Milano Blitz contro la ‘ndrangheta, 17 arresti

A Milano e in Lombardia. 48 indagati, 5 milioni sequestrati

Blitz contro la ‘ndrangheta, 17 arresti

Maxi operazione della Dia contro le cosche Barbaro e Papalia. In manette anche imprenditori compiacenti

MILANO – Con una maxi-operazione anti-’ndrangheta, la Dia ha dato un nuovo duro colpo alla cosca Barbaro- Papalia di Platì (Reggio Calabria) da 30 anni radicata nell’hinterland sud di Milano.

A partire da martedì mattina sono state eseguite 17 ordinanze di custodia cautelare e una cinquantina di perquisizioni nei confronti di 48 persone indagate perché ritenute, a vario titolo, affiliate ad associazione per delinquere di stampo mafioso. L’operazione denominata «Parco sud» condotta dalla Dia di Milano, dal Gico della guardia di finanza e dai carabinieri, coordinata dalla Dda del capoluogo Lombardo è il risultato di un’indagine durata due anni.

 

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Noi sappiamo, sono anni che noi sappiamo

Noi sappiamo, sono anni che noi sappiamo

Testo dell’intervento di Barbara Spinelli a Contromafie

Sono anni che ci domandiamo come tutto ciò sia potuto accadere: il senso della legge che si sfibra, lo Stato che suscita timore o disprezzo perché s’accomoda con l’illegalità e rinuncia al controllo del territorio, che non interviene prima delle catastrofi ma solo ai funerali.

E la democrazia che si perverte, divenendo qualcosa di prevaricatore: come un diritto divino che si dà all’Unto delle urne. Il diritto a giocare con le leggi come il dittatore-Charlot gioca con il mappamondo: a considerare legittimo quello che è illegale, illegittimo quello che è legale, dunque a sovvertire categorie, istituzioni, leggi che nella Repubblica sono ferme, durevoli, non legate alla durata effimera delle maggioranze e legislature.

 

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Camorra, la minaccia dei Casalesi su Marrazzo

Camorra, la minaccia dei Casalesi su Marrazzo

Camorra, la minaccia dei Casalesi su Marrazzo

Roma, 31.10.2009 | di Claudia Fusani*

Dopo lo scoppio dell’affaire Marrazzo, oggi l’Unità pubblica un articolo a firma di Claudia Fusani sul possibile intervento del clan dei Casalesi nel caso che ha visto coinvolto il presidente della regione Lazio. Libera Informazione lo ripropone ponendo attenzione sugli sviluppi di un quadro che collega quanto avvenuto a Roma con le infiltrazioni nel Lazio da parte della camorra casalese.

da L’Unità, 31 ottobre 2009


Cercavano la droga e un boss latitante, sono inciampati nel telefono di un collega carabiniere e poi precipitati nel video sex di Marrazzo. E’ un altro lato della storia. Uno di cui si parla poco, ancora confuso perchè c’è di mezzo un morto, i clan, un’inchiesta più grande che inciampa in una, sotto il profilo criminale, sicuramente più piccola.

Entrambe non si sa che fine faranno. La rovina dell’ex governatore del Lazio comincia quando gli investigatori del Ros, verso la metà di settembre, seguendo una pista di narcotraffico e di criminalità organizzata ascoltano una frase: “Dobbiamo vendere il video del Presidente”. Mentre gli investigatori sono sulle tracce di un pericoloso latitante seguendo i percorsi del mercato della cocaina che dalla provincia di Caserta risale verso Roma passando per il basso Lazio, s’imbattono nel telefono di uno dei quattro carabinieri poi arrestati. Da quel momento l’indagine devia, va decisamente fuori strada, finisce in un pantano di trans, ricatti e reputazioni rovinate e svela una storia di ritorsioni e vendette.

