Scambio di auguri tra Salvatore Cordì e l’imputato Costa Tommaso

Scambio di auguri tra Salvatore Cordì e l’imputato Costa Tommaso

Scambio di auguri tra Salvatore Cordì e l’imputato

«Fra i Costa e i Commisso nessuno scontro armato»

LOCRI – «Cosimo Commisso che oggi sconta l’ergastolo anche per il presunto assassinio di mio fratello è innocente».

Parole dense di significato quelle dette da Tommaso Costa ieri durante la sua deposizione al processo Congiusta. E Costa ha anche aggiunto: «Tra la mia famiglia e i Commisso non c’è mai stato nessuno scontro armato».

Più volte ieri Tommaso Costa ha riportato l’attenzione sugli anni della faida a Siderno, e più volte ha detto che si è trattato di una “tragedia armata da altri” e che ha pagato con enorme dolore la sua famiglia. «Hanno cercato di dire che io mi ero messo anche con i Salerno – ha detto sempre Costa -ma io e Salvatore Salerno siamo stati coimputati nel processo “Siderno Group” e lui era accusato di avere ucciso uno dei miei fratelli. Come potevo mai avere a che fare con questa persona, non ci sarei mai riuscito.

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Nell’udienza al processo “Congiusta” hanno deposto Tommaso Costa e Giuseppe Curciarello

Nell’udienza al processo “Congiusta” hanno deposto Tommaso Costa e Giuseppe Curciarello

Nell’udienza al processo “Congiusta” hanno deposto Tommaso Costa e Giuseppe Curciarello

Una “tragedia” dietro la lettera

Il boss parla in videoconferenza:”non l’ho scritta io, l’ho solo avallata”

da sinistra: Roberta Congiusta, l’avvocato Sgambellone e Mario Congiusta

«La lettera di minacce a Scarfò non l’ho scritta io, l’ho solamente avallata, se volete potete anche fare la perizia calligrafica». Al processo per l’omicidio di Gianluca Congiusta è stato il giorno di Tommaso Costa, imputato di associazione mafiosa e omicidio, e Giuseppe Curciarello, che deve rispondere dell’accusa di associazione.

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Legalità – La forza del popolo

Legalità – La forza del popolo

La cultura della legalità – nella nostra società – va sempre più perdendo la sua presenza e la sua importanza. Una società in cui la criminalità, l’uso di droghe e sostanze stupefacenti, l’indifferenza verso le istituzioni, il razzismo e l’oppressione dei diritti dell’individuo abbrancano sempre più il vivere civile.

E’ dunque più che mai necessario continuare a diffondere un’autentica cultura dei valori civili, del senso delle istituzioni, del rispetto verso l’individuo e ciò che lo circonda, del rispetto delle leggi e delle norme, della lotta ad ogni forma di intolleranza razziale e di ogni diritto violato

E’ compito di ognuno promuovere la legalità e diffonderne il suo valore, proprio per questo abbiamo deciso di iniziare questo percorso con un sit-in in uno dei luoghi che più di tutti possono rappresentare i sentimenti comuni di un popolo che ha voglia di risorgere e che può affidarsi solo alla sua forza, alla sua volontà.

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Gratteri a La Russa: arresto latitanti non è merito del governo

Gratteri a La Russa: arresto latitanti non è merito del governo

Botta e risposta tra il procuratore aggiunto di Reggio Calabria e il ministro della Difesa alla trasmissione Radio Anch’io in merito ai recenti arresti dei latitanti di ‘ndrangheta

«Gli arresti dei latitanti che si susseguono negli ultimi tempi non rappresentano un merito del governo ma delle forze dell’ordine, che però lavorano con grandi sacrifici perchè hanno organici insufficienti». Lo ha detto il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, replicando, nel corso della trasmissione Radio Anch’io al ministro della Difesa Ignazio La Russa.
Per Gratteri, «il Governo ha fatto due cose importantissime abolendo il patteggiamento in appello, che era uno scandalo ed un regalo alle mafie e modificando la normativa sul sequestro e la confisca dei beni, che oggi sono più facili. Il resto dei provvedimenti adottati dall’esecutivo, però, mi sembrano palliativi». Secondo Gratteri, «bisogna attuare un’inversione di tendenza perchè è da oltre dieci anni che si fanno concorsi nelle forze dell’ordine in numero insufficiente, tanto che non si riesce a coprire i vuoti che si determinano per i pensionamenti».

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Il 3 Maggio a Reggio il corteo “Gerbera Gialla 2010”

Il 3 Maggio a Reggio il corteo “Gerbera Gialla 2010”

‘Ndrangheta/ Il 3 maggio a Reggio il corteo ‘Gerbera Gialla 2010’

L’indomani farà tappa a Vibo Valentia. Ci sarà anche Piero Grasso

Prenderà il via da Reggio Calabria il 3 maggio il percorso della “Gerbera Gialla 2010”. Un lungo corteo si muoverà da Piazza Italia per fare tappa nei luoghi simbolo della lotta alla ‘ndrangheta: Via Apollo, la Procura, la Questura, e raggiungerà poi l’Arena dello Stretto. In Via Apollo saranno apposte targhe a ricordo del sacrificio di Gennaro Musella, mentre a Piazza Castello il corteo si fermerà per consegnare la gerbera del riscatto al procuratore generale Di Landro. Sotto la Questura infine un lungo applauso sarà dedicato al lavoro delle forze dell’ordine in contrapposizione e condanna all’episodio che ha visto osannare un mafioso.

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Il 10 Maggio Costa e Curciarello davanti ai giudici

Il 10 Maggio Costa e Curciarello davanti ai giudici

Il 10 Maggio Costa e Curciarello davanti ai giudici

Tommaso Costa

Sarà decisiva la prossima udienza del 10 maggio al processo per l’omicidio Gianluca Congiusta. E’ stata fissata per quella data infatti l’escussione dei due imputati Tommaso Costa, che deve rispondere dell’accusa di omicidio e di associazione mafiosa, e di Giuseppe Curciarello che deve invece rispondere solo del capo di imputazione di associazione mafiosa.

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Processo Congiusta.la corte sentirà il pentito Novella

Processo Congiusta.la corte sentirà il pentito Novella

Entro Giugno la Corte d’assise di Locri sentirà il collaboratore di giustizia

Domenico Novella

Il pentito sul delitto

Congiusta

In aula il confronto tra Katia Scarfò ed i familiari

dell’imprenditore ucciso


Entro giugno, al processo Congiusta, verrà sentito il pentito Domenico Novella. Lo ha stabilito la Corte d’Assise di Locri, che ha fissato l’audizione del collaboratore di giustizia in videoconferenza per la prima udienza utile del mese di giugno.

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