Processo Congiusta-Chiesto doppio confronto

Processo Congiusta-Chiesto doppio confronto

Processo Congiusta, Chiesto doppio confronto

Chiesto un confronto tra Mario e Roberta Congiusta e la ex ragazza di Gianluca

LOCRI (RC) Un confronto tra i congiunti di Gianluca Congiusta, Mario e Roberta, e Katia Scarfò, la ragazza del giovane ammazzato la sera del 25 maggio 2005a Siderno.

È quanto è stato chiesto ieri durante l’udienza del processo che si sta celebrando davanti ai giudici della Corte d’assise di Locri, che veda alla sbarra quale presunto omicida Tommaso Costa, capo dell’omonima cosca di Siderno.

La richiesta è scaturita a seguito di alcune discresie, rilevate dalla stessa Corte, tra quanto dichiarato dall’allora ragazza del giovane imprenditore e quanto sostenuto invece dal padre e dalla sorella di Gianluca.

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Sequestri e cattura latitante

A Siderno sequestri e cattura latitante

Nell’ambito della pressante attività di contrasto alla ‘ndrangheta, su direttive del Questore Carmelo CASABONA, nella giornata di ieri e nelle prime ore di stamane, la Polizia di Stato ha condotto due importanti operazioni con sequestri patrimoniali e la cattura di un latitante.

In particolare, nella giornata di ieri il Tribunale di R.C. – Sez. Misure di Prevenzione, accogliendo la proposta della Questura, di seguito all’attività condotta dalla Divisione Polizia Anticrimine e dal Commissariato P.S. di Siderno, ha disposto il sequestro di beni a carico di Michele CURCIARELLO (di Siderno, cl.’62) e Antonio MARTINO (di Siderno, cl.’76), entrambi arrestati in data 18.12.2008,  in esecuzione di Ordinanza di Custodia Cautelare emessa  il 16.12.2008 dal G. I. P. presso il Tribunale di R. C. nell’ambito dell’operazione “Pioggia di Novembre” per avere partecipato all’organizzazione ed all’esecuzione dell’omicidio, in data 31 maggio 2005, di CORDI’ Salvatore (classe ’54), inteso “u cinesi”, esponente dell’omonima consorteria, al fine di favorire il clan avversario dei “CATALDO” di Locri.

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Intimidazioni ad un giornalista del Quotidiano della Calabria

Minacce a Giuseppe Baldessarro
«Non può più essere sottovalutato l’attacco intimidatorio che viene quotidianamente rivolto alla stampa calabrese la quale con coraggio sta cercando di produrre la corretta informazione ai cittadini della Regione. Attacchi che sicuramente vengono perpetrati per mano della ‘ndrangheta, ma dietro la quale possono, altresì, celarsi tutti quei colletti bianchi che hanno contribuito, colludendo con la malavita, a creare il nefasto sistema di malaffare che sovrasta la Calabria». Lo sottolinea Angela Napoli componente della Commissione nazionale antimafia. «Anche l’ultima intimidazione rivolta a Giuseppe Baldessarro, bravo redattore del «Il Quotidiano della Calabria» – dice – al quale rivolgo la mia sincera solidarietà, fa capire che non è sicuramente «ben accetta» la cronaca dei fatti nefasti del nostro territorio. Sicura che le Forze investigative sono già al lavoro per individuare gli autori anche di questa grave intimidazione, invito Giuseppe Baldessarro a proseguire, con la solita professionalità, nel suo lavoro, sapendo che non sarà lasciato solo».

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A Rosarno 20 anni di soprusi sui neri

A Rosarno 20 anni di soprusi sui neri

20 anni di soprusi a Rosarno sui neri


ROSARNO –  Che la ‘ndrangheta sia lì, attorno ai campi dove si raccolgono arance e mandarini, senza neanche il fastidio di nascondersi, è cosa risaputa. E che a sparare contro i neri ridotti in schiavitù siano sempre loro delle ‘ndrine, affinché “gli schiavi” si pieghino alle condizioni disumane alle quali sono costrettti e non si azzardino a protestare, è altrettanto noto. Ma poi è di dominio pubblico anche il fatto che le fucilate contro gruppi di immigrati, non sono soltanto un “gioioso passatempo” dei rampolli della mafia, che sparano per “farsi le ossa” e farsi conoscere, ma rappresentano una strategia terroristica che a Rosarno funziona dal 1990, fin dai primi flussi migratori dei manovali provenienti dall’Africa. Tutto nell’indifferenza generale.

“Arance insanguinate”. E’ il titolo di un dossier che “DaSud” Onlus ha presentato a Reggio Calabria e a Lamezia Terme ad una delegazione del Parlamento Europeo e di cui si parlerà a Roma – al cinema L’Aquila, giovedì prossimo – durante un meeting di tutte le associazione antirazziste. Si tratta di un lavoro che serve a far conoscere  il tragitto e l’evoluzione negli ultimi vent’anni, di una tragedia di dimensione nazionale, che ha suscitato attenzione mediatica solo quando è esplosa come problema di ordine pubblico, la notte dell’8 gennaio scorso, quando su un gruppo di “schiavi africani” c’è stato l’ennesimo “tiro a segno”, al quale gli immigrati hanno reagito con una vera e propria rivolta. Tutti erano sopravvivevano come animali in una ex cartiera, costruita con i soldi truffati alla Ue e poi  abbandonata.


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A tu per tu con il pm della Dda Antonio De Bernardo

A tu per tu con il pm della DDA Antonio De Bernardo

di Noemi Azzurra Barbuto

Sono i sostituti procuratori della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), istituita presso la Procura della Repubblica del tribunale di ventisei capoluoghi di distretto di Corte d’appello, i quali, in tutta Italia, si impegnano quotidianamente nella lotta alla criminalità organizzata.

Ecco cosa significa davvero “dedicare la propria vita al lavoro”: non si tratta soltanto delle numerose ore, sia diurne che notturne, trascorse ad indagare, ad interrogare, a studiare, a ricostruire ogni parola, ogni gesto, ogni fatto, in cerca della verità; ma anche e soprattutto della perdita, volontaria ma non per questo meno sofferta, di tante piccole libertà che noi diamo per scontate e che, in effetti, tali dovrebbero essere anche per coloro che stanno sul fronte della legalità.

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“Ricompriamo l’auto a Antonino Monteleone”- Qui il numero della Postepay

“Ricompriamo l’auto a Antonino Monteleone”- Qui il numero della Postepay

 

“Ricompriamo l’auto a Antonino Monteleone”

Nel solidarizzare con il giornalista Mario Congiusta chiede l’intervento di

tutta la società civile


“Piena solidarietà e vicinanza a Antonino Monteleone, giovane giornalista coraggioso, ed espressione di quella nuova generazione che non abbassa la testa di fronte alla feroce morsa del malaffare calabrese”. Queste le parole di Mario Congiusta, che si mette virtualmente al fianco di Antonino Monteleone, vittima di un vile attentato la scorsa notte.

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