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Boschi e appalti,ecco gli interessi dei Clan in Aspromonte

Boschi e appalti,ecco gli interessi dei Clan in Aspromonte

Boschi e appalti,ecco gli interessi dei Clan in Aspromonte


Reggio Calabria. 10 persone, ritenute esponenti di spicco delle cosche Foriglio di Cinquefrondi, Spanò-Larosa di Giffone, Callà di Mammola e Facchineri di Cittanova e San Giorgio Morgeto, sono finite nella rete delle Forze dell’ordine, con le pesanti accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione.

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ROSARNO: POLIZIA SCOPRE ARSENALE, TRA ARMI ANCHE UN POTENTE LANCIARAZZI

ROSARNO: POLIZIA SCOPRE ARSENALE, TRA ARMI ANCHE UN POTENTE LANCIARAZZI

ROSARNO: POLIZIA SCOPRE ARSENALE, TRA ARMI ANCHE UN POTENTE LANCIARAZZI

Reggio Calabria, 2 nov. (Adnkronos) – Armi e munizioni sono state trovate dagli uomini del Commissariato di Gioia Tauro a Rosarno. Erano nel giardino dell’abitazione di Salvatore Bonfiglio, operaio edile di 34 anni gia’ sottoposto alla misura dell’avviso orale con precedenti per rapina e truffa, e della moglie 27enne incensurata casalinga. In tre bidoni in plastica per la pittura interrati sotto una tettoia in lamiera sorretta da paletti erano nascosti sei caricatori calibro 9 para, 21 cartucce a pallettoni calibro 12, un caricatore a banana per kalashnikov, un caricatore circolare per arma da guerra, tre piastrine metalliche per ricaricamento rapido per munizionamento da guerra che contenevano 29 cartucce calibro 7,62×39 di cui uno tracciante.

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Gianluca Congiusta – Facoltà di Scienze Politiche-Corso di laurea:Servizio Sociale- Numero di matricola 190979

Gianluca Congiusta – Facoltà di Scienze Politiche-Corso di laurea:Servizio Sociale- Numero di matricola 190979

Università di Messina: l‘Associazione Gianluca Congiusta domani alla manifestazione contro chiusura sede di locri

Mario Congiusta ricorda Gramsci: la cultura è essenziale per comprendere i propri diritti e i propri doveri. pronta una borsa di studio titolata a Gianluca Congiusta

 


 

Era la matricola 190979. Immatricolato il 12 settembre 2003 alla Facoltà di Scienze politiche, corso di laurea Servizio sociale, Gianluca Congiusta è stato tra i primi a essere iscritto alla sede distaccata di Locri dell’Università degli studi di Messina. Anche per questa ragione l’associazione “Gianluca Congiusta Onlus” parteciperà domani, giovedì 4 novembre, alla manifestazione indetta dagli studenti per evitarne la chiusura

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Lettera morta,si va verso la sentenza in corte d’appello di Reggio Calabria

 

Lettera morta,si va verso la sentenza in corte d’appello di Reggio Calabria

Acquisite le trascrizioni di Congiusta

REGGIO- La prossima udienza per il processo in appello “Lettera Morta” si terrà a Reggio Calabria il 16 dicembre, data in cui il Procuratore Generale Francesco Neri e gli avvocati di parte civile discuteranno la causa di fronte alla Corte d’ Appello del Tribunale di Reggio Calabria.

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Locri: sequestro beni del valore di oltre due milioni di euro

 

Locri: sequestro beni del valore di oltre due milioni di euro

L’attività ha riguardato la ricostruzione dei patrimoni illecitamente acquisiti dagli indagati dell’operazione «Vangelo»


 

21/10/2009 Beni del valore di 2 milioni di euro sono stati sequestrati dagli uomini della Compagnia di Locri, coordinati dal Comandante Provinciale, nella disponibilità di personaggi legati alla criminalità organizzata dell’alto ionio reggino, tra i quali Luca Mammolenti di Gioiosa Jonica.

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