Procuratore generale di Messina a processo. L’avv. Repici: “Adolfo, perdonami ma non mi fanno testimoniare”

Franco Cassata
Sito Ufficiale Associazione Gianluca Congiusta onlus


Franco Cassata
LIBERA: “GIAN CARLO CASELLI, UNO DI NOI”
Per evitare problemi di ordine pubblico, rinviata la presentazione
del libro del magistrato “Attacco alla giustizia” in programma oggi a Milano
Questo pomeriggio alle 18.00 era in programma presso la Feltrinelli di piazza Duomo a Milano la presentazione aperta al pubblico del libro scritto da Gian Carlo Caselli “Attacco alla giustizia” (Melampo 2011). Accanto all’autore sarebbero intervenuti il sostituto procuratore della Repubblica di Milano Armando Spataro e il presidente onorario di Libera Nando dalla Chiesa.



A chi servono il silenzio e l’indifferenza?
Capita spesso durante i cortei o i convegni antimafia che qualcuno, tra un sorriso beffardo, ed all’uopo uno di cortesia, sussurri: “tanto non serve a niente !”

8 marzo anti’ndrangheta: sfidiamo le cosche che odiano le donne
di Alessio Magro – Stopndrangheta.it
Stopndrangheta.it aderisce all’appello del direttore del Quotidiano della Calabria, Matteo Cosenza, perché il prossimo 8 marzo sia la festa delle donne che hanno sfidato la ‘ndrangheta, la festa di chi vuole sfidare le cosche che odiano le donne. Cetta Cacciola, insieme a Giuseppina Pesce e Lea Garofalo, insieme a Tita Buttafusca e alle altre donne che hanno detto basta alle cosche – ai loro padri, fratelli, mariti, figli, zii, cugini e nipoti – tutte loro sono un pugno nello stomaco della Calabria indifferente. Non eroine, si badi bene, ma un esempio da seguire per riacquistare la dignità perduta e il vero onore dei calabresi. Questa la nostra adesione pubblicata nell’edizione odierna de Il Quotidiano della Calabria.
LA CRONACA/1
Maria Concetta, testimone di giustizia e suicida in terra di ‘ndrangheta

di Francesca Chirico – Linkiesta (10/02/2012)
Rosarno, sono le sette di sera di un sabato di agosto e Maria Concetta si chiude in bagno, mandando giù a sorsate, come fosse acqua, l’acido muriatico. Madre di tre figli in terra di ‘ndrangheta, qualche mese prima aveva iniziato a collaborare con la giustizia. Da un luogo protetto diceva: «Non me li hanno mandati i figli e non me li mandano perché loro hanno capito che se mi mandano i figli è finita non torno più». Tornata per rivederli, aveva anche ritrattato la collaborazione, prima di riprenderla. Ora è arrivato l’arresto del padre e della madre, accusati di averla spinta al suicidio.
Paola Bottero
Una svolta storica, soprattutto in una cittadina che solo quattro anni prima non aveva ritenuto opportuno costituirsi parte civile nel processo sull’omicidio che l’ha resa famosa: quello del giovane commerciante Gianluca Congiusta. È stato Mario, il padre del ragazzo, a far accendere i riflettori su Siderno.
La Commissione regionale contro la ‘ndrangheta incontra gli
amministratori vittime di atti intimidatori
2012-02-13 17:02:54 nim
Reggio Calabria. E’ stato invitato anche il Sindaco di Siderno, Riccardo Ritorto, ultimo, in ordine di tempo, ad aver ricevuto minacce, alla riunione della Commissione contro la ‘ndrangheta, che si svolgerà mercoledì 15 febbraio alle ore 11.00, a Palazzo Campanella.

Perchè a Genova-di Nando dalla Chiesa
Libera a Genova, Libera in Liguria. Per festeggiare a Genova la giornata della memoria e dell’impegno del 17 marzo del 2012. E’ una scelta naturale.


Si svolgerà a Genova il prossimo 17 marzo la diciassettesima edizione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, promossa dall’associazione Libera.

È STATO arrestato dai Carabineri del Ros e dal reparto speciale dei Cacciatori di Calabria Rocco Aquino – detto ‘u Colonnello – 51 anni, superlatitante, considerato dagli inquirenti uno dei principali esponenti dell’ndrangheta.

È CONSIDERATO dagli inquirenti un personaggio di “alta levatura criminale”. Nel suo territorio, Marina di Gioiosa Ionica, nella Locride, guidava la cosca con la carica di capo “Locale” e si divideva l’area di competenza con i “Mazzaferro”. Più che per le qualità dimostrate nella “gestione e governo del territorio”, che pure sono fuori discussione, Rocco Aquino si era ritagliato un ruolo importante ai vertici del mandamento Jonico, in virtù della storia criminale della propria famiglia e della sua forza economica.