UOMO UCCISO TRA PALMI E GIOIA TAURO

Uomo ucciso in agguato nel Reggino, grave figlio

di 14 anni

Agguato fra Palmi e Gioia Tauro, vittime erano in auto

(ANSA) – PALMI (REGGIO CALABRIA), 19 NOV – Un uomo e' stato ucciso a Palmi in un agguato nel quale e' rimasto ferito in modo grave anche il figlio di 14 anni.L'agguato e' stato fatto mentre Salvatore Melara, di 38 anni, stava accompagnando a scuola in auto il figlio Francesco. Lungo la provinciale tra Palmi e Gioia Tauro sono stati affiancati da un'altra vettura, sulla quale viaggiavano i killer che hanno sparato. Melara e' morto all'istante, il ragazzo e' stato raggiunto da due colpi alla testa ed e' gravissimo.

COMMISSIONE ANTIMAFIA LUIGI DE SENA E FABIO GRANATA VICEPRESIDENTI

COMMISSIONE ANTIMAFIA LUIGI DE SENA E FABIO GRANATA VICEPRESIDENTI

POLITICA- COMMISSIONE ANTIMAFIA  DE SENA (PD) E GRANATA VICEPRESIDENTI

 Fabio Granata, parlamentare del Pdl, e Luigi De Sena, senatore del Pd, sono stati eletti, oggi pomeriggio, vicepresidenti della Commissione parlamentare Antimafia che è presieduta dal senatore Giuseppe Pisanu. Segretari della Commissione sono stati eletti il senatore Gianpaolo Vallardi (Lega Nord) e il deputato Francantonio genovese (Pd).  

INTERVISTA ALL ONOREVOLE FRANCO LARATTA

Focus

Scritto da Redazione  

Giovedì 13 Novembre 2008 00:00

Intervista all'Onorevole Franco Laratta

 

 Franco Laratta, deputato del Partito Democratico dal 2006, è giornalista e scrittore, ha fondato e diretto diverse testate giornalistiche in Calabria, e curato e diretto trasmissioni di approfondimento politico e inchieste su mafia e criminalità. Tra gli ultimi scritti “La lunga notte della Calabria”. La scorsa settimana l’onorevole Laratta è stato nominato membro della Commissione Parlamentare Antimafia.

 

Onorevole Laratta tra una delle Sue dichiarazioni ha affermato che lo Stato, la magistratura le Forze dell’Ordine devono tornare ad esercitare il controllo di quei territori che sono “quasi fuori controllo”. Il Ministero dell’Interno ha uomini e mezzi necessari per effettuarlo? E, ove non l’avesse, Lei ritiene che i reparti speciali in affiancamento delle Forze dell’ordine possono essere utili?
“Tutto può essere utile per affermare la forza di uno Stato democratico. E fra le altre cose il potenziamento delle Forze dell’Ordine, della magistratura, degli uffici giudiziari. Anche l’uso dell’Esercito per il controllo del territorio può essere importante”.

 

 

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RAPPORTO SOS IMPRESA

RAPPORTO SOS IMPRESA

 

 

La criminalità è una holding con un utile che sfiora i 70 mld, il 6% del pil
La denuncia nel rapporto "Sos Impresa" pubblicato dalla Confesercenti

Usura e racket, ma anche forni e night
"Mafia spa" fattura 130 miliardi l'anno
 

ROMA – Che la prima impresa italiana fosse la criminalità organizzata lo si sapeva da tempo, ma ora il nuovo studio "Sos Impresa" pubblicato dalla Confesercenti mette a fuoco con precisione come il business del malaffare si è ramificato e consolidato nel corso degli anni. Quella che l'organizzazione di categoria dei commercianti chiama "Mafia spa" è una grande holding con un "fatturato" annuo complessivo di 130 miliardi di euro e un utile che sfiora i 70 miliardi, al netto degli investimenti e degli accantonamenti.

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DA EX DETENUTI A CATEGORIA PROTETTA E PRIVILEGIATA di ucceo goretti

DA EX DETENUTI A CATEGORIA PROTETTA E PRIVILEGIATA di ucceo goretti

Da delinquenti a categoria protetta? 

di ucceo goretti 

Leggendo i quotidiani, noto che, molti assessori alle politiche sociali si affannano a presentare progetti di reinserimento per ex detenuti, programmi a tutela degli stessi ed a Reggio Calabria, ci si preoccupa, addirittura, di aprire l’ufficio per i diritti dei detenuti.

Non credo che si possa plaudire ai soggetti istituzionali promotori di tali iniziative.

