale richiami sul banco dei testimoni proprio il fratello dell’imputato che quindi deporrebbe per la terza volta nel processo a carico di Tommaso Costa. Ecco il testo del dialogo intercettato, il 22 aprile del 2013 fra i due per come emerge nella perizia depositata. Siamo nel carcere di Prato, dopo alcuni minuti di saluti e domande varie la Di Cosola non ce la fa più e dice chiare lettere al marito di avere paura per la vita della figlia Lucia. Ma perchè? La donna quindi dovrà dire alla Corte non solo il perchè dei suoi timori, ma soprattutto il contenuto di quella missiva scritta dalla figlia su costrizione dello zio Tommaso.
Annunziata -. Allora io… io ho paura, Giuseppe, qualcosa a Lucia. Perché quello se la piglia con Lucia. Che cazzo c’entra Lucia?
Giuseppe -. No.
Annunziata (…) Allora, ti ricordi quando lui prese a Lucia e disse: “Tu ci devi dire a mio fratello, devi scrivere a mio fratello, sennò ti amma… io ti ammazzo e non ti faccio trovare più”, le ha detto a Lucia tuo fratello. Allora… tutto… tutto in ansia. Io quando… Finché campa mia ma… mia suocera io andavo… dovevo andare sempre, ma quando è morta mia suocera… Allora disse a Lucia, disse: “Tu devi scrivere così, così, così. No, non va bene(…)
Giuseppe -. No, non mi hai detto…
Annunziata -. Come? Quando…ti ha scritto la lettera, cosa ti… ti disse Lucia? Ma non era di Lucia, era di tuo fratello! Non te lo disse?
Giuseppe -. (Annuisce col capo).
Annunziata -. Era lui che disse: “Se tu non scrivi così a mio fratello, tra poco ti faccio trovare morta, non ti faccio trovare più. Tu e a una ragazza”. Oh!
Giuseppe -. Perché ha scritto così? Perché le ha fatto scrivere questa lettera?
Annunziata -. E non… E che ne so! Non lo so, che ne so! Allora eh… Poi Lucia si… ti ricordi?
Giuseppe -. Mh, sì.
Annunziata -. E infatti…non è che…con Lucia…, “Devi scrivere quello che ti dico io”.
Giuseppe -. (Annuisce col capo).
Annunziata -. E lui… lui insieme a mia figlia… a nostra figlia insieme ha scritto… lui dettava e mia figlia ti scriveva a te. E tu la lettera ce l’hai.
Giuseppe -. Ma quando mi ha scritto? Dopo che(…)Ma io mo’ lo sto sapendo che la lettera l’ha mandata lui. Mica sapevo niente!
Annunziata -. Che cosa? Tu siccome… Te l’ha scritto la Lucia?
Giuseppe -. Sì, me l’ha scritto(…)
Annunziata -. Disse: “Papà, ha voluto lo zio Tommaso che ti scrivo così”. Ti risulta?
Giuseppe -. Sì.
Annunziata -. E perciò… e perciò ti ha scritto così tuo fratello. Allora… ha scritto che lui sta perdendo il cervello, sta… che quando…
Giuseppe -. Ma non penso che lui c’entra in queste cose qua.
Annunziata -. Ah?
Giuseppe -. Non penso che lui c’entra in questo fatto adesso. Sai perché non c’entra? Da dov’è non può fare niente.
Annunziata -. Ah?
Giuseppe -. Da dov’è… dove è detenuto lui, non può fare niente.
Annunziata -. Ma…perché… in quel momento. Ah?
Giuseppe -. Ma con quello là… con quello non va d’accordo, con quello là, con Curciarello non va d’accordo.
Annunziata -. Mh?
Giuseppe -. Non va più d’accordo con Curciarello.
Annunziata -. Chi?
Giuseppe -. Con Tommaso. Con Curciarello non vanno d’accordo.
Annunziata -. Ma che c’entra Curciarello?
Giuseppe -. Con Curciarello sono… sono (Unisce gli indici delle mani e li sbatte leggermente l’uno contro l’altro) (inc. audio insuf.) con quello che è andato. (Punta il pollice della mano destra sopra la spalla all’indietro). Hai capito?
Annunziata -. No, eh(…)
Giuseppe -. Stai tranquilla. Stai tranquilla che… d’ora in poi me la vedo io. Stai tranquilla che parlo io con l’avvocato. Ah, non lo sapevi che Tommaso con Curciarello non vanno più d’accordo?
Annunziata -. No.
Giuseppe -. Eh!
Annunziata…chi me lo dice a me che sono di quelli… che quelli sono.. sono capaci di tutto, ammazzano pure persone che non c’entrano niente…tuo fratello, mio cognato, non sono…non troveranno mai pace. E l’hanno fatto.
Giuseppe -. Pari mai.
Annunziata -. E l’hanno fatto. È una cosa bruttissima questa, Giuse’.
Giuseppe -. Non parliamo… lasciamo stare i morti(…)
Giuseppe -. Ma vedi che io gliel’ho detto al magistrato. Se io non la rispettavo a nostra figlia non le dicevo niente..principalmente. Se succede… se dovesse succedere una cosa a lei, io non avrei più pace! Parliamoci chiaro. Che non ti sembri che sono scemo io. Ma sono uno scemo? Ma tu che dici? Ah? Mi senti?
Annunziata -. Ma lo so(…)
Giuseppe -. E lo vedi che io l’ho capito? È distratta in questo momento. In questo momento..nostra figlia è distratta, ansiosa, pensierosa. Allora tu glielo dici più di una volta: “Vedi che né io né papà avremmo più pace se succedesse qualche cosa a te”.

gianluca congiusta