CALABRIA: Vasto uliveto distrutto a colpi di motosega.

CALABRIA: Vasto uliveto distrutto a colpi di motosega. La coltura alimentava il progetto di speranza della cooperativa “Talità Kum” fondata da giovani e sacerdoti

“Raso” al suolo un uliveto di 7 anni.

Mille le piante tagliate con l’intento di “uccidere” un progetto di speranza realizzato con grandi sacrifici dall’imprenditore agricolo Pietro Lopreiato, 45 anni, originario di Sant’Onofrio ma residente a San Gregorio d’Ippona, piccola centro della provincia di Vibo Valentia. Nell’iniziativa imprenditoriale coinvolta anche la cooperativa sociale Talità Kum che ha il compito di imbottigliare e commercializzare l’olio extravergine prodotto con metodo biologico.

 

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Gli studenti del Liceo Metastasio di Scalea a Polistena e dintorni, a conclusione di un percorso sulla e di legalità

Gli studenti del Liceo Metastasio di Scalea a Polistena e dintorni, a conclusione di un percorso sulla e di legalità

Gli studenti del Liceo Metastasio di Scalea a Polistena e dintorni, a conclusione di un percorso sulla e di legalità

di Tania Paolino

POLISTENA – Siamo in Calabria, là dove si toccano mare e montagne, calma e asperità, disperazione e speranza, assuefazione e rivolta. Contraddizioni che, materializzandosi, si confondono ancor più quando si parla, si vive e si muore di ‘ndrangheta. Non è possibile però capirlo pienamente se qui non si è nati o non si è consacrata una parte della propria anima a questa terra difficile. Io lo sapevo, lo intuivo, ma l’ho toccato con mano quando sono stata a Polistena, nella piana di Gioia Tauro, dove ho avvertito la differenza tra il peso reale della criminalità e, di conseguenza, di un’antimafia seria, e la semplice percezione della sua esistenza, con le belle dichiarazioni e le parate simboliche e ufficiali, che ne derivano.

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Locri: tenta di avvelenare il marito, arrestata

Locri: tenta di avvelenare il marito, arrestata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Davvero una brutta avventura quella vissuta da un anziano di 75 anni. L’uomo, ricoverato nell’ospedale di Locri, stava per essere ucciso dalla sua convivente, Annunziata Iannizzi, 45 anni, originaria di Mammola, nel reggino, che è stata arrestata dai Carabinieri a seguito della visione di un filmato di una telecamera di controllo che la ritrae mentre prepara la pozione assassina.

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MAFIA: PG SCARPINATO, OGGI SONO TROPPE LE CARENZE NEL ‘CODICE ANTIMAFIA’

MAFIA: PG SCARPINATO, OGGI SONO TROPPE LE CARENZE NEL ‘CODICE ANTIMAFIA’

 

MAFIA: PG SCARPINATO, OGGI SONO TROPPE LE CARENZE NEL ‘CODICE ANTIMAFIA’

‘‘Mancano delle cose che sono essenziali, quindi piu’ realisticamente si potrebbe dire che questa e’ una legge che ha introdotto alcune novita’.

Ma veicolare all’opinione pubblica l’idea che e’ stata data alla magistratura e alle forze di polizia una sorta di arma risolutiva contro le mafie ne corre; c’e’ il pericolo di creare un’aspettativa che rischia di andare delusa”.

Questo il giudizio sul ‘Codice antimafia’ del procuratore generale presso la Corte d’appello di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, a margine di un convegno sul tema ‘Il contrasto ai patrimoni delle mafie’, organizzato a Catania da magistratura democratica, Movimento per la giustizia, Articolo 3 e Libera.

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IL COLLABORATORE ANGELO CORTESE: “CARLO COSCO MI CHIESE DI UCCIDERE LEA GAROFALO”

IL COLLABORATORE ANGELO CORTESE: “CARLO COSCO MI CHIESE DI UCCIDERE LEA GAROFALO”

IL COLLABORATORE ANGELO CORTESE: “CARLO COSCO MI CHIESE DI UCCIDERE LEA GAROFALO”

di Marika Demaria

È stata una giornata densa di testimonianze quella che ieri, giovedì 27 ottobre, si è svolta nel Tribunale di Milano in merito al processo per l’omicidio di Lea Garofalo.

Il primo a salire virtualmente sul banco dei teste è stato il collaboratore di giustizia Angelo Salvatore Cortese, collegato in videoconferenza. Cortese, affiliato alla ‘ndrangheta dal 1985, fu arrestato nell’ambito dell’operazione “Scacco matto” del 2000, che aveva anche fatto scattare le manette ai polsi di Pasquale Nicoscia, il capobastone dell’omonima cosca operante a Isola Capo Rizzuto.

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”E’ ‘na malatia…”

”E’ ‘na malatia…”

”E’ ‘na malatia…”

di Claudio Cordova –

Prima della cura e dopo la cura

Qualcuno, addirittura, ha chiesto la perizia psichiatrica. Carlo Antonio Chiriaco è un caso più unico che raro nella storia giudiziaria dei processi alla ‘ndrangheta.  Chiriaco è il direttore dell’Azienda Sanitaria di Pavia tratto in arresto nell’ambito dell’operazione “Crimine”, condotta sull’asse Milano-Reggio Calabria: l’uomo viene ammanettato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Sarebbe il manager in contatto con i presunti boss Pino Neri e Cosimo Barranca, egemoni nel nord Italia e, in particolare, in Lombardia. Fin dall’interrogatorio di garanzia, tenutosi, come disposto dalla procedura, pochi giorni dopo dalla maxiretata milanese, Chiriaco (nella foto prima dell’arresto e alla prima udienza del processo) afferma di essere sempre stato morbosamente affascinato dalla ‘ndrangheta. Una “malattia” che lo avrebbe affetto fin da giovane quando, fingendosi boss, si sarebbe compiaciuto dell’effetto di rispetto e timore provocato nel prossimo: su questa curiosa sindrome, i legali di Chiriaco hanno peraltro centrato la propria difesa, affidando una perizia allo psichiatra e criminologo Adolfo Francia.

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Processo ”Crimine”: pm Gratteri invoca oltre 1500 anni di carcere per la ‘ndrangheta della provincia reggina

Processo ”Crimine”: pm Gratteri invoca oltre 1500 anni di carcere per la ‘ndrangheta della provincia reggina

Processo ”Crimine”:

pm Gratteri invoca oltre 1500 anni di carcere per la ‘ndrangheta della provincia reggina


di Claudio Cordova – Quasi millesettecento anni di carcere sono stati richiesti dal procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria , Nicola Gratteri (nella foto), nell’ambito del maxiprocesso “Crimine”, procedimento storico che si celebra al cospetto del Gup di Reggio Calabria Giuseppe Minutoli.

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