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BAMBINA DI QUATTRO ANNI OSTAGGIO NARCOTRAFFICI di Roberto Galullo

BAMBINA DI QUATTRO ANNI OSTAGGIO NARCOTRAFFICI di Roberto Galullo

 

ROBERTO GALULLO
"Contro l’epidemia della criminalità c’è un vaccino formidabile: l’onestà di ogni singolo uomo"

Bogotà chiama Napoli risponde: a 4 anni ostaggio del narcotraffico. Come i calabresi in Colombia

C’è una notizia piccola piccola che vale la pena di raccontare ai miei lettori del blog.Piccola non per importanza ma per come è stata trattata dai media: discreta rilevanza sulle tv locali, di routine su quelle nazionali, buona sulla stampa locale, quasi nulla su quella nazionale. Comunque la sintesi è che questa notizia è passata in cavalleria, soprattutto a causa dell’incapacità di noi giornalisti di leggere gli avvenimenti: ormai le notizia sono tutte uguali e poi vuoi mettere piazzare le tette della Bellucci in prima pagina: tira di più (il giornale)! Continua a leggere

RIUNITA LA COMMISSIONE ANTIMAFIA ALCUNE DICHIARAZIONI

RIUNITA LA COMMISSIONE ANTIMAFIA ALCUNE DICHIARAZIONI

RIUNITA LA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA

Alcune dichiarazioni dei componenti 

Pisanu: Sono grave minaccia anche per democrazia

Da Commissione verrà contributo per fronteggiare questa emergenza

Roma, 11 nov. (Apcom) – Il presidente Pisanu si è detto convinto che "la Commissione parlamentare possa dare un contributo per fronteggiare una vera e propria emergenza criminale, che vede nel nostro Paese operare tre organizzazioni criminali endogene (mafia, camorra e 'Ndrangheta, ndr) e altre organizzazioni straniere". Per fare questo, ha tenuto a precisare l'ex ministro dell'Interno oggi presidente della Commissione di palazzo San Macuto, bisogna "capire bene questi fenomeni" per mettere a punto "strumenti legislativi avanzati". Per questo, Pisanu ha annunciato l'intenzione di proporre alla Commissione di fare un punto sul lavoro svolto dalle precedenti Commissioni parlamentari antimafia. Questo, per mettere a fattore comune i risultati raggiunti.

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TOGLIERE I FIGLI AI MAFIOSI

TOGLIERE I FIGLI AI MAFIOSI 

Lotta al crimine organizzato: tolti i figli al boss latitante 

di Paola Ciccioli per Panorama.it

È un De Stefano, cognome che a Reggio Calabria significa vertice della ’ndrangheta, il primo padre a perdere la potestà sui figli perché mafioso, perché latitante. Il tribunale per i minorenni del capoluogo calabrese ha infatti stabilito, con un provvedimento che non ha precedenti, che Giuseppe De Stefano, 39 anni, in clandestinità da 4, possa “determinare l’asservimento dei figli alle logiche di conservazione e di predominio del potere mafioso”. I suoi bambini, di 2 e 1 anno, entrambi concepiti durante la latitanza, sono stati affidati in via esclusiva alla madre Fiorenza.
I magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria hanno dunque aperto un varco nella diga culturale e giuridica che fino a oggi ha di fatto protetto il reticolo parentale delle ’ndrine. Che sono diventate la più potente organizzazione criminale italiana proprio grazie alla struttura in famiglie, nelle quali il primogenito maschio tuttora riceve la “smuzzunata”, cioè il battesimo da mafioso, quando è ancora in fasce.
Questo è il punto: ci si può trovare a imbastire la propria esistenza sull’illegalità “anche per incolpevole discendenza familiare e successivamente perché irretiti e intrappolati nelle dinamiche criminali, caratterizzate da omertà e sudditanza, prima ancora di avere potuto sperimentare mondi alternativi”. Così si esprimono i magistrati della Dda nella richiesta di privare De Stefano della patria potestà, un provvedimento finora riservato esclusivamente ai condannati in via definitiva all’ergastolo.

E il documento, sottoscritto dal procuratore aggiunto Salvatore Boemi e dai sostituti Nicola Gratteri, Roberto Di Palma, Domenico Galletta e Giuseppe Lombardo, è esso stesso, per i concetti che vengono espressi e per i termini usati, una pagina nuova nella lotta alla ’ndrangheta. Sostanzialmente, i figli dei mafiosi vivono “in uno stato di autentica permanente schiavitù”.

ROBERTO DI PALMA E NICOLA GRATTERI

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