INTERVISTA ALL ONOREVOLE FRANCO LARATTA

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Focus

Scritto da Redazione  

Giovedì 13 Novembre 2008 00:00

Intervista all'Onorevole Franco Laratta

 

 Franco Laratta, deputato del Partito Democratico dal 2006, è giornalista e scrittore, ha fondato e diretto diverse testate giornalistiche in Calabria, e curato e diretto trasmissioni di approfondimento politico e inchieste su mafia e criminalità. Tra gli ultimi scritti “La lunga notte della Calabria”. La scorsa settimana l’onorevole Laratta è stato nominato membro della Commissione Parlamentare Antimafia.

 

Onorevole Laratta tra una delle Sue dichiarazioni ha affermato che lo Stato, la magistratura le Forze dell’Ordine devono tornare ad esercitare il controllo di quei territori che sono “quasi fuori controllo”. Il Ministero dell’Interno ha uomini e mezzi necessari per effettuarlo? E, ove non l’avesse, Lei ritiene che i reparti speciali in affiancamento delle Forze dell’ordine possono essere utili?
“Tutto può essere utile per affermare la forza di uno Stato democratico. E fra le altre cose il potenziamento delle Forze dell’Ordine, della magistratura, degli uffici giudiziari. Anche l’uso dell’Esercito per il controllo del territorio può essere importante”.

 

 

Subito dopo che è stato nominato alla Commissione Parlamentare Antimafia ha dichiarato che serve un “nuovo Patto Antimafia”, ritiene che la società civile calabrese sia pronta a dare una risposta, non crede che contrariamente alla Sicilia in Calabria si sente di meno la presenza dello Stato?
“Lo Stato siamo prima di tutto noi. Le istituzioni vincono se hanno dalla loro parte i cittadini, gli imprenditori, il mondo della cultura, la politica. Noi abbiamo bisogno di creare una forte coscienza collettiva che si opponga a tutte le forme di illegalità, di corruzione, di criminalità. Dobbiamo fare terra bruciata attorno a chi delinque , ai criminali, a chi impone illegalità”.

Perché secondo Lei Confindustria Sicilia ha un comportamento diverso da Confindustria Calabria? Come si fa a creare la sicurezza negli imprenditori che vogliono denunciare le pressioni dei mafiosi visto che in Calabria ci sono casi di collaboratori di giustizia  “dimenticati”?
“Gli imprenditori devono trovare il coraggio della denuncia, se vogliono che si affermi la civiltà democratica. Così pure i cittadini, che hanno bisogno di sentire la sicurezza che gli può dare solo lo stato. Più lo stato è forte e deciso e più i cittadini e gli imprenditori potranno e sapranno liberarsi dalla schiavitù imposta dalla criminalità organizzata. Speriamo tutti che l’esempio siciliano contagi presto la Calabria”.

Il sostituto procuratore della Dda Nicola Gratteri e l’On.le Giuseppe Lumia hanno chiesto la riapertura di Pianosa e L’Asinara, questo basta quale deterrente oppure servono nuove norme di contrasto? In particolare, visto che le mafie, e la ‘ndrangheta in particolare, si evolvono continuamente non crede che ci bisogno addirittura di un nuovo codice di procedura penale?
“C’è bisogno di adeguare le leggi alle mutate condizioni dell’attività criminale. C’è bisogno di renderle più forti, più chiare , più precise. Anche utilizzando nuovi strumenti normativi di contrasto che consentano di combattere con più determinazione le mafie. La criminalità organizzata si è fatta più forte. Moderna. Invisibile. Di respiro internazionale.  E per questo più temibile. Lo Stato si deve attrezzare meglio per combatterla con determinazione, senza alcun timore”.

La Corte d’assise del Tribunale di Locri ha revocato il gratuito patrocinio nel processo Congiusta, ritiene che la disposizione normativa della legge 125/2008 sia un deterrente efficace?
“E’ un fatto certamente simbolico e importante. Ma di sicuro i mafiosi si  possono servire, come si servono, dei migliori avvocati sul mercato”.

 Tornando all’omicidio di Gianluca Congiusta Lei è stato il primo parlamentare calabrese a presentare una interrogazione sul caso, ritiene utile una collaborazione tra i familiari, le loro associazioni e la Commissione Antimafia?
“Credo che la Commissione antimafia debba avvalersi del contributo di tutti, delle famiglie colpite prima di tutto, delle associazioni che sono schierate, delle istituzioni sul campo.  Ma l’Antimafia oggi ha senso se passa dalla fase di analisi e studio ad una fase ancora più attiva e determinante nella lotta alle mafie”.

Sentiamo ripetere che la criminalità organizzata si “colpisce al cuore” sequestrando e poi confiscandone i beni, premesso che le mafie si sono evolute, non pensa che sia diventato difficile avere contezza dei beni in loro possesso, quali forme di accertamenti sarebbero opportuni da codificare ?
“Sono allo studio del parlamento nuove e più efficaci norme. Vediamo se si riesce in questo obiettivo. Ma colpire al cuore la mafia è fondamentale: e questo può avvenire con la confisca delle loro ricchezze, nel quadro di un accordo internazionale. Con norme e strumenti rapidi ed efficaci”.

E’ acclarato che le mafie sono penetrate nel tessuto economico e finanziario globale, non crede che la task force europea per incidere si debba riferire ad un contesto legislativo che si richiami alle politiche italiane in materia di lotta alla criminalità organizzata? Quindi perché i rappresentanti del Pd nel Parlamento europeo non presentano una proposta di legge per il sequestro dei beni mafiosi a livello comunitario?
“Sì. Questo sarebbe importante, importantissimo.- Dobbiamo muoverci rapidamente in tal senso anche con la nuova Commissione antimafia, che questa volta si è data, nella legge istitutiva, un compito che va al di là dei confini nazionali. In un quadro, quindi, europeo”.

Un’ultima domanda, in un momento di congiuntura nazionale e internazionale di crisi economica quali politiche del walfare e del lavoro bisogna realizzare, in particolare in Calabria, per evitare di consegnare una nuova manovalanza, comprensiva purtroppo di troppi giovani laureati in cerca di prima occupazione, alle mafie?
“Più risorse alle imprese per farle assumere, più reddito alla famiglie, un salario minimo garantito ai giovani e ai disoccupati in cerca di lavoro, l’utilizzo pieno delle risorse comunitarie, l’avvio di una stagione di realizzazione di importanti opere pubbliche già programmate. Tutto questo insieme ad una politica che decide, si impegna, dà risposte immediate, interviene nel sociale”.

da il fattoonline.com